“Oggi si celebrano i cento anni della Spoleto-Norcia, ma chi ha lavorato concretamente per il suo rilancio stranamente non è stato inserito nel panel del dibattito. Non essere stato invitato tra i relatori, nonostante il lavoro svolto da assessore regionale alle Infrastrutture, non vorrei costituisca l’ennesima operazione di damnatio memoriae di una certa sinistra, che tenta di cancellare i risultati della precedente Giunta per intestarsi meriti altrui. Non cerco passerelle, ma non mi sembra elegante voler riscrivere la storia.
Quando arrivammo alla guida della Regione trovammo una situazione organizzativa inaccettabile: competenze frammentate, responsabilità confuse, un ufficio regionale che si occupava di ciclovie e cammini ridotto a una sola persona e una gestione della Spoleto-Norcia nella quale, di fatto, si occupavano tutti e nessuno. Abbiamo dovuto rimettere ordine, individuare responsabilità e soprattutto costruire una strategia concreta per il recupero e la valorizzazione dell’intero patrimonio.
I numeri e gli atti parlano chiaro. Il 14 aprile 2020 annunciammo ulteriori 2 milioni di euro per recuperare oltre 9 chilometri del tratto Piedipaterno-Balza Tagliata e sistemare alcuni punti critici verso Norcia. Nel febbraio 2023 la destinammo un investimento di 7,335 milioni di euro per gli interventi sulla Spoleto-Norcia nell’ambito della ricostruzione post-sisma, all’interno di un programma complessivo da 9,5 milioni che comprendeva anche la Greenway del Nera. Nel programma triennale dei lavori pubblici 2024-2026 furono inoltre previsti interventi per oltre 5,6 milioni di euro, destinati al consolidamento dei versanti, alla protezione della sede viaria e al recupero di caselli e stazioni a fini ricettivi e produttivi.
Il 6 giugno 2024 la Giunta regionale, su mia proposta, deliberò inoltre l’avvio del procedimento per acquisire gratuitamente dall’Agenzia del Demanio il patrimonio dell’ex ferrovia, accompagnando l’operazione con un programma di valorizzazione per il quale erano già disponibili circa 20 milioni di euro. Parliamo di un patrimonio composto dal tracciato, da otto stazioni e undici caselli, il cui recupero richiedeva una regia chiara e una gestione unitaria. L’obiettivo era superare gli ostacoli legati alla proprietà demaniale, eliminando lacci e lacciuoli per andare diretti ad una valorizzazione concreta in autonomia regionale. Non si trattava soltanto di recuperare un percorso, ma di riportare a unità la governance di un bene che, allora, era frammentato tra concessionario, enti locali e servizi regionali.
Un esempio emblematico è il cavalcavia della ex ferrovia in località Palombara, a Sant’Anatolia di Narco, demolito da ANAS per realizzare la variante di Forca di Cerro. Dopo anni di immobilismo, nell’ottobre 2024 la Giunta regionale approvò, su mia proposta, la convenzione con ANAS e Umbria TPL e Mobilità: circa 96mila euro a carico della Regione per la progettazione e la ricostruzione dell’opera, che ANAS aveva accettato formalmente di realizzare a propria cura e spese in seguito all’accordo che feci con l’allora AD dell’ANAS.
La mia visione non si è mai limitata alla semplice riapertura della vecchia ferrovia, ma ho sempre sostenuto che la Spoleto-Norcia dovesse diventare il perno di un sistema turistico integrato, capace di collegare ciclovie, ferrovie, cammini e borghi. In parallelo il progetto Umbria Cuore Verde d’Italia – RAIL & BIKE, un grande anello ciclistico-ferroviario che mette in rete la FCU, l’Antica Via Flaminia e il percorso dell’ex Ferrovia dell’Appennino Centrale, con possibilità di risalire in treno e proseguire in bicicletta, e viceversa. Un modello ispirato a esperienze di successo come la San Candido-Lienz, nel quale ferrovia e bicicletta si integrano. Il progetto prevedeva il collegamento ferroviario della FCU scendendo da Umbertide a San Gemini, la risalita poi lungo la ciclovia dell’Antica Via Flaminia fino a Fossato di Vico e, da qui, il raccordo con il percorso della ex Ferrovia dell’Appennino Centrale verso Gubbio, per chiudere l’anello ad Umbertide.
Per questo modello avevamo individuato due interventi strategici: 2,3 milioni di euro per la ciclabile con Comune capofila Gubbio e 2 milioni per quella con Comune capofila San Gemini. Si trattava di tasselli essenziali per realizzare l’anello e collegare i diversi tratti del percorso. Come ho denunciato pubblicamente, l’attuale Giunta ha ridotto da 2 a 1,3 milioni di euro il finanziamento relativo al secondo intervento: una scelta che compromette il completamento del tratto da Bevagna a Fossato di Vico e di interrompe la continuità dell’anello. È esattamente il contrario di ciò che serve all’Umbria: le infrastrutture devono essere completate e collegate, non lasciate a metà.
Ho continuato a interessarmi del tema anche di recente, tanto che il 23 ottobre 2025 ho presentato una mozione sul completamento, la messa in sicurezza e la valorizzazione della Spoleto-Norcia, della Greenway del Nera e della ciclabile Terni-Narni, approvata all’unanimità dall’Assemblea legislativa.
Continuerò a difendere questo progetto e a battermi perché venga completato. L’Umbria ha bisogno di una strategia turistica seria, di infrastrutture collegate e di una gestione finalmente efficiente, non di celebrazioni di circostanza, operazioni di immagine e tentativi di riscrivere la storia per convenienza politica”.
Così in una nota il capogruppo della Lega Umbria, Enrico Melasecche





























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