Futuro dell’Ospedale San Matteo degli infermi: parlano gli ex assessori

  • Letto 1053
  • La nota firmata da Urbani, Zengoni, Loretoni, Montioni e Flavoni

    Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

    A seguito della Conferenza stampa della Presidente Tesei sul futuro dell’Ospedale di Spoleto abbiamo ritenuto necessario prenderci un momento di tempo per riflettere sulla questione. Abbiamo anche letto comunicati e viso interventi trionfalistici sul “mantenimento delle promesse fatte”.
    Ecco, secondo noi per poter dire quanto sopra c’è ancora molto lavoro da fare.
    Noi personalmente non abbiamo mai voluto dubitare della volontà della Presidente di ripristinare l’Ospedale di Spoleto così com’era, così come mai abbiamo pensato che Spoleto si potesse sottrarre dal fare la propria parte nella lotta al Covid. Questo però non significa che avremmo potuto accettare senza opporci che da oltre un anno i cittadini di Spoleto, della Valnerina, di Campello sul Clitunno, di Castel Ritaldi e di Giano dell’Umbria sono stati privati, al di là di quanto gli si voglia far credere, di servizi essenziali – gli utenti l’hanno vissuto, non gli deve essere raccontato –.

    Interessanti le rassicurazioni date dalla Presidente Tesei nella conferenza stampa di giovedì, precisiamo solo che l’Ospedale di Spoleto già dal 31 gennaio non sarebbe dovuto essere più COVID e pertanto conseguentemente sarebbero dovute essere riprese le attività ambulatoriali.
    Pregevole anche la volontà di investire nuovi fondi, ma riteniamo che i 3milioni di euro – di cui circa 2 milioni per l’antincendio – siano pochi rispetto a quanto sarà investito in altre strutture.
    Apprezzabile inoltre il rispetto degli impegni presi negli anni passati, ci riferiamo all’acceleratore lineare e al passaggio tra l’Ospedale e la Palazzina Micheli – co-finanziati dalla Fondazione CaRiSpo e dalle indennità non riscosse dell’ex-Sindaco e dell’ex-ass. Urbani –, ci saremmo però soprattutto aspettati un cronoprogramma dettagliato sui tempi di riapertura dei reparti (chirurgia, robotica, ortopedia, punto nascite e quant’altro) e di garanzie certe sulla ridestinazione e assunzione del personale senza demandare le riaperture dei reparti a “quando ci sarà il personale”.
    Condivisibile l’idea di integrazione con l’Ospedale di Foligno al fine della creazione del “terzo polo dell’Umbria”, anche qui però avremmo voluto sapere che cosa concretamente questa integrazione comporterà. Ci ha preoccupato infatti l’affermazione generica che nessun servizio sarà duplicato, atteso che i servizi essenziali DEA – a cominciare dal punto nascite – devono essere presenti in entrambe le strutture.
    Il nostro impegno non è mai stato contro nessuno ma sempre a favore della città e di quello che le è dovuto: il diritto alla salute, avere il SUO ospedale ed averlo DEA di primo livello.
    Prendiamo pertanto atto dei rinnovati propositi pubblicamente espressi dalla Presidente Tesei e, fiduciosi, rimaniamo in attesa di vedere le azioni che saranno intraprese.

    Ada Urbani
    Maria Rita Zengoni
    Beatrice Montioni
    Angelo Loretoni
    Francesco Flavoni

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    Commentiultimi pubblicati

    Caterina 2021-07-25 00:18:57
    E le scuole???? Non ne parliamo affatto?????
    aurelio fabiani 2021-07-14 21:01:29
    Il qualunquismi avanza, le idee muoiono. Italia morta.
    Carlo neri 2021-07-12 18:31:34
    Assurdo! Così si incentivano gli atti vandalici e di inciviltà.....a questo punto siamo arrivati.....forse è il fondo, ma stiamo anche.....
    carlo 2021-06-16 11:54:36
    Come solito, Lucidi, essendo ignorante, cioè non conoscendo i fatti, ma solo le chiacchiere, scrive del nulla.
    carlo 2021-06-11 16:33:03
    Ho visto spesso, dato che ci passo quasi tutte le mattine, qualche operaio a estirpare queste erbacce, ma poi ,.....