Spoletini all’estero: Andrea Muti, la cultura ed il calcio spoletino sbarcano in America

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  •  Intervista: la storia di Andrea, da Spoleto a Charleston -foto

    (DMN) – nuovo appuntamento con “spoletini all’estero”, la rubrica che ci accompagna in giro per il mondo a conoscere cosa fanno i nostri concittadini che hanno deciso di lasciare Spoleto e l’Italia per affermarsi professionalmente. Oggi andiamo negli Stati uniti d’America…

    Parliamo oggi con Andrea, un giovane spoletino sportivo, calciatore e docente.
    Raccontaci la tua esperienza negli Stati Uniti,dove ti trovi? Come sei giunto a questo percorso? Di cosa ti occupi?

    Caro Alessio, io mi trovo a Charleston, che sarebbe la città principale del Sud Carolina, uno stato situato nel sud est degli Stati Uniti, appena sopra la Florida. La prima volta che son venuto negli Stati Uniti è stato nel 2008 per un internship al Consolato Italiano di Filadelfia.
    L’esperienza è durata alcuni mesi e poi sono tornato in Italia per finire la specialistica e per trovare lavoro. In realtà, prima di tornare in Italia, sono passato a trovare i miei zii che vivevano a Charleston, e lì ho avuto l’opportunità di visitare Ashley Hall, una scuola indipendente solo per ragazze, dove lavoro al momento. Inizialmente ero rimasto molto impressionato dalla struttura della scuola e da come era organizzata, e visto che giocavo a calcio in Italia e avevo già insegnato italiano a ragazzi americani in vacanza studio in Italia, la scuola mi aveva offerto una posizione come allenatore di calcio e insegnante di italiano per la scuola superiore.

    A quel tempo però rifiutai perchè ancora dovevo finire la laurea specialistica, e soprattutto non ero pronto ad allontanarmi da Spoleto, famiglia e amici. Così a giugno 2008 sono tornato in Italia, a Novembre mi sono specializzato e poco dopo ho trovato un lavoro come traduttore a Foligno.
    Poi però ho conosciuto una ragazza, la mia attuale moglie, anche lei di Spoleto, e subito dopo che ci siamo iniziati a frequentare lei mi ha detto che sarebbe partita per gli Stati Uniti per un tirocinio in Oklahoma. E’ partita a Novembre 2009, poi il caso ha voluto che la scuola Ashley Hall di Charleston, mi richiamasse per offrirmi la stessa posizione di insegnante di italiano e allenatore di calcio. Così, pensando che quello sarebbe stato l’unico modo per vedersi più spesso, nonostante Charleston e l’Oklahoma siano separate da 18 ore di macchina, ho deciso di accettare l’offerta e il 30 marzo 2010, ancora me lo ricordo come fosse ieri, con le lacrime agli occhi, ho salutato mamma, papà, sorella, nonna e sono partito.
    I primi due anni ho insegnato italiano e allenato la squadra di calcio, dal 2012 insegno ciò per cui mi sono specializzato: Storia Europea, e Diritto Internazionale.

    Puoi dirci un pregio e un difetto degli Stati Uniti?

    Difetto la violenza, l’ossessione per le pistole, aggravata dal’attuale clima politico e la difficoltà, per uno straniero come me, di integrarsi in una cultura che dice si di essere aperta, ma solo nelle grandi città. In realtà in quelle piccole è bigotta e chiusa.
    Pregio le opportunità che offre e la sensazione che, se hai idee e voglia di fare, hai sempre l’opportunità di creare qualcosa in cui credi. In Italia, per la burocrazia e per la mancanza di risorse, purtroppo, sarebbe impensabile.

    Dell’Italia invece cosa ti manca maggiormente e cosa invece non rimpiangi?

    La mia famiglia, i miei amici, il cibo, quella sensazione di sentirmi a casa, e soprattutto, dovunque vado in Italia, la sua bellezza! L’Italia è piena di bellezze naturali e artistiche. Me ne sono reso veramente conto solo quando ho iniziato a mancare per diversi mesi.
    Quando torni la bellezza ti travolge dentro. È una sensazione unica.
    Non rimpiango l’immobilismo, la burocrazia e soprattutto la polemica infinita fine a se stessa.
    Ci si lamenta sempre ma non si fa mai nulla per cambiare. In Italia son tutti bravi a fare opposizione. Almeno in altre nazioni si parla molto ma alla fine si ha il coraggio di prendere decisioni e non si torna indietro.

    Verissimo quello che dici caro Andrea, invece progetti per il futuro? Torneresti mai a vivere a Spoleto?

    Si, mi piacerebbe molto, ma penso che per via del lavoro che facciamo sia io che mia moglie sarà molto difficile.
    Penso che la cosa più probabile, ma non certo facile, sia quella di provare a tornare in Italia in generale.
    Ad Aprile diventeremo genitori, siamo ancora più determinati a tornare perchè ci piacerebbe dare al nostro bambino l’opportunità di crescere in Italia come abbiamo potuto fare noi, e stare più vicino ai nonni.

    Come ci vedono gli americani? Siamo ancora immigrati stereotipati o l’integrazione è effettivamente valida?

    Dipende dalla città! A New York, Philadelphia, Chicago, Boston hanno una vasta comunità italiana, e non siamo stereotipati. Si può dire che quelle città siano state costruite per un terzo da italiani. Dove sono io, invece, ancora siamo stereotipati. La cultura anglo-francese va per la maggiore nel Sud Carolina, perciò tutto il resto è di serie B.

    Grazie mille per il tuo tempo Andrea e grazie di aver condiviso con noi la tua esperienza!
    Saluta la tua Spoleto descrivendola con tre aggettivi…

    Unica, stupenda e sospesa nel tempo!

    Alessio Cao

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    2 Comments For "Spoletini all’estero: Andrea Muti, la cultura ed il calcio spoletino sbarcano in America"

    1. luca ciani
      Gennaio 23, 2019

      Congratulazioni Andrea, a tua moglie Alessandra e tanti auguri per la futura nascita! Una bellissima storia di successo, come i tanti successi e le battaglie condivise nei campi di gioco insieme. Un abbraccio.

      Rispondi
    2. ANDREA MUTI
      Gennaio 26, 2019

      Caro Luca grazie mille per le belle parole. Ale ed io siamo molto emozionati per la nascita del piccino. Vediamo se anche lui sarà interessato a giocare a calcio come il papà, speriamo solo sia più bravo. Bei tempi quando battagliavamo insieme. Spero anche te e la piccina ve la passiate alla grande. Un abbraccio caro Luca.

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    Commentiultimi pubblicati

    Sonia Comessatii 2019-10-15 22:00:10
    Non mi sembra un atto serio e circostanziato se non fanno il nome dell'assessore competente. Chi è? Lavori pubblici? Scuola?
    Stefano Conti 2019-10-15 17:08:07
    prima la cina con brunini e poi non si è fatto niente, poi dovevano salvare la minerva e anche li.....
    Anna 2019-10-09 23:42:41
    Buonasera volevo informarvi che il cognome Non bellomo ma belluomo riferendomi al articolo sul artista corrado belluomo.
    Marco Morichini 2019-10-08 22:50:46
    Spero che la notizia del raddoppio ferroviario Terni-Spoleto non sia solo campagna elettorale!
    daisy 2019-09-11 18:20:47
    Per caso fra i vari artisti c'è anche FABRIZIO CONSOLI? l'ho sentito in Germania dove è famosissimo . Grazie