Spoleto, lettera aperta alla Città del sindaco de Augustinis

  • Letto 1549
  • Il primo cittadino scrive alla popolazione: “Sembravano traversie ed erano nei fatti opportunità: guerra all’emergenza”

    Riportiamo integralmente la lettera aperta del sindaco di Spoleto, Umberto de Augustinis,  diffusa tramite il sito internet ufficiale del Comune:

    L’epidemia Covid-19 comporta effetti devastanti di portata planetaria, mettendo in evidenza la fragilità dei sistemi economico/finanziari, finora convinti della crescita infinita e, nello stesso tempo, la necessità di rimodulare un modello di vita impostato prevalentemente al consumo, salute compresa. I fatti collegati alle sorti degli anziani delle RSA in regioni che vantano un lungo processo di affinamento, debbono far riflettere.

    La nostra Città ha concluso una prima fase dell’epidemia con un bilancio positivo: la risposta istituzionale è stata fornita con enorme sforzo di moltissimi. La maggior parte dei cittadini ha capito e, quindi, ha seguito linee e indicazioni in modo soddisfacente. Un grazie a tutti quelli che hanno fatto squadra.
    La situazione attuale è diversa, ma molto più pericolosa per la tenuta economica del nostro sistema locale (e non solo) da sempre fragile/fragilissimo e ancora neppure uscito, a Spoleto, dal ciclo di ricostruzione post sisma 2016, anche in relazione ad un contesto europeo ambiguo.
    Rifacendomi a Giambattista Vico che, 400 anni fa, invitava a riflettere perché molti eventi “sembravano traversie ed erano in fatti opportunità”, sottopongo alla vostra attenzione dieci punti, che potrebbero preludere ad un nuovo patto/modello civico e socio politico che parta dal concetto che “Dobbiamo sforzarci di trasformare una ritirata in un’avanzata […] agendo ad ampio raggio, per dichiarare guerra all’emergenza” (F. D. Roosevelt).

    L’emergenza NON crea né ricchezza né sviluppo.
    1. A partire dall’estate 2020 bisogna essere ben consapevoli che NULLA sarà uguale a prima. Nondimeno alcune parole avranno un valore chiave, quasi magico. Tra queste, “comunicazione”, “innovazione”, “ambiente” e, soprattutto, “salute”. Chi sarà in grado di impadronirsi presto di questi campi di intervento avrà assicurato un futuro. In questi settori, l’Umbria e, in particolare, Spoleto possono promuovere un’offerta adeguata e di grandi potenzialità.

    Il nostro noto “cuore verde” è strettamente collegato ai polmoni, che funzionano meglio e sono stati, ad oggi, una delle barriere naturali e gratuite alla diffusione del contagio. Praticamente tutti i casi registrati hanno avuto origine da focolai esterni a Spoleto e, poi, sviluppati in contesti “domestici”. Inoltre, abbiamo ottime premesse per contenere al minimo lo stress ambientale e cittadino anche valorizzando l’attivitàsvolta sul territorio negli anni. La terra spoletana è una miniera perché costituisce il contesto di un modello
    di vita che può essere promosso e sviluppato in varie direzioni. Il modello Spoleto è suggestivo e proponibile in una nuova prospettiva di vita senza rinunciare alla modernità tecnologica.

    2. Spoleto, per le sue dimensioni e la sua diffusività, può essere oggetto di un piano, di un programma che definirei “Città-parco diffusa”, comprensiva di centro e frazioni. Con una cura migliore degli spazi verdi, con la valorizzazione del Monteluco e di molte altre aree, l’idea di coltivare tutte le risorse del settore è perfettamente coerente con un equilibrato sviluppo unificato sotto il concetto di promozione della vita salutare. La sperimentazione positiva dell’informatica che ha permesso, in questi giorni, di lavorare da casa a moltissimi soggetti (specie con attività a Roma), e si presta a suggerire un modello nel quale la vivibilità della città di elezione può essere prevalente su quella del contesto di lavoro. A questo va aggiunto che storicamente e socialmente la vicina Valnerina, che comprende anche risorse termali, costituisce un’opportunità sinergica senza uguali.
    3. L’impostazione della Città in termini di salvaguardia della salute considera il complesso delle crisi aziendali in atto a Spoleto per creare e sostenere una filiera che punti sui settori agroalimentari e connessi, ovvero che incoraggi le tecnologie non inquinanti coerenti col biglietto di presentazione della Città/parco. In tal senso andrebbero riprese in esame e sviluppate, ad esempio, le crisi Novelli (filiera agro alimentare d’eccellenza) e Pozzi (industria della mobilità alternativa come biciclette elettriche e monopattini
    elettrici, dei quali non è difficile immaginare la prossima diffusione in Italia ed all’estero), oltre che
    strumenti sanitari con modeste immobilizzazioni di capitali e facili conversioni (disinfettanti, mascherine etc. d cui non faremo presto a meno). Molti spazi si prestano perfettamente per lo stivaggio di materiali dai quali far partire un e-commerce, anche a marchio Spoleto perfettamente coerente col post COVID.

    4. La Città-parco richiede almeno un istituto di cultura superiore. In tal senso si possono avviare da subito l’utilizzo di strutture comunali già in fase di restauro ed i contatti con chiunque sia interessato ad un modello di vita rassicurante per giovani, che punti alla qualificazione professionale e culturale.
    L’esperienza dei corsi online del Teatro lirico sperimentale, avviata in piena emergenza, è un interessante modello da sviluppare. Nella stessa direzione può lavorarsi sul progetto di un campus
    coordinato per la scuola dell’obbligo e non solo, e lo sviluppo delle professionalità dell’Istituto alberghiero.
    5. Nell’immediato, è indispensabile sostenere l’occupazione con un imponente ricorso ai
    lavori/investimenti pubblici: Spoleto dispone di un ragguardevole patrimonio immobiliare, perfettamente coerente col modello di Città/parco, che attende di essere recuperato dal post-terremoto e dalle ingiurie del tempo. Il settore edilizio consente di dare da subito considerevoli opportunità di lavoro alle persone di buona volontà nell’ambito dello sforzo che lo Stato intende sviluppare nel post COVID 19. In tal senso bisogna adoperarsi perché molti limiti, oggi presenti nell’avvio di opere pubbliche, siano ridotti o limitati e privilegino la snellezza dei procedimenti e la celerità dei lavori. Un’azione decisa va anche sviluppata in sede comunitaria, perché molti limiti derivanti dall’UE sono invece del tutto inadeguati a fronteggiare crisi del genere COVID.

    6. L’Ospedale di Spoleto va considerato nel quadro di una distribuzione delle forze sanitarie in Umbria; abbiamo seguito questo criterio nella gestione dell’emergenza. Può essere un presidio efficiente solo se altamente specializzato ed efficiente. Al momento, i settori di pediatria, chirurgia d’urgenza ed oncologia, ad esempio, hanno manifestato sforzi encomiabili che vanno rafforzati con ogni mezzo, emarginando qualunque ipotesi speculativa fine a se stessa, più perniciosa dei virus. La recente esperienza COVID ci ha insegnato che “facendo rete” ogni struttura può produrre molto più benessere che in un contesto concorrenziale. La stessa, tragica implosione del sistema sanitario lombardo deve servire per studio e riflessione.

    7. Il sistema dei collegamenti viari era resta fondamentale. Lo sviluppo della Città dipende anche dalla capacità di attrazione esercitata sui contesti meno rassicuranti. Così la Città-parco diffuso deve essere un luogo tanto rassicurante da poter immaginare di passare un segmento della propria vita in una dimensione con aspetti di dettaglio, prima trascurati, ora sempre più valorizzati. I tentativi di creare strutture specializzate di alto profilo, come quella dell’ex Convitto femminile INPS, vanno incoraggiati ed
    accelerati nell’ottica di un buon impiego di fondi pubblici e di uscire dall’incubo e dalla pessima prova di molte RSA durante l’epidemia. Le residenze per anziani, il più delle volte titolari di redditi che li rendono autosufficienti, se di qualità eccellente, sono un segmento di futuro importante, specie in un’Italia fortemente invecchiata e alla ricerca di rassicurazioni.
    8. Il Festival e le altre istituzioni culturali vanno integrate nel nuovo concetto di Città/parco diffuso perché offrono un arricchimento di vita del tutto coerente col modello di vita “salutare” che esce dal post COVID19.
    In tale direzione, a parte i gemellaggi etc., il Festival (e non solo) deve mantenere una rete di
    programmazione condivisa con altre realtà non solo italiane, consentendo ad esse di accedere a
    manifestazioni programmate e prendendo parte, nel contempo, alle loro, anche con reciproco impegno umano ed economico. In tal senso, sarebbe utile anche una migliore sinergia con altre manifestazioni umbre di particolare prestigio (ad es. Umbra Jazz). L’emergenza COVID19 ha manifestato, anche in questo campo, l’assenza o l’insufficienza delle premesse di una politica condivisa.
    9. Il sistema fiscale esce stravolto dalla crisi COVID-19. Se certamente non ha senso parlare di imposte a carico delle attività rimaste “ferme”, non ha senso neppure escludere dall’imposizione fiscale chi dall’emergenza ha potuto trarre significativi guadagni o non ha subito alcun danno o chi ha imponenti pendenza fiscali precedenti con l’Amministrazione. Nondimeno, occorre valorizzare tutte le opportunitàcommerciali ed immettere risorse economiche nel sistema anche con lo strumento fiscale e puntare a che, alla fine dell’anno, nessuno abbia perso il lavoro. Non è più il momento di studiare limiti, ma di ampliare l’orizzonte in tutta sicurezza. Il Comune deve coordinare lo sforzo e curare anche che siano immesse risorse a fondo perduto nel circuito economico cittadino.
    10. Lo sport a Spoleto da una parte costituisce un’importante occasione per realizzare interventi che dotino la Città di attrezzature ulteriori ed adeguate in coordinamento con la Regione e le istituzioni deputate, dall’altro va sposato con l’idea stessa di Città parco e va, dunque, incanalato su tutte le iniziative che rispettino l’ambiente e consentano di godere l’aria e le caratteristiche stesse della Città/parco. Il collegamento di sport e salute, già oggetto di importanti iniziative, oggi può uscirne rafforzato e proporre un modello coerente con la salute psico-fisica.

    Le considerazioni di cui sopra richiedono uno sforzo corale perché puntano al benessere di tutti. Nessuno si salva da solo e nessuno può tirarsi indietro; in questo frangente, nessuno ha più ragione di altri. Siamo nelle condizioni di chi, come Comunità in vecchie, enormi difficoltà note a tutti, ora può trovarsi nel momento giusto perché, col concorso di tutti, si creino nuove opportunità di vita per tutti. Elisabetta I d’Inghilterra diceva:“So di avere il corpo di una debole e fragile donna, ma ho il cuore e il fegato di un re, e per giunta di un re
    d’Inghilterra”.
    E noi, e voi più di me, abbiamo il fegato ed il cuore del Ducato di Spoleto.

    Con affetto
    Umberto de Augustinis

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    Carlo Neri 2024-04-23 07:23:14
    Liberazione da cosa? da chi? dallo "straniero" per cui è stato combattuto il Risorgimento e la prima guerra mondiale? In.....
    Alex 2024-04-20 21:19:21
    Dovreste invece ringraziare chi nell'aministrazione comunale si è attivato per rendere concreto questo strumento di partecipazione del quale se n'è.....
    Aurelio Fabiani 2024-04-05 21:43:38
    Delle vostre sceneggiate non ce ne frega niente. Ce lo ridate l' ospedale o no!
    Aurelio Fabiani 2024-03-30 00:34:34
    I cerotti non nascondono le amputazioni, neanche i campagna elettorale. La città di Spoleto vuole il ripristino di tutti reparti.....
    Aurelio Fabiani 2024-03-19 21:39:22
    TESEI E IL GOVERNO REGIONALE DI LEGA, FORZA ITALIA, FRATELLI D'ITALIA STANNO PER CONCLUDERE L' OPERA DI CANCELLAZIONE DEL SAN.....