Nel question time odierno, il consigliere regionale Nilo Arcudi (Tp-Uc) ha interrogato la presidente della Giunta regionale, Stefania Proietti, per sapere «se la Giunta intenda confermare in modo chiaro e formale che l’Ospedale “San Matteo degli Infermi” di Spoleto non rientri tra i presidi oggetto di ridimensionamento e se manterrà la qualifica di Dea di I livello; se le dichiarazioni del presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, rappresentino un orientamento condiviso dalla Giunta regionale oppure se la Regione intenda assumere una posizione diversa e inequivocabile; quale sia lo stato dell’iter per la riapertura del Punto nascita di Spoleto, alla luce degli impegni chiari e pubblici assunti dalla presidente Stefania Proietti, e quali siano i tempi certi per la sua effettiva riattivazione».
In Aula, Arcudi ha ricordato che «nel corso della campagna elettorale regionale la presidente Stefania Proietti e la coalizione che la sostiene hanno assunto impegni chiari e inequivocabili sul rafforzamento del presidio ospedaliero di Spoleto e sulla tutela della sanità nei territori interni. In particolare, sul tema del Punto nascita, sono state espresse posizioni nette e pubbliche a favore della sua riapertura, riconoscendone il valore strategico per il territorio e per la sicurezza delle comunità della Valnerina.
La comunità locale, attraverso il Comitato a difesa dell’Ospedale di Spoleto, ha promosso una mobilitazione ampia e partecipata con migliaia di firme e numerose manifestazioni pubbliche. Tuttavia, permangono criticità rilevanti, tra cui la mancata riapertura del Punto nascita, la carenza di personale e una piena operatività non ancora coerente con le funzioni di un Dea di I livello.
Inoltre, le recenti dichiarazioni del presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, secondo cui il sistema sanitario regionale non potrebbe sostenere più di un numero limitato di ospedali Dea di I livello, hanno incluso anche il presidio di Spoleto tra quelli potenzialmente oggetto di ridimensionamento. Tali affermazioni hanno generato forte preoccupazione nel territorio, soprattutto in una fase in cui è in corso la definizione del nuovo Piano socio-sanitario regionale. Il mantenimento del Dea di I livello e la riattivazione del Punto nascita rappresentano elementi essenziali per garantire il diritto alla salute e la sicurezza dei cittadini. Gli impegni assunti pubblicamente devono tradursi in atti concreti e scelte chiare».
La presidente Stefania Proietti ha risposto che «questa Giunta sta lavorando concretamente per un vero rilancio dell’ospedale di Spoleto. Ricordo che il Piano socio-sanitario è in fase di definizione, ma alcune misure qualificanti sono già state avviate e sono in fase di attuazione. Come, ad esempio, l’aggiornamento della rete oncologica regionale, dei percorsi preventivi, diagnostici e terapeutici per le patologie di maggiore impatto, l’introduzione di innovazioni come il Terzo Polo e, più in generale, il passaggio a una visione “One Health”.
È inoltre in corso di definizione l’organizzazione della rete ospedaliera e la puntuale articolazione dei presidi ospedalieri, con il loro ambito di intervento specialistico e la loro riqualificazione. È comunque importante rilevare che la delibera del 2023, pur individuando l’ospedale di Spoleto come ospedale Dea di primo livello, lo ha indirizzato alla realizzazione del Terzo Polo e ha disattivato funzioni necessarie per identificare la struttura come Dea di primo livello.
Nel 2020, inoltre, l’ospedale di Spoleto fu trasformato in ospedale Covid e da quella scelta sono derivati molti dei depauperamenti che ora, a fatica, l’attuale amministrazione sta cercando di ripristinare.
Questa Giunta sta lavorando concretamente per un vero rilancio dell’ospedale spoletino, a partire dalla piena operatività H24 della Cardiologia, dal potenziamento della robotica, dall’implementazione dei servizi presenti e dagli interventi di edilizia per l’ampliamento dell’ospedale, a partire dall’avvio dei lavori per rimuovere l’impalcatura del porticato presente da anni.
<span;>Per quanto riguarda il Punto nascita, ribadisco la volontà di questa amministrazione di chiederne la riapertura. E ci sono atti concreti: abbiamo formalmente presentato istanza per la riapertura al Comitato Percorso Nascita locale e successivamente a quello nazionale del Ministero della Salute.
L’istanza, della quale attendiamo risposta, non è una richiesta di mantenimento in deroga, ma un complessivo e organico progetto di riapertura del servizio, basato su un mutato quadro programmatorio e su una rinnovata analisi del fabbisogno del territorio, con particolare attenzione alla zona del cratere e alle aree interne. Un’istanza corredata da una documentazione completa, a differenza delle precedenti richieste presentate dalla passata amministrazione, che risultavano incomplete».

































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