Le associazioni Legambiente Spoleto e Italia Nostra Spoleto intervengono sul rinvio della discussione consiliare relativa all’area del “Laghetto di Teodorico”, criticando duramente la decisione e chiedendo l’immediata tutela paesaggistica del sito. Di seguito il testo integrale del comunicato.
Le sezioni locali di Legambiente e Italia Nostra intendono stigmatizzare con la massima fermezza il desolante spettacolo andato in scena ieri in Consiglio Comunale. Il rinvio della discussione sull’area del “Laghetto di Teodorico” non è un semplice intoppo burocratico, ma il segnale di una grave inadeguatezza della politica e di una inaccettabile debolezza di fronte alle pressioni di alcune conventicole e, probabilmente, dei loro personali bacini di voto.
Un rinvio che non giova alla città. Rinviare una scelta così cruciale significa non voler prendere atto del messaggio inequivocabile che arriva dalla comunità spoletina, che chiede a gran voce la tutela dell’area.
Una componente trasversale del Consiglio ha oggi dimostrato in maniera plateale il suo totale disinteresse per i valori storici, naturalistici e paesaggistici della città, in altre parole per il suo patrimonio culturale e identitario. Deliberatamente ha dimenticato che già nel 2003 un’analoga proposta di lottizzazione dell’area del “Laghetto di Teodorico” era stata sonoramente bocciata, tanto che essa viene classificata come esclusivamente agricola dal Piano Regolatore vigente.
E’ davvero inconcepibile, e per noi profondamente offensivo come associazioni e come cittadini, che ancora nel 2026 si debba combattere contro visioni urbanistiche di speculazione, votate al cemento e al consumo di suolo, grette e ormai del tutto anacronistiche.
Non possiamo che esortare vivamente i consiglieri, in particolare della maggioranza, ad aprire gli occhi: assecondare le aspettative di pochi privati, a scapito del bene collettivo, rischia di creare una frattura insanabile con i cittadini, che si aspettano risposte concrete sulla salvaguardia del patrimonio. La politica ha il dovere di guidare le scelte urbanistiche con coraggio, anteponendo l’interesse pubblico e la pianificazione sostenibile alle legittime, ma pur sempre private, aspettative di rendita fondiaria.
L’inadeguatezza politica emerge, a nostro parere, proprio dall’ostinazione a perseguire la totale insensatezza della variante ZAUNI (Zone Agricole Utilizzabili per Nuovi Insediamenti) per promuovere nuove lottizzazioni in una città in declino proprio a causa del progressivo spopolamento.
Chiediamo con forza all’Amministrazione una dimostrazione di coerenza e stigmatizziamo ogni tentativo di contrattazione politica sulla pelle del territorio.
Chiediamo al Consiglio Comunale di procedere senza ulteriori indugi con l’apposizione del vincolo paesaggistico su tutta l’area.
In questa lunga vicenda, la scelta politica finale verso l’edificabilità non potrà che essere considerata la triste deriva di una politica che non rappresenta più i cittadini ma solo se stessa. Quanti perdoneranno che un ennesimo pezzo di storia venga cancellato dalle mani del costruttore di turno?
Legambiente Spoleto
Italia Nostra Spoleto
































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