Spoletini all’estero: Simone Celesti, la cucina spoletina alla conquista dell’Argentina

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  • «Sono partito a 21 anni con una valigia di vestiti e una valigia vuota, che in quasi due anni all’estero ho riempito di esperienza che mi ha fatto crescere professionalmente»

    (DMN) Spoleto – Torna il consueto appuntamento con la rubrica spoletini all’estero.
    Intervistiamo oggi una vecchia conoscenza del nostro giornale, il giovane chef Simone Celesti, che vanta un passato lavorativo intenso all’estero.

    Buongiorno Simone, i nostri lettori ti conoscono bene per le tue gustose ricette che proponi sulle pagine di Due Mondi News da ormai due anni e per i tuoi corsi di cucina e pasticceria, ma forse non tutti sanno che hai un passato lavorativo all’estero. Raccontaci qualcosa, dove hai lavorato? Di cosa ti occupavi in quegli anni?

    Buongiorno a te Alessio, e un saluto speciale a tutti i lettori della mia rubrica Spoleto in cucina.
    Come hai già anticipato, nella mia esperienza professionale vanto quasi due anni di lavoro in Argentina. Sono partito a 21 anni con una valigia di vestiti e una valigia vuota, che in quasi due anni all’estero ho riempito di esperienza che mi ha fatto crescere professionalmente. Non conoscevo lo spagnolo e ho lavorato per un paio di mesi in un ristorante, poi ho iniziato ad insegnare cucina e pasticceria nel IGI (intstituto gastronomico Internacional) che è la scuola più importate dell’ America Latina, formando 160 professionisti.

    Interessante esperienza la tua, sicuramente ti avrà arricchito molto come persona e come professionista, consiglieresti a un giovane cuoco questo tipo di formazione all’estero? Quali sono i vantaggi che potrebbe ottenere rispetto ad un percorso canonico in Italia?

    Si! Consiglio l’esperienza all’estero perché oltre ad arricchire professionalmente, si conoscono altri usi e costumi, e nel settore della cucina e della ristorazione ci viene data la possibilità di conoscere prodotti diversi, anche se il made in Italy è imbattibile!!
    “Bisogna curare di più il gusto del piatto e poi la presentazione”.
    È una raccomandazione che faccio ai miei allievi di cucina e pasticceria e a tutte le nuove leve.  Mi piace ricordare una frase di Paulo Coelho che dice: “La miglior aula del mondo è ai piedi di una persona anziana”. È cosi anche nella cucina italiana, quindi
    cari cuochi frequentate di più la cucina degli anziani, le tradizioni sono alla base della nostra cultura, poi l’esperienza fuori dall’Italia vi andrà a completare.

    Puoi dirci un pregio e un difetto  dell’ Argentina? Cosa ti mancava di Spoleto in quel periodo?

    Un pregio dell’Argentina? Non è facile, quello che mi affascinava era la vastità territoriale. Un difetto? L’ Argentina è molto distante da Spoleto!! Si, mi è mancata Spoleto in quel periodo, ma purtroppo il mio mestiere è pieno di soddisfazioni ma anche di sacrifici.

    La tua scelta di tornare in Italia è stata sicuramente impegnativa, anche perchè qui da noi il settore della formazione richiede una lunga gavetta prima di ottenere stabilità. Cosa ti ha spinto a fare questa scelta?

    Il motivo della mia scelta di tornare è proprio l’ Italia stessa. Siamo in un periodo di crisi, ma chi come me ha vissuto all’estero sa apprezzare ancora di più la bellezza e le potenzialità del nostro paese.

    Quali sono i tuoi progetti futuri? Ti vedi in Italia o all’estero?

    I miei progetti futuri sono qui in Italia, in particolare nella nostra bella Umbria, insegnando l’arte culinaria, la tradizioni e le innovazioni.

    Ti ringraziamo Simone per aver condiviso con noi la tua storia e diamo appuntamento ai lettori sulle pagine di Due Mondi News per mangiare con gli occhi le fantastiche ricette che ogni settimana ci proponi.

    Alessio Cao – Due Mondi News

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