L’80a stagione del Teatro Lirico Sperimentale “A. Belli” di Spoleto si chiude al Teatro Comunale di Todi con Dido and Æneas, il titolo che lo scorso agosto aveva inaugurato la stagione a Spoleto. L’opera in tre atti di Henry Purcell, su libretto di Nahum Tate, ispirato a varie fonti oltre al Quarto Canto dell’Eneide virgiliana, racconta la tragica vicenda della regina di Cartagine abbandonata dall’eroe troiano: un tema che conserva ancora oggi una forte attualità.
Poiché il manoscritto originale è giunto fino a noi privo di alcune parti musicali, lo Sperimentale ha commissionato i segmenti mancanti al compositore ternano Riccardo Panfili. I nuovi inserti, presentati in prima rappresentazione assoluta, si integrano nella partitura originale in un dialogo tra epoche che, attraverso il contrasto temporale, intende sottolineare la perdurante contemporaneità del soggetto.
Rappresentata per la prima volta nel 1689 in un collegio femminile londinese, Dido and Æneas è considerata il massimo capolavoro della storia del teatro d’opera inglese. Proprio il contesto della rappresentazione di Londra ha ispirato la regia di Tommaso Amadio: è infatti possibile che i personaggi fossero interpretati da giovani allieve. Da questa circostanza prende forma una rilettura che affida tutte le parti – incluso Enea – a voci femminili. L’amore di Didone ed Enea si scontra con un regime che vi si oppone per ragioni politiche. Le streghe, interpretate invece da voci maschili, diventano così l’incarnazione di un potere che esercita il controllo sui sentimenti e reprime la libertà del desiderio.
L’opera andrà in scena al Teatro Comunale di Todi domenica 27 settembre alle ore 17.00 e lunedì 28 settembre alle ore 20.30.
La direzione musicale è affidata a Marco Angius. Le scene e le luci sono di Fabrizio Visconti, i costumi di Clelia De Angelis. Coro madrigalistico del Teatro Lirico Sperimentale e Orchestra Filarmonica Umbra V. Calamani.
Il cast si compone dei solisti dello Sperimentale Lorena Cesaretti (27) / Benedetta Grasso (28) come Dido; Giorgia Cavaliere (27) / Sara Di Santo (28) Belinda; Rosa D’Alise (27) / Anna Pieri (28) Æneas; Gianpiero Delle Grazie (28) / Davide Romeo (27) A sorceress; Joaquin Cangemi (27, 28) First witch; Nicola Di Filippo (27, 28) Second witch; Aurora Bertoldi (27, 28); Ariadna Vilardaga (27, 28) A spirit; Beatrice Caterino (27, 28) A sailor. Nel Prologo Joaquin Cangemi (27, 28) sarà Phoebus; Lorena Cesaretti (27) / Sara Di Santo (28) Venus; Aurora Bertoldi (27) / Benedetta Grasso (28) Spring; Beatrice Caterino (27, 28) First nereid; Giorgia Cavaliere (27, 28) Second nereid; Ariadna Vilardaga (27, 28) First shepherdess; Rosa D’Alise (27) / Anna Pieri (28) Second shepherdess.
Riccardo Panfili: «È importante precisare che non si tratta di un completamento in stile. L’idea di Enrico Girardi era un’altra: musicare le parti mancanti del Dido and Æneas – ossia il lungo monolite del Prologo, il coro e una danza – non in stile, ma attraverso una scrittura contemporanea capace di entrare in dialogo con Purcell, facendo emergere una dialettica tra due sintassi musicali lontane nel tempo».
Marco Angius: «Mi ha sempre affascinato l’idea che Dido and Æneas sia un’opera non solo incompleta ma di cui non c’è nemmeno un’assoluta certezza d’autorialità. Se ne perdono le tracce dopo la prematura morte dell’autore (1695) per riapparire a sorpresa un secolo dopo con due copie trascritte da fonti incerte e discordanti. Nel 2025 avevo innestato i Cori di Didone di Nono e Okanaghon di Scelsi per colmare i vuoti preesistenti creando un ponte tra questo caso unico e i nostri tempi. Ora il Teatro Lirico Sperimentale affida alle esperte mani di Riccardo Panfili un’ulteriore opera di completamento che al tempo stesso è invenzione e riscoperta».
Tommaso Amadio: «Sono due le suggestioni che mi hanno guidato in questo lavoro. La prima viene direttamente dalla storia dell’opera: la prima rappresentazione documentata di Dido and Æneas ebbe luogo presso il collegio femminile di Josias Priest a Chelsea, probabilmente nel 1689. Questo dato storico mi ha aperto una porta: il desiderio di raccontare un mondo prevalentemente al femminile, di abitare quello spazio con uno sguardo ‘il più politico e poetico’ possibile. La seconda suggestione riguarda il destino. Nell’opera, l’ostilità del fato è una forza potente ma astratta, incarnata dalle streghe, da forze oscure e indistinte. Mi sono chiesto come restituire quella stessa pressione al pubblico di oggi in modo più immediato e riconoscibile. Da lì l’idea di ambientare l’opera in un futuro – o forse un passato – distopico, dove una dittatura esercita il proprio controllo sui corpi, e in particolare sui corpi femminili, stabilendo cosa sia accettabile e cosa non lo sia nel desiderio e nell’amore».


































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