Volti di Spoleto: Michael Surace, un Social Media Manager in città

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  • Possibilità e prospettive di questa nuova figura professionale sempre più richiesta dal mercato

    di Alessio Cao

    (DMN) Spoleto – Conosciamo oggi, con Volti di Spoleto, Michael Surace, Social Media Manager che opera sul territorio cittadino e umbro in generale. Michael ci spiegherà in breve in cosa consiste questa nuova professione, come si sviluppa e come può incidere positivamente sul territorio.

    Cos’è un Social Media Manager? Parlaci di te e della tua professione.
    Innanzitutto sfatiamo un mito: essere appassionati o semplici fruitori dei social media non basta per essere un Social Media Manager (o SMM abbreviato), servono infatti specifiche competenze multi settoriali e anni di esperienza. Considerate che oggi il SMM è una delle figure più richieste dal mercato, tanto dalle micro-aziende quanto dalle multinazionali. Tutti questi soggetti, a prescindere dalla loro dimensione, pretendono il massimo quando ti affidano una pagina aziendale e per ripagare la loro fiducia e soprattutto non incappare in gravi errori che ne possano compromettere addirittura l’immagine, il SMM deve avere solide competenze in comunicazione digitale, web marketing, content creation, ads (pubblicità sul web), gestione community, email marketing, blogging e capacità di analisi dei dati.

    Come si svolge la tua giornata tipo?
    Il bello di questo lavoro è che il tuo ufficio e il principale strumento di lavoro è il tuo smartphone: questo tipo di lavoro fa infatti parte dei nuovi lavori di tipo “smart working”. Puoi lavorare in qualsiasi luogo ti trovi e senza orari prefissati. Dal mio smartphone non solo gestisco i profili dei miei clienti, ma pianifico la mia giornata lavorativa e commerciale, faccio assistenza ai clienti tramite Whatsapp Business. La mia giornata lavorativa si svolge in ordine in questo modo: controllo i risultati di crescita raggiunti dei profili che gestisco, mi pongo un nuovo obiettivo settimanale o mensile (a seconda del piano editoriale concordato con il cliente), seguo la pubblicazione dei post (che in realtà pianifico ogni fine settimana per quella successiva), passo almeno 2h in attività commerciali sia nell’andare a trovare fisicamente i miei clienti che nel trovarne di nuovi tramite messaggi sui social e infine la sera ricontrollo i risultati ottenuti sulle varie pagine che gestisco e ripianifico o aggiusto i post per il giorno o la settimana dopo.

    Come è cambiata la comunicazione tra privati e per le aziende con il prepotente ingresso dei social nella nostra vita?
    La comunicazione non solo è cambiata moltissimo, ma è stata totalmente stravolta e questo ha provocato un cambiamento non solo nel rapporto tra persone, ma anche tra aziende e consumatore. Le aziende che hanno capito questo cambiamento lo hanno cavalcato e ne hanno ricavato dei benefici, le altre ne sono state travolte e spesso hanno dovuto chiudere per questo. Basti pensare all’evoluzione dei media negli ultimi 100 anni: prima le persone ricevevano informazioni e venivano influenzate dalla radio, poi è arrivata l’era delle TV, oggi invece i dati ci dicono che i social sono i canali principali che influenzano le persone, sia nel reperimento delle informazioni su determinati eventi, sia sulle informazioni commerciali di prodotti e servizi. E’ per questo motivo che oggi le aziende, dal piccolo negozio del borgo fino alla grande catena, sono quasi “costrette” ad essere presenti sui social: un’azienda che oggi rinuncia ad essere presente sui social rinuncia di fatto ad una grossa fetta di mercato e si rende più vulnerabile perché i propri clienti potrebbero essere influenzati negli acquisti da un concorrente che si è dotato magari di un buon social media manager che sa come attirare/rubare clienti.

    Quale social preferisci e quali sono le differenze tra i principali in uso?
    Oggi il re dei social network in maggiore crescita in Italia è Instagram. Instagram è il “nuovo” Facebook, le principali marche e i negozi più rinomati di ogni città stanno passando su Instragram pubblicando giornalmente post accattivanti per attirare clientela. Secondo una recente ricerca, Instagram è il canale social che maggiormente influenza gli acquisti dei consumatori. Per non parlare del crescente fenomeno degli influencer: un nuovo “lavoro” con cui le persone che riescono a diventare popolari su Instagram riescono a farsi pagare dalle aziende per sponsorizzare propri prodotti e servizi. Oggi Instagram è caratterizzato da un target medio di utenti basato su un pubblico giovanile, ma la novità dell’ultimo anno è che sempre più persone (anche oltre i 40 anni) cancellano la propria iscrizione da Facebook per crearsi o mantenere solo il profilo Instagram. I motivi sono molteplici: molti VIP (i primi nostri “influencer”) sono solo su Instagram, se vuoi diventare influencer lo diventi su Instagram (oltre che su YouTube), inoltre ci sono meno “haters” rispetto a Facebook e statisticamente meno commenti negativi, per questo le persone si sentono maggiormente tutelate su Instagram e sentono di avere una maggiore privacy in un luogo dove sono preminenti commenti positivi e soprattutto comanda la regola della ricerca della “bellezza” delle foto. Attenzione, non tutto è oro quello che luccica. A parte il fenomeno dei profili “fake” o di quelli in cui le persone si inventano delle vite totalmente diverse da quelle loro reali, oggi esistono delle tecniche che permettono di creare like e follower fittizi. Per fortuna negli ultimi anni Instagram ha introdotto sempre maggiori restrizioni a queste tecniche fino al “ban” del profilo che le adotta. Personalmente sono un Social Media manager che predilige una “crescita naturale” del profilo, senza utilizzo di BOT automatici o acquisto di follower, preferisco cercare interazioni reali per i miei clienti e in target con il loro tipo ideale di mercato. Per il resto le caratteristiche di Instagram sono simili a Facebook, con la differenza che qui le foto assumono un punto fondamentale: o fai foto belle da vedere, originali, o su Instagram non sarai mai nessuno.

    Social Media Manager, una nuova professione per i giovani? Si lavora in Umbria con questa qualifica?

    Assolutamente si. E’ quello che dico ai miei studenti durante l’annuale corso di formazione che facciamo a Spoleto presso la sede di Athena Formazione: cari giovani, studiate, avviatevi questo mestiere perché oggi è tra quelli più richiesti, tanto dai piccoli negozi quanto dalle aziende. Senza sottovalutare la pubblica amministrazione, ormai sono 2 anni consecutivi che ad esempio il Comune di Spoleto e di Foligno avviano bandi alla ricerca di social media manager. Considerate che sono arrivato ad avere un dato certo per farvi capire quanto lavoro ci sia: io trovo principalmente i miei clienti attraverso i social, ed ho raggiunto ormai la matematica certezza che inviando almeno 50 messaggi a 50 aziende/negozi/professionisti diversi nell’arco di una singola giornata, riesco a pianificare almeno 8 appuntamenti e di questi almeno 6 su 8 diventano clienti. Il motivo di questo successo è semplice: oggi tutti hanno bisogno di un social media manager, semplicemente perché aziende e negozio non hanno tempo materiale da dedicarsi in maniera professionale ai social network: il loro mestiere è quello di vendere al negozio, il nostro quello di aumentare il numero di potenziali clienti che vanno a visitarli. Certamente il fattore esperienza e l’alto numeri dei miei casi d’uso in vari settori mi agevola nel trovare nuovi clienti, ma basta far vedere sin dai primi post il talento che si ha nell’attirare la clientela e la fiducia del cliente che inizialmente può sembrare diffidente, diventa una valida alleata per rinnovare il servizio per mesi se non per anni.

    Social media e Umbria. Quale rapporto e come sfruttarli al meglio per la nostra regione.

    I Social network hanno la capacità di rendere virali e visibili in tutto il mondo eventi e promozioni di qualsiasi negozio, azienda o pubblica amministrazione. Questo rappresenta una grande opportunità per la piccola Umbria che può investire maggiormente e in maniera coordinata in questi canali per far crescere settori per noi fondamentali come il turismo, l’artigianato, le aziende in generale senza dimenticare le micro-realtà dei nostri tanti professionisti. Per farvi un esempio molto pratico: con una piccola campagna da 90 € su Facebook sono riuscito a far arrivare da tutto il Centro Italia (diciamo da Pisa a Roma) dei clienti ad un noto artigiano spoletino, con servizi che in media partono dai 500 € in su. Senza questa campagna l’artigiano spoletino avrebbe probabilmente continuato ad avere una clientela prettamente locale o al massimo umbra: invece è riuscito a farsi conoscere, per un servizio speciale, praticamente in tutte le regioni confinanti con l’Umbria e a guadagnare una bella cifra con una campagna a budget ridotto. Ora il mio sogno è quello di aiutare l’Umbria e in particolare la nostra Spoleto ad attirare ancora più turisti: ho già clienti nel mondo del turismo e della ricettività (agenzie del turismo, ristoranti, pub ecc.), ma in realtà sto pensando ad un progetto più ampio di “marketing territoriale”, dove in sostanza i social diventano uno strumento per attirare non solo turisti, ma per lanciare un vero e proprio marchio “Spoleto” che serve per rendere attrattiva la nostra città non solo per turisti, ma anche per imprenditori o nuovi residenti. Raccontare le bellezze della nostra città, i nostri eventi, gli incentivi alle imprese o alle famiglie nel venire a vivere da noi, ma anche raccontare la nostra qualità della vita, del welfare, dell’ambiente ecc. sono tutte leve che, se raccontate in una certa maniera sui social, possono realmente influenzare la scelta turistica, lavorativa e di vita di tante persone nel venire a vivere a Spoleto. Un progetto che se ne avessi la possibilità porterei avanti anche gratuitamente per la mia città.

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    Commentiultimi pubblicati

    Carlo Alberto Bussoni 2020-01-23 17:08:18
    Pensa un po'....ne ha fatta di strada Alberto da quando gli passavo i compiti dentro una penna improbabile.......
    Carlo Neri 2020-01-23 07:24:07
    Eeee..ma se Ferrara non facesse il direttore artistico, regista. musicista, attrezzista etc.... come farebbero a "campare" lui e la gentile.....
    Renato 2020-01-14 16:24:59
    Ballista
    Piero Gasparri 2019-12-05 16:36:17
    grande fotografo, sono orgoglioso di te
    Carlo Neri 2019-12-04 16:16:10
    Ma il sindaco lo sa che i fans di Patti Smith, quelli di una certa età, sono gli stessi che.....