Spoleto, inaugurata la prima mostra a Casa Modigliani

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  • Inaugurata nella Casa Modigliani di Spoleto la mostra, curata da Cesare Pippi, con opere tradizionali africane e dell’artista tanzaniano George Lilanga a confronto con 23 soggetti fra i più celebri di Modigliani, realizzati con la tecnologia Modlight®.

    Grande interesse per la sezione “Ospiti d’onore”, curata da Alberto D’Atanasio: esposti per la prima volta tre quadri oggetto di studio per l’attribuzione all’artista livornese e un ritratto dello stesso Modigliani di cui si sta verificando l’attribuzione a Picasso.

    Corre lungo il filo che lega l’opera del genio livornese all’arte africana, tradizionale e contemporanea, la prima mostra ospitata dalla Casa Modigliani di Spoleto, sede dell’Istituto Amedeo Modigliani e del Comitato organizzatore delle celebrazioni del Centenario dalla morte dell’artista (1920 – 2020).

    “Amedeo Modigliani e l’art nègre: simbolo, opere, tecnologia” è il titolo dell’esposizione curata da Cesare Pippi e inserita nel programma culturale del Festival dei Due Mondi, inaugurata oggi a Spoleto (fino al 30 luglio 2017 – Palazzo Montani, Piazza Fontana 3).

    In esposizione, cinquanta sculture lignee e maschere della collezione privata dei coniugi torinesi Anna Alberghina e Bruno Albertino, opere tradizionali della fine dell’Ottocento e della prima metà del Novecento, rappresentative delle principali etnie e tematiche socio-religiose africane e caratterizzate dalla stilizzazione geometrica e dall’equilibrio dei volumi che affascinarono e ispirarono le avanguardie artistiche dei primi decenni del secolo scorso.

    Arte tradizionale africana, ma non solo: il percorso espositivo si arricchisce, infatti, di diverse opere dell’artista tanzaniano George Lilanga (1934 – 2005), esponente di avanguardia dell’arte contemporanea africana, oggi esposto nelle più importanti gallerie e musei di Stati Uniti, Europa e Giappone.

    L’arte di Modigliani è presentata attraverso percorsi interattivi ed esperienziali, con 23 soggetti fra i più famosi del genio livornese realizzati, in altissima definizione e in formato originale, con il sistema tecnologico Modlight®, basato su uno specifico disegno luci, sofisticati impianti a Led e un importante lavoro fotografico sulle opere originali, riconosciuto dai musei e dai collezionisti proprietari dei diritti.

    Il pubblico inoltre, ha l’opportunità di vivere l’arte di Modigliani grazie a due “contenuti immersivi”– realizzati in occasione della mostra dall’azienda Oniride, protagonista delle innovazioni di realtà virtuale nei beni culturali – fruibili con l’impiego di speciali visori di realtà virtuale Samsung GearVR e incentrati, rispettivamente, sull’influenza della maschera africana sull’arte di Modigliani e sulla storia d’amore tra l’artista livornese e la pittrice Jeanne Hébuterne.

    La mostra si arricchisce, infine, dalla sezione “Ospiti d’onore”, iniziativa di interesse scientifico e culturale promossa della Casa Modigliani. Sono presentate per la prima volta al pubblico e sottoposti a studiosi e critici quattro opere pittoriche rinvenute successivamente alle catalogazioni ufficiali e oggi al centro di percorsi di attribuzione.

    Ritratto di Elvira, L’uomo con cappello e Ritratto di Hannelore (quest’ultima esposta su autorizzazione del Tribunale di La Spezia) sono tre opere firmate da Modigliani: le analisi fino ad ora svolte dalla COO.BE.C hanno mostrato che si tratta di opere coeve al periodo di produzione e, nel caso del Ritratto di Hannelore, l’autenticità è stata certificata anche da Angela Ceroni. La quarta opera pittorica esposta è probabilmente la più interessante dal punto di vista storico e scientifico: se infatti le analisi ne confermassero l’attribuzione si tratterebbe dell’unico ritratto di Picasso a Modigliani.

    «Queste opere – ha chiarito lo storico dell’arte Alberto d’Atanasio che ha curato questa sezione dell’esposizione – sono state prestate dai proprietari per compiere nuovi studi e analisi degli esperti. Il “possibile” ritratto di Picasso a Modigliani, di proprietà di un collezionista italiano, è stato ritrovato in modo casuale in un’asta a Londra. Il quadro è incompiuto e presenta un’ampia porzione bianca. Nel retro del dipinto vi è la firma di Picasso e una dedica che potremmo tradurre “al debosciato con affetto”: questa frase definisce un’ipotesi di studio e, se fosse confermata l’autenticità dell’attribuzione, potrebbe essere la risposta ironica di Picasso alla frase che Modigliani scrisse dietro al ritratto che fece dell’artista vergando “al signor so tutto io”. I risultati delle prime analisi inducono a pensare che i materiali siano coevi e originali del periodo (1919) in cui i due artisti si frequentarono a Parigi. Le analisi su questo dipinto stanno proseguendo: ora si procederà con la spettrografia dei materiali e l’analisi dei pigmenti e ci auguriamo che l’esposizione possa rappresentare l’occasione per ricevere il parere di autorevoli rappresentanti scientifici in merito all’autenticità dell’attribuzione».BANNER-DUE-MONDI

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    Mi congratulo co rinnovata speranza con i Consiglieri Grifoni, Dottarelli, Cretini, Imbriani, Profili, (l'ordine dei nomi è casuale) per le.....
    Francesco 2022-05-23 08:10:44
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    Francesco 2022-05-18 23:11:12
    Si, è una bella iniziativa, ma mi chiedo se convegni come questo serviranno a far si che la Spoleto-Norcia possa.....
    Giorgio proietti 2022-05-06 07:44:20
    Pover fratello mio
    fabien 2022-04-09 10:16:14
    Ma guarda un po', per il Mattatoio, i soldi ci sono grazie all interessamento della silente Agabiti(sulla vicenda dell'ospedale di.....