Volti di Spoleto: Maria Giulia Mosconi, medico in prima linea

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  • La Dottoressa spoletina del Santa Maria della Misericordia di Perugia, racconta la sua professione e ci spiega come fronteggiare al meglio la minaccia Coronavirus

    di Alessio Cao 

    (DMN) – In questo periodo, difficile per tutto il Paese, Due Mondi News con la sua rubrica Volti di Spoleto, vi porta a conoscere la Dottoressa Maria Giulia Mosconi, specialista in medicina d’urgenza del S. Maria della Misericordia di Perugia, impegnata in prima linea, come tutto il sistema sanitario nazionale nel contrasto al Covid-19.

    Dottoressa Mosconi quando nasce in lei la passione per la medicina? Cosa spinge un giovane ad intraprendere una carriera così impegnativa, sia dal punto di vista degli studi, che della professione? Una vera e propria vocazione?
    Sembrerà un cliché, ma è da quando ho ricordi, quindi da molto piccola, che sapevo di voler fare il medico. Ricordo il mio vicino di casa che mi chiamava “Dottore’!” perché avrei dovuto preparargli degli intrugli che lo avrebbero guarito da tutti i malanni. I miei genitori sono entrambi infermieri, quindi la sanità ha sempre aleggiato nella mia atmosfera. Non farei altro nella vita. Non so se questo si possa chiamare vocazione, è stato un istinto innato per me.

    In cosa si è specializzata Dottoressa e dove svolge il suo lavoro?
    Mi sono specializzata in Medicina d’emergenza-urgenza presso la Struttura complessa di Medicina Vascolare e d’urgenza – Stroke Unit del S. Maria della Misericordia di Perugia, dove attualmente lavoro.

    Ci racconti in breve una sua giornata tipo.
    La mia giornata tipo era così: entrata a lavoro alle 8 se di guardia, altrimenti poco più tardi. Giro-visita a reparto, briefing su tutti i malati visti dagli altri colleghi per avere un quadro complessivo della situazione del reparto, accoglienza di nuovi ricoveri ed erogazione di consulenze in Pronto Soccorso o negli altri reparti, dimissioni dei pazienti e programmazione delle attività per i degenti che restano. Turni di guardia (pomeriggi, notte, festivi). Quando possibile, compatibilmente con le necessità dell’attività clinica che è la priorità, si svolge attività di ricerca scientifica e più in generale legata all’Università, visto che il nostro Istituto è universitario. Anche se mi sono inserita in un mondo professionale già informatizzato, devo dire che le più grandi difficoltà e rallentamenti sono legati alla tanta burocrazia e alla lentezza dei sistemi informatici. Attualmente questa routine sta rapidamente stravolgendosi a causa dell’emergenza SARS-CoV-2, quindi è difficile ormai parlare di giornata tipo.

    Veniamo all’attualità, l’emergenza Coronavirus incombe sul paese, trasformato ormai tutto in zona rossa. Qual è la sua opinione di medico sullo sviluppo futuro di questa malattia e come ci consiglia di comportarci? L’Umbria ha una capacità ospedaliera sufficiente a fronteggiare l’emergenza?
    L’emergenza SARS-CoV-2, conosciuto come Covid 19, ormai ha assunto dimensioni pandemiche, come da recente dichiarazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. È una patologia virale estremamente contagiosa che può portare a casi gravi di polmonite interstiziale, ovvero che interessa le parti più piccole del polmone (gli alveoli) e del tessuto che li sostiene (l’interstizio), colpendolo con una grave infiammazione diffusa per cui ci si presenta con febbre alta, tosse, affanno e nei casi più gravi necessità di alte quantità di ossigeno fino all’intubazione e gestione in Terapia Intensiva, anche in pazienti giovani e senza patologie di base. Questo virus nuovo, che stiamo imparando a conoscere e gestire, ha una contagiosità elevata per cui la prima grande impresa è quella di ridurre drasticamente la sua diffusione, rispettando le direttive per la prevenzione del Ministero della Salute. Questo perché se il picco di contagiati, e quindi di potenziali malati gravi, dovesse investirci, il Sistema Sanitario Nazionale non sarebbe in grado di assistere tutti adeguatamente, Umbria compresa. Con le misure di prevenzione si può ottenere una diluizione nel tempo dei contagiati, dando il tempo agli ammalati più o meno gravi di guarire e poi lasciare il posto agli eventuali nuovi contagi, cosa che non sarebbe possibile se ci si ammalasse tutti insieme. La popolazione può e deve fare questo, stare a casa, rispettare le norme di igiene e di distanza, per il bene del singolo e di quello comune. Ricordiamo inoltre che le altre malattie, in particolare quelle “tempo-dipendenti” (ictus, infarti, patologie che necessitano di interventi chirurgici in emergenza) non sono altruiste e continueranno a imperversare, rendendo il sistema potenzialmente ancora più incapace di dare risposte adeguate al carico di assistiti. Sono certa che gli spoletini, e tutti gli umbri in generale, saranno in grado di tirare fuori il loro senso civico e la collaborazione per uscire da questa emergenza assoluta; confido in particolare nei giovani, che hanno il compito di proteggere i loro cari dall’eventuale contagio (non dimentichiamo i portatori asintomatici). Ricordate che noi operatori sanitari (medici, infermieri, OSS, tecnici di radiologia ecc…) siamo esseri umani, ed esposti, se non più, almeno quanto la popolazione al contagio e con abnegata ostinazione torniamo ogni giorno nei nostri ospedali per cercare di dare il meglio per tutti. Per cui il mio appello è: aiutateci stando a casa e osservando le misure del Governo, permetteteci di dare il massimo. Insieme ce la faremo.

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    Carlo Bianchi 2020-04-06 11:21:58
    Le banche TUTTE hanno un solo scopo: IL PROFITTO. E se ne fregano di tutto il resto. Quando la gente.....
    Carlo Alberto Bussoni 2020-04-02 17:42:47
    Per risparmiare energia elettrica non serve chiudere i percorsi meccanizzati, basterebbe che funzionassero le cellule fotoelettriche (e il risparmio ci.....
    Dino 2020-03-18 07:44:51
    Sono della Valnerina e precisamente di Sant'anatolia di Narco Perugia penso che ancora qui non ci sia nessun contagiato però.....
    Giampiero 2020-03-17 17:25:27
    Sarebbe opportuno disinfettare le zone delle farmacie e dei supermercati,in quanto c'è sempre un grande afflusso di persone a tutte.....
    Gino 2020-03-17 10:38:29
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