Il consigliere comunale Sergio Grifoni interviene sul dibattito aperto in Consiglio comunale dedicato alle infrastrutture, sostenendo che il vero nodo per la realizzazione della Tre Valli resta il reperimento delle risorse economiche. Nel comunicato che segue propone la costituzione di una nuova società di progetto, sul modello della Quadrilatero, per individuare e garantire i finanziamenti necessari alle principali opere viarie e ferroviarie del territorio.
“Il recente Consiglio Comunale sulle infrastrutture, ha avuto il merito di mantenere viva la luce sulle necessità viarie del nostro territorio, ma purtroppo non ha acceso quella delle certezze. Ancora una volta gli autorevoli rappresentanti istituzionali presenti, hanno palesato la volontà di realizzare la Tre Valli, ma non hanno detto come faranno a reperire i soldi per farlo. E’ vero che oggi abbiamo un progetto esecutivo ed un Commissario del cratere dedito alla problematica, ma è come apparecchiare la tavola ed avere il frigorifero vuoto. Per realizzare la Foligno-Civitanova, sono bastati dodici anni, mentre per la nostra Tre Valli, dopo 55 anni, siamo arrivati nei pressi Firenzuola, con una strada che, se si ferma dov’è, servirà solo ai residenti e a coloro che andranno a pesca sulla diga. Realizzare la Tre Valli poi, per quanto mi riguarda, non significa abbandonare l’idea di adeguare la Flaminia nel tratto Spoleto-Terni, perché sono due arterie complementari e non alternative, entrambi utilissime. E’ chiedere troppo? Mi sembra che, da Foligno a Perugia, in soli 27 chilometri, sono state costruite ben quattro trasversali verso l’Adriatico, stanziando miliardi di euro, e nessuno ha gridato allo scandalo. Nel 2003 poi, hanno costituita anche una Società pubblica di progetto, denominata “Quadrilatero Marche-Umbria SpA”, con capofila l’ANAS, con il precipuo compito di “..completare ed adeguare le arterie principali fra le due regioni (Foligno-Civitanova, Perugia-Ancona, Pedemontana Fabriano-Muccia), reperendo le risorse finanziarie necessarie per assicurare la completa copertura degli interventi”. E ci sono riusciti appieno!!!! Allo stato attuale, per quanto riguarda il nostro territorio, il Ministero competente, insieme alla Regioni interessate, ha attivato un programma di rigenerazione viaria dell’area appenninica, partendo dal presupposto che non può esserci credibilità di sviluppo senza la garanzia di una adeguata mobilità. Noi lo abbiamo capito sulla nostra pelle!!! Esiste anche una cabina integrata, con i quattro presidenti di Regione protagonisti, che dovrebbe coordinare le varie azioni secondo priorità. Mentre per i fondi sisma attuati da ANAS, sembrerebbe che una corsia preferenziale venga data alla Salaria, da Ascoli a Roma, con la nostra Tre Valli che rientra tra i cinque assi di collegamento alla stessa, dove sono previsti ben quaranta interventi. Ci hanno fatto capire però che, se vogliamo veder finanziata l’opera, dobbiamo farla transitare sui livelli di utilità interregionale, facendo considerare cioè la galleria di Acquasparta come nodo strategico per collegare velocemente le aree interne abruzzesi, laziali e marchigiane con i corridoi ad alta velocità, quali: la E45, l’A24 e l’A1. Dobbiamo cioè andare oltre le tre valli!!! Tutto bello ma…mancano i soldi!!! Per poterli trovare veramente, non possiamo più accontentarci delle promesse e degli impegni, ma occorre fare focus sistematico sul loro reperimento, azione che la politica da sola non può garantire, perché gli uomini passano e le coalizioni pure, con la conseguenza del rallentamento dei processi legislativi ed amministrativi. Lo abbiamo capito a nostre spese!!! Ecco allora una mia proposta: perché non stimoliamo la costituzione di una Società Quadrilatero 2, o come la si vorrà chiamare, così come hanno fatto a suo tempo per Perugia e Foligno, coinvolgendo tutti i soggetti principali interessati? Avrà il compito precipuo di individuare e reperire le reali fonti di finanziamento, per la Tre Valli, per l’eventuale adeguamento della Flaminia e per il raddoppio ferroviario, senza altre distrazioni di sorta. Senza un soggetto giuridico mirato, viene meno la perseveranza operativa ed ho il timore che le nostre infrastrutture continueranno ad essere considerate prioritarie ma, alla resa dei conti, i soldi finiranno altrove. E di esempi per questo ne abbiamo da vendere.”
Sergio Grifoni
































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