di Renzo Berti
Neppure uno sbatacchio di palpebre. Tutti in silenzio. Persino la Chiesa, che in altre situazioni avrebbe fatto sentire forte la sua voce, ha dato il suo silente “nihil obstat”. Perchè l’iniziativa di riproporre “Le notti del Vino”, una cena lungo il camminamento del Ponte delle Torri, con tanto di orchestrina, per esaltare le eccellenze vinicole del territorio tra Spoleto e Montefalco; dal Trebbiano Spoletino, al Sagrantino di Montefalco, è una vera e propria esaltazione del macabro. Un oltraggio alla memoria ed all’anima (per chi crede) delle centinaia di persone che, come nostra figlia Eleonora, che è stata l’ultima a farlo il 10 novembre dello scorso anno, hanno scelto di spezzare il legame con le sofferenze immani che questo Mondo aveva inferto loro. Chissà se il sindaco Andrea Sisti, cultore per professione del patrimonio enogastronomico spoletino, abbia studiato le teorie del sociologo e filosofo francese, Emile Durkheim? Quest’ultimo è stato il primo a teorizzare la sociologia della morte, dove il bisogno di “rivivere” o riesumare riti macabri e funebri si inserisce appieno nella disciplina che analizza come la società esorcizzi la fine. Al di là delle dissertazioni sociologiche, pur essendo convinti che i vini della Doc tra Spoleto e Montefalco non hanno bisogno di cene riservate a chi ha il portafogli gonfio, lo siamo altrettanto per ribadire che si potevano trovare almeno altre dieci location. Prima fra tutte, il tratto del Giro della Rocca che parte da piazza Campello e va sino alle sculture, volute dall’allora sindaco Massimo Brunini. Caro Sindaco Sisti, sono il primo che non smetterà mai di ringraziarti per il bellissimo gesto di rendere omaggio a nostra figlia Eleonora, che hai compiuto pochi giorni fa insieme alle massime cariche istituzionali cittadine. Ma, consentimelo, questa iniziativa rischia di macchiare quel bellissimo gesto, che io considero anche di pacificazione, nel ricordo di quella meravigliosa ragazza quale era nostra figlia Eleonora. Sono convinto che tu non abbia fatto tanti ragionamenti sulla location della serata. E non certo per fare un dispetto agli ambientalisti più integralisti. Una cosa è certa: se chiedere la messa in sicurezza del Ponte delle Torri è una battaglia, ahinoi, persa in partenza, sarebbe bastato un piccolo gesto di buon senso per rispettare quei genitori, fratelli e sorelle che hanno scelto questo simbolo cittadino per mettere fine alle loro sofferenze. E non mi rivolgo solo a te, ma anche a chi ricopre ruoli istituzionali importanti che, ahimè, predica bene ma razzola male. Spero che, il prossimo anno, la manifestazione torni a ripetersi. Ma non certo sul Ponte delle Torri.




























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