Il gruppo consiliare Insieme per Spoleto interviene all’indomani del Consiglio comunale aperto dedicato alle infrastrutture viarie, esprimendo un giudizio fortemente critico sull’esito dell’incontro. Nel comunicato che segue, i consiglieri puntano il dito contro l’assenza di certezze sui finanziamenti per le principali opere attese dal territorio, dalla Tre Valli al raddoppio ferroviario, e chiedono risposte concrete sul futuro della viabilità cittadina.
Ieri al Consiglio Comunale di Spoleto si è consumata l’ennesima pièce tragicomica: applausi di facciata, dichiarazioni d’intenti ma zero soldi.
Potremmo riassumere così: nonostante l’impegno (e la buona volontà) dell’assessore regionale De Rebotti, l’unica certezza emersa è che la Trevalli non si farà. Punto.
È stato tutto lì, tra interventi e promesse che evaporano appena escono dalla sala: il commissario del governo ha detto chiaramente cosa tutti temevamo ma che qualcuno continuava a negare a voce alta: i fondi non ci sono.
Nemmeno per il raddoppio ferroviario.
Il rappresentante dell’ANAS ha aggiunto una nota finale di realismo: la Flaminia sarà chiusa per l’ammodernamento dei ponti e Spoleto resterà, per chissà quanto, una città più sola e meno servita.
Possiamo continuare con i rulli di tamburi e le foto di rito, ma la sostanza è che la nostra viabilità rimane appesa a promesse e comunicati.
La Tre Valli resta un miraggio.
Alternative concrete assenti.
Nel frattempo, residenti, lavoratori, imprese e pendolari si preparino a viaggi più lunghi, costi maggiori e a subire un isolamento che qualcuno aveva il dovere di prevedere e prevenire.
Non è solo una questione tecnica: è una scelta politica.
Quando mancano i soldi, la politica non può limitarsi al teatrino delle dichiarazioni: dovrebbe, deve, spiegare come intende trovare soluzioni concrete, temporanee e sostenibili, o almeno ammettere responsabilmente i limiti.
Se c’è una lezione da ieri è semplice: gli slogan non pagano i ponti. Le foto sorridenti non riaprono strade. E la buona volontà, per quanto encomiabile, non sostituisce i finanziamenti. Se chi ci governa crede davvero nella ripresa e nella coesione del territorio, deve dimostrarlo con i fatti e con i numeri, non con selfie e frasi di circostanza.
Spoleto merita risposte serie, subito.
Paolo Piccioni
Giancarlo Cintioli
Donatella Loretoni





























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