Spoletini all’estero: Roberto Pibiri e l’arte di amare Spoleto in Giappone

  • Letto 1200
  • Roberto Pibiri si racconta a Due Mondi News: dall’arte all’apertura del primo ristorante di cucina spoletina in Giappone

    (DMN) – riprende, dopo una lunga sosta,  “spoletini all’estero”, la rubrica che ci mostrerà dove e come vivono i nostri concittadini che hanno fatto la scelta di trasferirsi lontano dall’Italia.

    Racconteremo le loro storie attraverso una serie di interviste, la prima è a Roberto Pibiri.

    Roberto, poliedrico artista spoletino, ha lasciato la nostra città alla volta del Giappone, trasferendosi in una realtà sicuramente molto diversa dalla nostra e molto affascinante, sentiamo direttamente dalle sue parole questa storia.

    Ciao Roberto raccontaci, cosa ci fa uno spoletino in Giappone? Di cosa ti occupi?
    È dal 2006 che frequento il Giappone avendo spostato una donna Giapponese.
    Nel 2014 organizzammo la mia prima mostra a Osaka con la collaborazione di alcuni amici e il main sponsor della Varnelli, la famosa ditta marchigiana di liquori. L’ esperienza di Osaka fu strepitosa, fu un grande successo di pubblico e di critica e persino lo Yomiuri shimbun, il secondo quotidiano più venduto al mondo, mi dedico’ mezza pagina sulla cronaca culturale di Osaka.
    Da lì, nello stesso 2014, fui invitato a luglio alla IV Biennale Internazionale d’Arte contemporanea di Himeji dove sono stato il primo italiano a partecipare. In novembre la Hankiu , una ditta privata di trasporti ferroviari e proprietaria di una famosissima catena di grandi magazzini mi invitò a esporre all’ Italian Fair di Hankiu Umeda di Osaka. L’esperienza di quell’ anno si ripete’ anche a Spoleto dove organizzai OVe’ST2015, una mostra collettiva a cui parteciparono 21 artisti giapponesi e altrettanti artisti italiani.
    Nel 2016 organizzai il padiglione Italia per la V edizione della Biennale Internazionale di Himeji e portai le opere di 19 artisti di Spoleto e dintorni in Giappone ed ebbi la grande soddisfazione di avere avuto tra questi, alcuni nomi di artisti di chiara fama. Contemporaneamente nel 2016 il passo decisivo per il trasferimento definitivo in Giappone, a Yamaguchi, nella bellissima e suggestiva regione dell’ estremo sud ovest dell’ Honshiu, l’isola principale. Qui a Yamaguchi la mia attività artistica, che in Italia aveva quasi più una connotazione di hobby, è diventata una professione. Ho una galleria, la Gallery Nakano, che mi ospita, e numerose altre occasioni tra mostre personali e collettive nel resto del Giappone.

    Altri progetti andati in porto? C’è qualche collaborazione con Spoleto in atto?
    A marzo 2018 ho realizzato la scenografia per un gruppo musicale di Tokyo famoso in Giappone, i Kin Kon Kan. Il lavoro molto grande, 2,35 metri di altezza e lungo più di 8 metri, è stato poi acquisito dal tempio Zen Toshunji, il tempio principale della regione Yamaguchi e quindi ora fa parte del tesoro del tempio .Con questo lavoro è stato realizzato un grandissimo paravento che delimita la zona sacra dalla zona per i fedeli. Poi vorrei menzionare un altro mio collaboratore di Campello sul Clitunno, Massimo Biondini, fotografo, con il quale ho il piacere di collaborare per realizzare una mostra fotografica molto importante ormai in città, si svolge nel mese di luglio a Yamaguchi e vede la presenza di 7 fotografi spoletini selezionati da Massimo Biondini e altrettanti fotografi di Yamaguchi proposti da me.

    Il 2019 vedrà ospiti i 7 fotografi di Yamaguchi a Spoleto con una mostra dal titolo Spoleto incontra Yamaguchi, e si svolgerà in agosto. L’amministrazione comunale di Spoleto ha aderito con entusiasmo all’iniziativa e i 7 fotografi verranno in visita a Spoleto in occasione della manifestazione.

    [wp_bannerize group=”Articoli-600×150″ random=”2″ limit=”1″]

    Complimenti Roberto, un percorso importante per la tua arte, che ti ha portato a ricevere un riconoscimento davvero prestigioso, puoi parlarci di questa nomina?
    Una recente esperienza a Tokyo, nel prestigioso quartiere di Ginza, ha fatto sì di essere annoverato nella top ten degli artisti della Prefettura di Yamaguchi ed essere esposto nelle sale del Museo della Prefettura e nelle sale del Kenritsu Daigaku, l’università degli studi della città di Yamaguchi.
    L’elenco è lungo e comprende anche un invito a S. Teresa di Gallura nel 2017 per Musica sulle Bocche, un festival jazz internazionale organizzato dal mio amico musicista sax tenore Enzo Favata.
    Tutto ciò porta alla recente nomina di personaggio dell’anno da parte dell’ emittente televisiva di Stato NHK che nella rubrica regionale del TG mi ha dedicato un servizio e di riflesso la testata giornalistica regionale dello Yamaguchi shimbun mi ha nominato personaggio dell’anno 2019.

    Con tutto questo successo, viene da chiedersi se ti manca qualcosa dell’Italia.
    Ho lasciato Spoleto dopo averci vissuto per oltre 50 anni e ho cambiato completamente il mio modo di vivere e di vedere le cose. Certo, qualcosa manca, ho grandi difficoltà a reperire alcune cose fondamentali per un italiano: il pane, il vino buono e i salumi che produco da me. In questi giorni sto preparando i capocolli, i guanciali, la pancetta e le salsicce in previsione della prossima apertura del ristorante caffè.

    Notizia interessante questa! Quindi hai in progetto di esportare in Giappone un po’ della nostra arte culinaria? Cosa bolle in pentola?
    Con mia moglie Tae inaugureremo a settembre di quest’anno un locale il “Bhe che è?!”.
    Sarà un angolo di cucina spoletina in un ambiente molto particolare: una antica casa in stile Showa molto bella nel quartiere di Odono, ricco di storia e di spiritualità con i suoi numerosi templi Zen, Shinto e con le antiche residenze delle varie famiglie Ouchi e Mori che hanno fatto la storia del Giappone.
    Il ristorantino sarà anche una galleria d’arte dove esporre i vari artisti della città e ha già avuto una piccola ma interessante esperienza in ottobre scorso dove con Open House 2018 ho esposto 7 artisti di Spoleto e altrettanti artisti giapponesi. In tre giorni la mostra fu visitata da oltre 350 visitatori in occasione della manifestazione Artfull Yamaguchi.

    Splendida idea Roberto, una fusione di due culture che renderà unico il tuo locale! Ultima domanda prima di darci appuntamento nel tuo ristorante il prima possibile…consiglieresti il Giappone come meta ad un giovane italiano che abbia voglia di fare un’esperienza all’estero?
    Io non ho mai lavorato come dipendente qui, ma posso assicurare che a parte il lavoro la vita nella realtà della Provincia è molto interessante, ricca di stimoli e offre tante opportunità. Certo l’esperienza diretta è molto importante e dipende anche dal carattere e da ciò che si vuole ottenere. Conosco giovani occidentali che lavorano qui a Yamaguchi e mi sembrano molto integrati e soddisfatti.

    Ringraziamo Roberto per la sua disponibilità e la simpatia con cui ha risposto alle nostre domande dall’altra parte del mondo e vi diamo appuntamento tra due settimane per la prossima intervista.

    Alessio Cao

    Share

    Related Post

    Related Blogpost

    One Comment For "Spoletini all’estero: Roberto Pibiri e l’arte di amare Spoleto in Giappone"

    1. Francesca Casagrande
      Gennaio 13, 2019

      Sono davvero contenta di sapere che Roberto Pibiri sta vivendo questo successo tutto meritato.
      La sua volonta’ e la sua arte parlano di noi italiani in giappone con indubbia qualita’ e rispetto. Davvero Roberto e’ un artista che ha saputo creare valore fra 2 paesi di culture diverse regalandoci una sintesi estetica condivisa con gusto e misura. Sono ammirata! Spero di potere
      molto presto andarlo a salutare e di gustare insieme un buon piatto nel suo ristorante. Bravo!!!

      Rispondi

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Commentiultimi pubblicati

    Andrea 2019-10-18 13:37:56
    Una persona che quando parla si capisce cosa dice, peccato che non si candidi lei a rappresentare l'Umbria e Spoleto......
    Sonia Comessatii 2019-10-15 22:00:10
    Non mi sembra un atto serio e circostanziato se non fanno il nome dell'assessore competente. Chi è? Lavori pubblici? Scuola?
    Stefano Conti 2019-10-15 17:08:07
    prima la cina con brunini e poi non si è fatto niente, poi dovevano salvare la minerva e anche li.....
    Anna 2019-10-09 23:42:41
    Buonasera volevo informarvi che il cognome Non bellomo ma belluomo riferendomi al articolo sul artista corrado belluomo.
    Marco Morichini 2019-10-08 22:50:46
    Spero che la notizia del raddoppio ferroviario Terni-Spoleto non sia solo campagna elettorale!