Una presa di posizione che rompe il silenzio politico e dà voce pubblica alle rivendicazioni portate avanti da anni dal City Forum e dai Comitati cittadini. Il pronunciamento del consigliere regionale Nilo Arcudi sul futuro dell’ospedale di Spoleto e dell’intero sistema sanitario dell’Umbria centrale viene accolto con favore e apre, secondo il City Forum, un confronto concreto sul mantenimento del DEA e sul rilancio dei servizi di emergenza. Di seguito il comunicato stampa integrale di Spoleto City Forum, diffuso dal portavoce Leonello Spitella:
La dichiarazione diffusa dal consigliere regionale Nilo Arcudi di Umbria Civica sull’essenzialità dell’Ospedale DEA di Spoleto e sul sistema nosocomiale dell’Umbria centrale, nell’immediato e nel prossimo Piano Sanitario Regionale, è la prima voce politica pubblica ad affermare i diritti per i quali si battono City Forum e Comitati cittadini, non esitiamo ad esprimergli il nostro apprezzamento. Nel richiamare la presidente Proietti al rispetto finalmente dei suoi impegni elettorali, il consigliere Arcudi esclude che Spoleto possa vedere sacrificato il suo Punto Nascita e Pediatria e complessivamente lo status di DEA di I livello sostanziato dai Reparti di Emergenza-Urgenza fondamentali, che vanno invece subito riattivati a pieno regime. Per la verità anche tutti i membri della Commissione Sanità della Regione, maggioranza e opposizione, in audizione del City Forum e Comitati si sono dichiarati concordi con queste nostre richieste, ripetute ormai da sei anni, togliendo pertanto ogni alibi politico alla Giunta regionale. Ma nessuno lo ha esplicitato con pubblica ufficialità come Arcudi. Il consigliere, ribadisce che il “San Matteo” non può essere declassato a succursale ambulatoriale, riabilitativa o programmata del “S. Giovanni” di Foligno, né semplice supporto del DEA II livello di Terni. Alzandosi sopra visioni campanilistiche o egemoniche, riconosce che il futuro ospedaliero dell’Umbria centrale, valido anche ad alleggerire la pressione su Perugia e Terni, sta in due Ospedali entrambi DEA che possono essere serviti da equipes dedicate all’uno e all’altro, con un modello di integrazione diverso dal “superato” progetto Terzo Polo, che assegnava tutta l’urgenza a una parte e la sola programmata all’altra. Ciò, distribuendo razionalmente sui due plessi le Strutture Operative Complesse e quelle Semplici Dipartimentali, nonché tutte le Specialistiche. Spoleto, anche al servizio di altre aree di Valnerina, valle umbra e bassa Umbria, dovrebbe quantomeno articolarsi, oltre che sul Materno-Infantile, sulle urgenze 24h di Chirurgia, Medicina, Traumatologia, Cardiologia, collegate a Anestesia-Rianimazione e Pronto Soccorso connesso ai Reparti. Ora lo Spoleto City Forum non si è mai opposto a una forma di vera integrazione reciproca dei due Ospedali, anche con ripartizione dei primariati e Strutture Complesse e Dipartimentali, Restiamo pertanto disponibili al confronto sulla linea tracciata dal consigliere Arcudi, al quale va il merito d’aver detto chiaramente che Spoleto-Valnerina hanno diritto al proprio DEA di Emergenza, ma che la stessa Foligno deve poter contare su questa sinergia se vuole assicurarsi specialistiche di qualità e far uscire l’Umbria centrale dall’affanno in cui è stato posto il “S. Giovanni”. I Reparti-base da lui indicati sono molto simili a quelli da noi rivendicati. Ci aspettiamo che al suo pronunciamento seguano quelli di altre forze consapevoli di dover rispettare le parole elettorali, i diritti dell’area più critica e “sismica” dell’Umbria e quindi la ribadita figurazione DEA del “S. Matteo” nell’atteso Piano Sanitario.




























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