Umbria dimenticata: la Madonna del Qualtrino è tornata a casa

Nel 2019 Umbria dimenticata vi aveva portato a Case Sparse di Norcia, davanti all’edicola votiva della Madonna del Qualtrino, ferita dal terremoto del 2016 e in attesa di un restauro che la comunità si era impegnata a finanziare da sé. Oggi, domenica 1 novembre 2026, quella storia ha il suo lieto fine: con una cerimonia nella frazione, l’edicola, eretta nel 1500, è stata consegnata risanata e restaurata, con l’affresco della Madonna col Bambino di nuovo visibile.

Il progetto era nato nel 2017 da una promessa fatta agli abitanti della frazione. L’associazione si chiamava allora “Insieme ricostruiamo la Madonna del Qualtrino” e, con il sostegno di tantissime persone, ha riportato in vita il bene artistico. Oggi è l’associazione “Madonna del Qualtrino APS”, presieduta da Valeria Iucci, autrice del discorso di consegna. «Arte e natura sono la grande bellezza», ha ricordato, «e ci renderanno migliori».
Il primo pensiero è andato a chi intervenne nei giorni drammatici del sisma. I Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Perugia, con il distaccamento di Norcia, salvarono e protessero l’edicola e per anni la tennero coperta con teli. Tra i primi a metterla in sicurezza furono anche i Vigili del Fuoco di Verona e l’A.I.B. del Piemonte, che non hanno potuto essere presenti alla cerimonia. Quel legame, ha sottolineato la presidente, unisce ancora idealmente Norcia, Piemonte e Veneto.
Un ringraziamento è stato rivolto ai progettisti di Wead Studio, che hanno donato il progetto, alle restauratrici, alle maestranze, ai sostenitori e a tutti i donatori che hanno creduto nell’iniziativa.
Il momento più intenso è stato quello della rimozione della velinatura che proteggeva l’affresco. «Quando ho visto il volto della Madonna col Bambino, dopo tanti anni, mi sono commossa», ha raccontato Iucci. «Bentornata nella tua casa, non sei mai andata via, ma bentornata!»
L’associazione ha quindi consegnato l’edicola al Comune di Norcia, proprietario del bene, e alla comunità norcina, «al mondo, alle attuali generazioni e alle future», con un invito: «abbiatene cura come mai ne abbiamo avuto cura».