Discussa alla Camera dei Deputati l’Interrogazione parlamentare sull’ex Convitto femminile e la Colonia di Monteluco

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  • Le parole pronunciate in aula dal Sottosegretario Durigon e dall’On. Mulè

    (DMN) Roma – nella seduta di martedì 19 febbraio della Camera dei Deputati, é stata discussa l’Interrogazione  presentata da 24 parlamentari di Forza Italia (tra cui il primo firmatario on. Giorgio Mulè,  l’On. Catia Polidori, coordinatrice regionale di Forza Italia e l’On. Michaela Biancofiore, molto legata alla città di Spoleto per averci vissuto negli anni dell’adolescenza) , riguardante la vicenda dell’ex convitto femminile di Spoleto e della Colonia di Monteluco. 

    La risposta del Governo é stata affidata al sottosegretario di Stato per il Lavoro e le politiche sociali, Claudio Durigon. 

    Al fine descrive compiutamente l’attuale contesto relativo al patrimonio immobiliare detenuto dall’INPS a Spoleto – ha detto l’On. Durigon nel suo intervento – , è opportuno ricordare che tre sono le strutture riconducibili alla proprietà dell’istituto: l’ex convitto femminile sito in Piazza Carducci, l’ex colonia montana di Monteluco e il convitto unificato di Spoleto.

    Per quest’ultimo, che presenta una superficie coperta di circa 9.000 metri quadrati, a fronte di un lotto di 12.000 metri quadrati, l’INPS ha sempre garantito tutti gli investimenti necessari per mantenerlo operativo, in quanto indubbio punto di riferimento per tutta la collettività, tenuto conto delle numerose iniziative culturali annualmente ivi ospitate, proprio a voler testimoniare la sensibilità verso il territorio spoletino e verso l’amministrazione comunale. Per gli altri due complessi immobiliari oggetto di interrogazione, vale a dire l’ex convitto femminile e la colonia di Monteluco, tenuto conto della necessità di coniugare efficienza nell’erogazione dei servizi e la sostenibilità dei costi gestionali, si è ritenuto di dover elaborare delle ipotesi di riconversione, di concerto con il comune di Spoleto, al fine di prevenire e contenere il rischio di indebolimento strutturale degli stessi. Pur tuttavia, la sottoscrizione di formali protocolli d’intesa tra gli enti, nonché l’avvio di procedure pubbliche di project financing non hanno prodotto gli esiti sperati.

    La principale difficoltà incontrata nel progetto di conversione di questi siti è legata al fatto che, da un punto di vista strutturale, gli stessi mal si conciliano con le specifiche tecniche che un presidio INPS deve possedere per poter efficacemente erogare le prestazioni istituzionalmente dovute, e ciò in ragione del fatto che le strutture di cui parliamo sono nate e pensate in contesti storici e demografici totalmente differenti dagli attuali.

    Nonostante tali difficoltà, essendo preminente l’intento di valorizzare le due strutture, l’INPS ha comunque proposto ad un operatore pubblico specializzato in questo campo (Invimit) di acquisire entrambe le strutture. L’ex Convitto femminile è stato quindi ceduto lo scorso 30 ottobre al Fondo i-3 Silver, gestito da Invimit SGR, le cui quote sono di INPS stesso, del Ministero dell’economia e delle finanze e del Fondo i-3 Core partecipato dall’INAIL, che effettuerà la riconversione e la valorizzazione dell’immobile per poi destinarlo a senior house. Ciò porterà la città di Spoleto ad essere tra le prime in Italia a veder realizzato sul proprio territorio un nuovo esempio di residenzialità pensato per la terza età, in grado di coniugare servizio, socialità ed assistenza, integrato nel tessuto cittadino.

    Il progetto è stato presentato nell’ambito di un convegno nazionale tenutosi il 26 gennaio 2018 a Roma, in occasione delle celebrazioni per i 120 anni dell’Istituto, alla presenza di numerosi amministratori locali, nel quale sono state illustrate le finalità sociali ed i presupposti economico-finanziari dell’iniziativa.

    Per quanto riguarda invece l’ex colonia montana di Monteluco, l’INPS ha rappresentato di aver già proposto al comune di Spoleto l’acquisizione della struttura e di essere in attesa di conoscere le determinazioni, non avendo ricevuto, diversamente da quanto già avvenuto per l’ex Convitto femminile, la disponibilità all’acquisizione da parte di Invimit.

    Per ciò che riguarda invece la questione relativa agli avvisi di accertamento notificati dal comune all’INPS, si evidenzia che lo scorso 6 dicembre l’ente locale, con proprio provvedimento, ha annullato gli stessi in autotutela e, per gli effetti, dichiarato l’insussistenza di qualsivoglia presunta irregolarità. Sulle ulteriori pendenze – ha concluso l’On. Durigon –  occorre attendere il pronunciamento delle competenti commissioni tributarie, ma è di tutta evidenza che l’installazione ad opera dell’INPS di apposite recinzioni contenitive lungo parte del perimetro di questo edificio è stata determinata dall’esigenza, assolutamente prioritaria, di salvaguardare la pubblica incolumità da eventuali crolli di cornicioni pericolanti.”

    La parola é poi passata all’On. Giorgio Mulé, primo firmatario dell’interrogazione parlamentare.

    Non si può essere soddisfatti per vari motivi, – ha detto il parlamentare di Forza Italia –  che cercherò di illustrare nel tempo a disposizione.

    Quando si arriva a Spoleto, si è accolti dal Ponte delle Torri, una struttura straordinaria: Goethe nel suo Viaggio in Italia, Italienische Reise, la descrive come una seconda natura che si installa perfettamente nella valle. Si è accolti dalla Rocca Albornoziana. Si gira l’angolo, e c’è questo monumento allo spreco che è l’ex convitto: monumento allo spreco perché sono trent’anni che sta lì a marcire, e marcire, e marcire.

    Ora sappiamo che Invimit lo ha preso in carico, e ci si dice ciò che sapevamo: che cioè non ieri, ma a gennaio 2018, quindi è passato un altro anno nel frattempo, è stato presentato un progetto. Ma il problema è proprio questo: è stato detto che sarà una senior house, che sarà un progetto all’avanguardia. Il problema è che ancora non c’è nulla di concreto, e nello stesso momento la situazione che da trent’anni va avanti continua a perpetuarsi nella sua drammaticità.

    È un pugno nell’occhio arrivare nella città del Festival dei Due Mondi, nella città di Spoleto 62, di Calder, nella città di Leoncillo, nella città di Filippo Lippi e avere questo pugno nell’occhio, che continua a rimanere là. Le impalcature? Le impalcature sono un obbrobrio dal punto di vista architettonico, che ancora una volta non obbediscono a situazioni di emergenza: stanno là ad arrugginire, stanno là a dirci che non c’è la capacità di risolvere il problema; viceversa non sarebbero arrugginite, non darebbero questa pessima immagine.

    Poi ci dite che in autotutela sono state annullate alcune pendenze nei confronti del comune: ebbene, mi sembrerebbe che davvero questo ancora una volta sia uno schiaffo alle norme, uno schiaffo alle procedure. Il comune di Spoleto subisce questo obbrobrio dal punto di vista architettonico, subisce la mancanza di uno spazio che non può usare, e in più, nonostante sia fatto in spregio a qualsiasi tipo di norma voluta dallo Stato che obbedisce a precisi obblighi in capo all’INPS, non avrà neanche quello che gli è dovuto. Mi sembra un modo davvero, come dire?, quasi legibus solutus, cioè di totale mancanza di rispetto delle norme che stanno alla base della pubblica amministrazione.

    Quanto a Monteluco, il discorso è uguale, anzi ancora peggio, perché lì non si sa ancora che cosa se ne farà, che cosa diverrà.

    Vede, signor Presidente e ovviamente signor sottosegretario, quello che chiedevamo era che questo Governo prendesse seriamente a cuore questa vicenda. Ha parlato bene, ha detto bene: l’ex Convitto sono migliaia di metri quadrati che stanno a marcire, un patrimonio dello Stato, è un monumento allo spreco. Il Governo del cambiamento, il Governo che sta al fianco delle amministrazioni comunali… E a Spoleto c’è un’amministrazione comunale che convintamente, testardamente, pervicacemente vuole che vengano restituiti alla collettività e alla comunità beni che le sono stati sottratti; bene, questa amministrazione ha tentato in tutti i modi di risolvere in maniera costruttiva, non in maniera polemica, la vicenda.

    Ripeto, a distanza di trent’anni qui non è un discorso di colore politico: è una vicenda che esula e si pone al di là della singola appartenenza di una giunta ad una parte politica o all’altra. Il problema è soltanto che, – ha concluso l’On. Mulé –  ancora una volta, dopo trent’anni ci ritroveremo tra qualche mese a discutere del trentunesimo anno di una vicenda che è vergognosa per il passato che ha Spoleto, per l’eredità che ci ha consegnato, per l’incapacità di oggi di essere all’altezza di quell’eredità”.

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    Carlo Neri 2024-04-23 07:23:14
    Liberazione da cosa? da chi? dallo "straniero" per cui è stato combattuto il Risorgimento e la prima guerra mondiale? In.....
    Alex 2024-04-20 21:19:21
    Dovreste invece ringraziare chi nell'aministrazione comunale si è attivato per rendere concreto questo strumento di partecipazione del quale se n'è.....
    Aurelio Fabiani 2024-04-05 21:43:38
    Delle vostre sceneggiate non ce ne frega niente. Ce lo ridate l' ospedale o no!
    Aurelio Fabiani 2024-03-30 00:34:34
    I cerotti non nascondono le amputazioni, neanche i campagna elettorale. La città di Spoleto vuole il ripristino di tutti reparti.....
    Aurelio Fabiani 2024-03-19 21:39:22
    TESEI E IL GOVERNO REGIONALE DI LEGA, FORZA ITALIA, FRATELLI D'ITALIA STANNO PER CONCLUDERE L' OPERA DI CANCELLAZIONE DEL SAN.....