di Renzo Berti
Riportando tutto a Vallelunga, un po’di considerazioni per dar l’idea di quel che è successo al Mugello. E più in generale di quanto sta facendo Sebastiano Favaroni nel Trofeo Aprilia Racing RS 457. Nel penultimo round stagionale (l’ultima gara è in calendario il 4 ottobre al “Marco Simoncelli” di Misano), il sedicenne pilota di Bastardo di Giano dell’Umbria ha confezionato la prestazione più strepitosa della stagione. Un secondo posto di quelli che rimangono incisi sulla pelle come un tatuaggio d’amore. Una gara che lo ha visto protagonista dal secondo dei dieci giri previsti sino alla fine. E se non fosse stata quella toccata piratesca di Andrea Benvenuti, giunto alle sue spalle, il ragazzino acqua e sapone del Moto Club Spoleto avrebbe messo la ruota avanti a quella del dominatore indiscusso di questa Coppa Italia; Gabriel Fabio Vuono, al quarto successo su altrettante prove disputate. Ma Sebastiano, senza consultare maghi e tarocchi, lo aveva previsto: “Al Mugello salirò sul podio”.
Detto e fatto. Favaroni è andato forte sin dalle prove cronometrate. Suo il quarto tempo con un ottimo 2:10,675. Sebastiano, come suo costume, non ha rischiato. Perchè, come gli ha insegnato suo papà Roberto, che produce vini nell’Eldorado del Colle di Cecapecore, per berne uno di grande qualità bisogna aspettare il tempo giusto: dalla vendemmia, alla maturazione in botte. E Sebastiano questo podio lo ha costruito giorno dopo giorno. Correndo sei chilometri in mezzo alle vigne bruciate dal solleone, rinforzando i muscoli in palestra e provando a più riprese sul circuito di Vallelunga insieme al Team Rm. In gara ha fatto fermare il cronometro sul tempo di 2:10,321. Roba da ricchi! Tra i saliscendi del circuito toscano, Favaroni avrebbe corso anche bendato. Tanta e tale è stata la padronanza della moto e della pista. Un talento puro. Un puledro di razza che è nato per correre sulle due ruote a motore. Senza paura, ma anche con una maturità tattica che ha sbalordito un po’ tutti. Tanto che, nel paddock del pilota bastardese, si è respirata l’aria della festa. Tra gli incitamenti di papà Roberto, la trepidazione di mamma Patrizia e l’entusiasmo scatenato della sorella Martina, prossimo medico.
“Peccato perché stavo andando fortissimo e stavo per attaccare Vuono all’ultima curva”, ha commentato a fine gara. “Pazienza. Speriamo di rifarci a Misano”. Il secondo posto è ormai virtualmente suo. Al “Simoncelli” gli basterà anche il terzo posto. Ma Sebastiano ha fame di vittorie e deve onorare il grande impegno degli sponsor che lo hanno sostenuto in questa stagione: Ecoindustria, Tecnokar e Cantina Favaroni. L’anno prossimo ci sarà sicuramente il salto di qualità. Un gradino dopo l’altro verso l’apice del professionismo. Troppo presto per parlarne. Lunedì suonerà di nuovo la campanella della prima ora.






























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