Serd Spoleto-Valnerina, Arcudi interroga la Giunta: “Fare chiarezza sulla gestione del personale medico”

“La Giunta regionale faccia chiarezza sulla gestione del personale medico presso il Servizio per le Dipendenze (Serd) di Spoleto e della Valnerina, in seguito alla recente disposizione della Usl Umbria 2 che ridisegna la presenza della responsabile del servizio sul territorio”. È quanto chiede, attraverso un’interrogazione rivolta all’Esecutivo di Palazzo Donini, il consigliere regionale Nilo Arcudi (Tp-Uc).

“Il Serd – spiega Arcudi – rappresenta un presidio fondamentale e insostituibile della sanità territoriale, svolgendo un’attività quotidiana e delicatissima sul fronte della prevenzione, della cura e del supporto alle famiglie colpite dalle dipendenze patologiche, con particolare attenzione ai giovani. Tuttavia, con una nota della direzione generale dello scorso 28 aprile, è stato disposto che la responsabile del servizio spoletino venga assegnata, fino a quattro giorni alla settimana, alla struttura di Igiene e Sanità Pubblica di Terni”.

Secondo il consigliere di opposizione, “si tratta di una scelta che rischia di provocare un grave indebolimento operativo per l’area di Spoleto e della Valnerina, territori caratterizzati da specifiche peculiarità sociali e geografiche che richiedono servizi pienamente operativi e stabilmente strutturati”.

“È prioritario difendere la qualità dei servizi sanitari nell’area sud dell’Umbria e non possiamo accettare – prosegue Arcudi – che la sanità territoriale venga progressivamente depotenziata attraverso il trasferimento parziale di figure apicali e strategiche, sottraendo risorse preziose alle aree periferiche per concentrarle altrove”.

Con l’interrogazione, Arcudi chiede alla Giunta regionale di chiarire le motivazioni alla base del provvedimento e di verificare se esso possa compromettere la continuità delle cure. Inoltre, sollecita l’adozione di misure urgenti per tutelare l’operatività del Serd di Spoleto e domanda se non sia ormai indispensabile procedere all’assegnazione stabile di un medico dedicato esclusivamente alla struttura, “offrendo così una risposta adeguata e duratura ai reali bisogni dei cittadini”.