Un cambio di passo concreto per l’economia umbra: tra Perugia e Spoleto istituzioni, imprese ed esperti hanno tracciato la rotta della Zona Economica Speciale, puntando su semplificazione burocratica, ampliamento del credito d’imposta e strumenti immediati per rilanciare competitività e occupazione. Nel Teatro Caio Melisso di Spoleto, dopo i saluti del sindaco Andrea Sisti e l’introduzione dell’assessore Francesco De Rebotti, il confronto ha riunito rappresentanti regionali, Agenzia delle Entrate, Inps e OCSE, delineando una strategia integrata per attrarre investimenti e sostenere il tessuto produttivo locale.
“La vera chiave di volta è il credito d’imposta: consente alle imprese di investire subito, riducendo i costi e aumentando la competitività. Significa attivare cantieri, sostenere la produzione e creare lavoro”, ha dichiarato la presidente Stefania Proietti, sottolineando come l’estensione della ZES all’Umbria rappresenti “un cambio di visione” capace di generare occupazione stabile e qualificata. Centrale anche la semplificazione amministrativa: con l’autorizzazione unica, le imprese potranno gestire tutte le pratiche con un solo interlocutore, riducendo tempi e complessità.
Sul piano operativo, il credito d’imposta ZES Unica coprirà investimenti in macchinari, impianti e immobili (minimo 100mila euro, con limite del 50% per la parte immobiliare). Già fissate le scadenze: comunicazione preventiva entro il 30 maggio 2026 e rendicontazione a gennaio 2027. “Serve programmazione precisa per sfruttare al meglio l’opportunità”, è stato ribadito dagli esperti fiscali.
Forte anche l’impatto sul lavoro: l’Inps ha evidenziato incentivi fino al 100% dei contributi per nuove assunzioni, fino a 650 euro mensili per lavoratore, con l’obiettivo di favorire occupazione stabile e inclusiva. Parallelamente, l’OCSE ha richiamato la necessità di affiancare agli incentivi politiche su capitale umano, infrastrutture e qualità della vita, elementi in cui l’Umbria mostra già buoni livelli ma anche margini di crescita, soprattutto nell’attrazione internazionale.
“La ZES è molto più di un incentivo, è un’infrastruttura immateriale di sviluppo”, ha spiegato De Rebotti, indicando tre direttrici strategiche: rafforzare le imprese locali, semplificare la pubblica amministrazione e attrarre nuovi investimenti. A queste si affiancano azioni concrete come la creazione di reti di competenze, la valorizzazione del patrimonio pubblico e il coinvolgimento degli umbri all’estero come leva per nuove opportunità.
In ottica interregionale, l’assessore marchigiano Giacomo Bugaro ha sottolineato la collaborazione crescente tra Umbria e Marche, definendo la ZES “un’occasione concreta per rafforzare la competitività dell’Italia mediana”, ma invitando anche a diffondere maggiormente la conoscenza dello strumento tra imprese e professionisti.
Per i territori interni e del cratere, il messaggio è chiaro: la ZES può diventare il motore della ripartenza. “Abbiamo uno strumento in più per sostenere crescita e investimenti—sta alle istituzioni utilizzarlo fino in fondo”, ha concluso il sindaco Sisti. Ora la sfida passa alle imprese, chiamate a cogliere subito opportunità che promettono di ridisegnare il futuro economico della regione.



























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