Ospedale e sanità pubblica. Spoleto risponde ancora Presente!

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  • Oggi una partecipatissima  assemblea nella sala Monterosso di Villa Redenta 

    Una sala Monterosso piena rilancia il messaggio: Per una sanità pubblica universale e gratuita, per una sanità pubblica che garantisca a ogni territorio prevenzione della malattia e diritto di cura.

    Spoleto risponde ancora Presente! In tanti hanno partecipato all’ assemblea popolare di oggi sabato 24 febbraio, per ribadire la richiesta di una sanità pubblica per tutti.
    In questo nostro territorio ferito dal governo regionale che ha chiuso 4 reparti su 8 e tiene i servizi ospedalieri sopravvissuti alla sua mannaia, come la cardiologia e il Pronto soccorso, in condizioni pietose, la protesta non si attenua e la rabbia cresce ancora.
    Quella che Spoleto  ha subito è una ferita che non si rimargina.
    I vari interventi di medici, operatori sanitari, cittadini da sempre impegnati per il diritto alla salute, hanno sviluppato una analisi precisa e articolata sul perché è successo. Le politiche liberiste degli ultimi 30 anni hanno favorito lo sviluppo della sanità privata a detrimento di quella pubblica e hanno dirottato ingenti risorse pubbliche ( i nostri soldi) a favore dei privati. Tutto ciò si paga con la disattivazione di servizi ospedalieri, come Spoleto, Piantala e Narni, in Umbria, applicando criteri aziendali socialmente criminogeni, dove un territorio di 1300 kmq come Spoleto/Valnerina, viene trattato come un quartiere di una grande città, negando di fatto il diritto alla salute a decine di migliaia di persone.
     
    Per uscire da questo stato di cose è necessario un movimento che abbia la forza di rovesciare queste politiche che avanzano da 30 anni a questa parte e che oggi accelerano, in assenza di una risposta che sia all’ altezza dell’ offensiva neoliberista.
    Occorrono però risposte subito; ci sono bisogni concreti a cui rispondere ora, pena il peggioramento delle condizioni di vita e il crescere dello sconforto e della rassegnazione.
    Perciò è necessario tracciare un programma concreto e immediato che abbia la capacità di costruire un percorso possibile.
    Tre cose da fare.
    Prima cosa. Tenere alta l’ attenzione sulle situazioni di violenza sociale subite ( ad esempio Ospedale San Matteo trasformato in ambulatorio e ricovero geriatrico) nei singoli territori come Spoleto, attraverso una mobilitazione di Piazza permanente.
    Seconda cosa, unire Comitati e Associazioni a livello regionale che si battono contro le azioni di forza del governo regionale che procede con i fatti compiuti pur in assenza di un Piano Sanitario Regionale e quindi nell’ illegittimità.
    Terza cosa, pressare le autorità Comunali, Sindaci in testa, affinché escano definitivamente da ogni logica di compromesso e si avvicino a produrre immediatamente, tutte le azioni necessarie a contestare le misure illegittime messe in essere contro legge ( come la riduzione di fatto dell’ Ospedale di Spoleto in ospedale di comunità) e contro il diritto alla cura  delle popolazioni che si sono viste smantellare servizi ospedalieri fondamentali come i reparti di Emergenza Urgenza e il Punto nascita.nella nostra città.
     
    Così il comunicato stampa dell’Associazione Culturale Casa Rossa 

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    Commentiultimi pubblicati

    Aurelio Fabiani 2024-04-05 21:43:38
    Delle vostre sceneggiate non ce ne frega niente. Ce lo ridate l' ospedale o no!
    Aurelio Fabiani 2024-03-30 00:34:34
    I cerotti non nascondono le amputazioni, neanche i campagna elettorale. La città di Spoleto vuole il ripristino di tutti reparti.....
    Aurelio Fabiani 2024-03-19 21:39:22
    TESEI E IL GOVERNO REGIONALE DI LEGA, FORZA ITALIA, FRATELLI D'ITALIA STANNO PER CONCLUDERE L' OPERA DI CANCELLAZIONE DEL SAN.....
    Aurelio Fabiani 2024-03-11 09:58:47
    Avete già firmato il 22 ottobre 2020, con la chiusura dell' Ospedale San Matteo. Ci basta quella per conoscere gli.....
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