L’Obiettivo: Parco Chico Mendes

Torna la nostra rubrica fotografica “L’Obiettivo” e, dopo aver fatto tappa alla Casina dell’Ippocastano, questa settimana il nostro sguardo scende le scalinate e si apre sul verde del Parco Chico Mendes, uno degli spazi urbani più suggestivi e della città.
L’area affonda le sue radici nel 1929, quando venne deliberata la realizzazione di un Bosco Littorio, in linea con le disposizioni governative dell’epoca che coinvolgevano tutti i comuni del Regno. Questo spazio veniva utilizzato durante la Festa del Bosco, celebrata il 28 ottobre, anniversario della Marcia su Roma. I primi interventi di piantumazione non ebbero successo: specie come leccio e pino nero si rivelarono inadatte al terreno. Furono quindi sostituite da ippocastani, pioppi e tigli, che ancora oggi caratterizzano un bosco urbano accogliente e ombreggiato.
Oggi il Parco Chico Mendes si presenta come un’area attrezzata e vissuta, con giochi per bambini e tavoli immersi nel verde. Sotto la chioma degli alberi resistono strutture attualmente in disuso, come un campo da calcetto o da tennis, un bocciodromo e un bar, testimonianze di un passato più dinamico che attende nuova vita.
Il parco deve il suo nome a Francisco Alves Mendes Filho, ucciso nel dicembre del 1988, a cui l’area è stata dedicata come simbolo di impegno ambientale e memoria civile. Fino alla fine degli anni ’80, inoltre, questo spazio era noto per ospitare in estate lo storico Luna Park Carbonini, luogo di ritrovo e divertimento per intere generazioni.
Oggi, mentre si attende un importante intervento di riqualificazione, il Parco Chico Mendes resta un punto di riferimento per famiglie e cittadini, un polmone verde che racconta la storia del territorio e si prepara a scrivere un nuovo capitolo. Un luogo dove la fotografia incontra la memoria e guarda al futuro.

Bibliografia: www.wikipedia.org