Volti di Spoleto: Sofia Proietti, una vita per la musica

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  • Storia di una giovane pianista spoletina di eccezionale bravura

    di Alessio Cao 

    (DMN) Spoleto  – Conosciamo oggi, con Volti di Spoleto, una giovane pianista spoletina di eccezionale bravura, Sofia Proietti. Sofia ha recentemente inaugurato il festival pianistico di Heidelberg in Germania.
    Buongiorno Sofia, complimenti per i numerosi traguardi che stai raggiungendo così giovane. Raccontaci come nasce la tua passione per la musica e per il pianoforte in particolare.Qual è stata la tua formazione?
    Sin da piccolissima la mia famiglia vedeva in me qualcosa di particolare nell’ascoltare la musica: mi dicevano che muovevo il corpo ad ogni ritmo musicale, di qualsiasi natura. Ho iniziato così a suonare il pianoforte a 7 anni sotto la guida di Simona Granelli, pianista e insegnante spoletina. I miei genitori, credendo in una mia musicalità particolare intrinseca, mi hanno spinto ad avvicinarmi alla musica classica nonostante non siano mai stati musicisti professionisti, solamente mio padre, da bambino, studiò per 10 anni pianoforte abbondonando poi il percorso.
    All’inizio lo consideravo solo un hobby, mi divertivo a mettere le mani sulla tastiera del pianoforte e suonavo. Poi però le cose sono cambiate: sentivo che questo divertimento pian piano diventava passione, il gioco sembrava trasformarsi in qualcos’altro.
    Il tempo di studio saliva sensibilmente, cominciava a farsi duro conciliarlo con la scuola. L’hobby diventava appunto un vero lavoro, ma con grande sacrificio ho sempre cercato di portarlo avanti nel migliore dei modi, perché era quello che contava per me.
    Così, sulla spinta anche dei miei insegnanti e per mettermi alla prova entrando nel giro, ho cominciato a partecipare a numerosi concorsi pianistici nazionali e internazionali vincendo molti premi, e contemporaneamente frequentando Masterclass con insigni Maestri tra cui Aquiles Delle Vigne e Andrzej Jasinski.
    In qualche modo suonare il pianoforte mi fa sentire realizzata. Ho sempre avuto sin da bambina grandi obiettivi. Ho avuto la fortuna di aver fatto esperienze sia in Italia che all’estero e di aver incontrato molti ragazzi che condividono la mia stessa passione e che stimo tantissimo. Inoltre ho avuto al mio fianco ottimi insegnanti che hanno sempre creduto in me e che sono riusciti a trasmettermi l’amore per la musica. Tuttora mi dedico pienamente alla musica, la mia arte ed il mio scopo. Studio con Carlo Guaitoli al Conservatorio “G.Briccialdi” di Terni.

    Qual è stata la tua prima esibizione di fronte ad un pubblico e quali emozioni ti hanno colpito? Provi ancora oggi delle sensazioni particolari quando suoni?
    La mia prima importante esibizione di fronte ad un pubblico è stata a Spoleto presso la canonica di San Gregorio Maggiore quando avevo 9 anni. Suonai il Waltzer n. 2 op. 64 di Chopin insieme ad altri pianisti poco più grandi di me, provenienti da varie parti del centro Italia, nell’ambito di una manifestazione dedicata all’autore romantico. Essendo ancora bambina, credo che il pormi di fronte a un pubblico importante, mi abbia aiutato ad affrontare più velocemente e sin da subito le difficoltà che possono incorrere ad un artista nell’affrontare un concerto. Mi ricordo di aver affrontato questo concerto con sentimenti contrastanti, avevo paura e allo stesso tempo mi rendeva gioia nel farlo.
    Da quel momento ho acquisito sempre maggior consapevolezza nei miei mezzi, suonare soprattutto ai concerti per me è gioia e passione pura. Saper trasmettere al pubblico le mie sensazioni musicali nell’interpretare al meglio gli autori dei pezzi che suono è per me la cosa più importante.
    Raccontaci della tua esperienza a Heidelberg.
    Aver suonato ad Heidelberg nella “prima” del Festival è stata per me un’esperienza bellissima, che mi ha fatto crescere. Questa occasione ha permesso di inserirmi e conoscere un nuovo panorama musicale a livello europeo, suonando in una realtà diversa, anche con un confronto con la critica locale. Nel mio Recital ho presentato un programma che spaziava dal periodo Barocco (da Bach) fino ad arrivare al secolo del 900 con Skrjabin.
    Quali sono i tuoi progetti musicali per il presente e per il futuro? Avremo modo di ascoltarti a breve dal vivo, magari a Spoleto? Attualmente studio al Triennio di Conservatorio appunto con Carlo Guaitoli e con il suo aiuto e compatibilmente con i tempi di studio, sto preparando nuovi repertori da presentare, nell’attesa di partecipare a concorsi e concerti che avrò il piacere di fare. Il prossimo 2 Maggio, presso Casa Menotti a Spoleto, terrò un Recital contenente un programma ricco di musica e emozione, anche con pezzi di autore contemporaneo.Vi aspetto numerosi!
    Si può vivere di musica oggi? Il percorso di studi per diventare un musicista di successo è sicuramente lungo e difficile, lo consiglieresti ad un ragazzo con una passione vera per quest’arte?
    L’unica cosa che posso consigliare a una persona che vuole intraprendere quest’arte deriva dal rispecchiarmi in me stessa: tanta passione, motivazione e studio. Tutti sappiamo che al giorno d’oggi è difficile vivere soltanto di musica, la mia più che una certezza su ciò che sto facendo, è una speranza. Il percorso è senz’altro lungo e difficile, ma le uniche armi per affrontarlo sono quelle di cui sopra. Quello che posso quindi raccomandare a coloro che hanno una grande passione e talento per quest’arte è di essere sempre determinati, avere dedizione e sacrificio. Ogni musicista deve cogliere tutte le occasioni possibili per fare esperienza nell’ambito del proprio percorso mettendosi in gioco: un po’ di fanatismo non guasta.

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    One Comment For "Volti di Spoleto: Sofia Proietti, una vita per la musica"

    1. Bruna
      Febbraio 8, 2020

      Grande Sofia!!!!!!

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    Commentiultimi pubblicati

    Aurelio Fabiani 2020-10-29 09:13:13
    SENZA VERGOGNA. La Destra si "intorcina" tra facce impresentabili e ipocrisie sconfinate. I due signori rappresentanti dell'estrema Destra umbra che.....
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    Viscos 2020-10-23 19:02:40
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