Pasqua 2024, le parole di mons. Boccardo

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  • «Andare verso questo mondo ferito, confuso e disorientato, un mondo che sembra avere smarrito il senso della vita e della verità, perché preda degli idoli che gli hanno rubato il cuore»

    «La risurrezione è il trionfo della fedeltà: del Padre che non abbandona Gesù nella morte, e di Gesù che non abbandona i discepoli nella disperazione». Così l’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo nell’omelia al pontificale del giorno di Pasqua celebrato nella Basilica Cattedrale di Spoleto. Dinanzi a tantissimi fedeli, il Presule ha indicato la strada ai cristiani di questo tempo: «A noi, discepoli del Risorto, è chiesto oggi di “andare”: andare verso questo mondo ferito, confuso e disorientato, un mondo che sembra avere smarrito il senso della vita e della verità, perché preda degli idoli che gli hanno rubato il cuore: potere, ricchezza, delirio di onnipotenza! È infatti l’idolatria la vera responsabile di ogni sangue sparso, di ogni guerra e violenza: quando un essere umano ne opprime un altro; quando uccide, umilia o riduce in schiavitù i suoi simili, mostra di essere egli stesso schiavo degli idoli che lo abitano. Infatti è quando ci rendiamo schiavi dei nostri idoli, che diventiamo oppressori di altri e spargitori del loro sangue. Perché l’idolo, quando si insedia nel nostro cuore, ci rende insaziabili e capaci di ogni genere di offesa e di sopruso». Ancora mons. Boccardo: «Proprio a questo mondo ci è chiesto di “dire”: dire non con le parole o con effetti speciali ma con una esistenza coerente e gioiosa, con un intreccio di relazioni buone e fraterne, che la risurrezione del Signore illumina il nostro pellegrinaggio nel tempo, gli conferisce un senso e un fine, gli dona consolazione e speranza, e che pertanto la forza della ragione può e deve avere il sopravvento sulla ragione della forza, e che la pace, bene supremo dell’umanità, deve essere ricercata e realizzata ad ogni costo da tutti e da ciascuno». La mattina di Pasqua, alle 9.00, l’Arcivescovo si è recato in visita all’Hospice di Spoleto dove ha celebrato la Messa con i malati e il personale sanitario. 

    La Notte di Pasqua, sempre in Duomo, mons. Boccardo ha presieduto la grande Veglia di Pasqua, dove ha amministrato il sacramento del Battesimo, della Confermazione e dell’Eucaristia ad un catecumeno, Giordano Bruno; ha altresì amministrato il Battesimo a due fanciulli, Noemi e Tommaso. Nell’omelia l’Arcivescovo ha detto: «Noi sentiamo che la risurrezione di Gesù ha inaugurato un mondo nuovo, che entra in mezzo a noi, perché la Pasqua è una vera ri-creazione dell’umanità. Cristo è veramente risorto! Diciamolo – ha affermato ancora il Presule – con le labbra, con la vita, diciamolo con Maria madre di Gesù, con gli apostoli testimoni della risurrezione, con i santi che lungo i secoli hanno seguito fedelmente il Maestro. Diciamolo anche per coloro che soffrono a causa della guerra – e pensiamo particolarmente all’Ucraina e alla Russia, alla Palestina e a Israele ; diciamolo ai bambini mutilati di Gaza e agli ostaggi israeliti di Hamas, ai migranti che attraversano i mari in cerca di libertà e sicurezza, a quanti patiscono la fame e difficoltà di ogni genere, nel desiderio vivo che tutti in questa notte, di fronte all’annuncio che Cristo è veramente risorto, possano sentire una nuova speranza di pace e di vita».

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    Aurelio Fabiani 2024-04-05 21:43:38
    Delle vostre sceneggiate non ce ne frega niente. Ce lo ridate l' ospedale o no!
    Aurelio Fabiani 2024-03-30 00:34:34
    I cerotti non nascondono le amputazioni, neanche i campagna elettorale. La città di Spoleto vuole il ripristino di tutti reparti.....
    Aurelio Fabiani 2024-03-19 21:39:22
    TESEI E IL GOVERNO REGIONALE DI LEGA, FORZA ITALIA, FRATELLI D'ITALIA STANNO PER CONCLUDERE L' OPERA DI CANCELLAZIONE DEL SAN.....
    Aurelio Fabiani 2024-03-11 09:58:47
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