“Trame longobarde”: la mostra alla Rocca Albornoziana sarà visitabile fino al 1 ottobre

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  • Grande successo per “Trame longobarde”. La mostra, inaugurata lo scorso 16 marzo, continuerà ad essere visitabile al Museo Nazionale del Ducato alla Rocca Albornoziana fino a domenica 1 ottobre (la mostra è ad ingresso gratuito).

    Si tratta di uno straordinario lavoro di ricostruzione, sulla base dei dati archeologici, un viaggio per scoprire la vita quotidiana dei longobardi attraverso tessuti, abiti e monili prodotti da questa straordinaria civiltà che, dopo quattro anni, è tornata a Spoleto in una veste rinnovata e ampliata, dopo gli allestimenti a Monte Sant’Angelo, Brescia, Benevento. Sono previste nuove tappe a Cividale del Friuli, Museo Nazionale dell’Alto Medioevo a Roma, Ferentillo, Abbadia San Salvatore (provincia di Siena).

    I tessuti e le bordure sono stati realizzati nella Casa di Reclusione di Spoleto dai detenuti del corso di tessitura, con i telai dell’IIS Sansi Leonardi Volta, dopo uno straordinario lavoro di studio e ricostruzione di trame e orditi desunte dalle scoperte archeologiche. La composizione dell’abito maschile e femminile è stata realizzata con attenti confronti iconografici uniti alle poche fonti letterarie (Historia Langobardorum di Paolo Diacono), il risultato è un’accurata proposta delle antiche tecniche di tessitura e di taglio e cucito dell’abito altomedievale. Sono rappresentati i diversi ceti sociali completati da accessori realizzati dai detenuti del Liceo Artistico ristretto. Il visitatore condotto da icone equine e lance tra reperti dei secoli dal IV all’VIII incontra i protagonisti di trame longobarde davanti a grandi fondali fotografici della basilica di San Salvatore, di cui può ammirare i dettagli e i particolari decorativi, per contemplare infine la composizione dei Duchi di fronte al presbiterio della basilica patrimonio della città e dell’Umanità.

    La mostra, curata da Glenda Giampaoli e Giorgio Flamini, con il confronto scientifico di Donatella Scortecci, è stata realizzata grazie alle risorse della Regione Umbria, legge regionale 24 del 2003 progetto “Musei che hanno stoffa”, del MiBACT, legge 77 del 2006 a sostegno dei siti UNESCO e dall’Associazione stessa per il valore scientifico, didattico illustrativo e sociale.

    Si tratta di un progetto nato da una eccezionale collaborazione tra enti e istituzioni,  dal Comune di Spoleto alla Regione Umbria, dall’Istituto Sansi Leonardi Volta, alla Casa di Reclusione di Spoleto, al Museo Nazionale del Ducato coordinati e diretti dall’associazione Italia Langobardorum (l’ente che gestisce il sito UNESCO dei Longobardi che include le  evidenze monumentali di 7 città: Cividale del Friuli, Brescia, Castelseprio, Campello sul Clitunno, Spoleto, Benevento, Monte Sant’Angelo) e dall’Ufficio UNESCO di Spoleto.BANNER-DUE-MONDI

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    Beatrice Alimenti 2020-09-29 16:15:25
    Don Luigi Piccioli , un grande parroco che con il suo fare e dire ti coinvolge e ti rigenera. Per.....
    carlo neri 2020-09-26 12:07:47
    Ho una mezza idea che chi ha rubato la reliquia, non sapendo che farsene e visto il polverone sollevato, l'abbia.....
    Fabrizio 2020-09-20 13:05:13
    Considerando che la popolazione spoletina non ha ancora compreso se esiste una politica per la città da parte di questa.....
    Gianni 2020-09-09 02:36:29
    Se le impiegate fossero anche cortesi e educate verso il prossimo e le persone che reputano inferiori a loro (.....
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