Volti di Spoleto: la famiglia Binaglia, artisti ed artigiani del capello, dal 1957 nel centro storico della nostra città

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  • Un salone di parrucchieri innovativo e creativo anima Spoleto. Simbolo dello spirito di un centro storico che vuole resistere allo spopolamento.

    di Alessio Cao 

    (DMN) – Volti di Spoleto vi porta oggi in centro storico, a conoscere una delle più antiche famiglie di parrucchieri della città, i Binaglia. Il loro negozio, una fucina di idee, estrosa ed artistica, anima le vie della nostra città e di Monterone in particolare, dal lontano 1957. Con un piede a cavallo tra passato e futuro, approfondiamo la conoscenza di questi “artigiani” del capello, memoria storica della città.

    Gianluca piacere di incontrarla, ci racconti, da quando è aperta la vostra attività?

    Il salone è aperto dal 1957, a Monterone.
    Da prima il salone era molto piccolo, con solo due caschi. Nonna Paola ricorda che era sempre pieno, perché la zona di Monterone allora era molto centrale e piena di vita e nel periodo del Festival si riempiva anche di turisti. Con il tempo ci siamo spostati in piazzetta teatro Clitunno, dove siamo stabili ormai da 30 anni.

    Siete alla terza generazione di parrucchieri, come è cambiato il lavoro negli anni?

    Prima di tutto una curiosità, una volta si rimaneva aperti anche la domenica mattina, per chi si preparava per la messa e si chiudeva, come oggi, il lunedì.
    Il lavoro è cambiato con le persone e con le tendenze. Prima era molto più meccanico, limitato all’uso dei bigodini e permanenti e si lavorava solo con le donne, con il tempo si è passati ad usare il phon e gli altri accessori che tutti conosciamo. In un secondo momento si è iniziato ad accogliere anche gli uomini nel salone, che prima si limitavano solo ad accompagnare le mogli .
    Era difficile trovare dei corsi di formazione, per imparare si andava nei negozi dei parrucchieri e si doveva “rubare con l’occhio”, come diceva mia nonna Paola, quindi si doveva imparare direttamente sul campo, con poca attenzione alla formazione .
    Nel tempo il parrucchiere ha dovuto evolversi e sviluppare capacità gestionali oltreché manuali e artistiche, tra cui la conoscenza dei prodotti, una costante formazione e l’uso del web.

    E la città? Voi vivete il centro storico, qual è stata la sua evoluzione nel tempo?

    Il centro storico, da luogo cardine della vita cittadina, nel tempo è diventato marginale a causa dei terremoti, sempre presenti nella nostra area e nell’immaginario delle persone, causa di ansie e preoccupazioni. Le case del centro, soprattutto la zona di Monterone, prima centro della vita e piena di famiglie e botteghe, si sono svuotate con gli anni per la precarietà delle case in continua ristrutturazione e anche per l’espansione delle periferie come zone residenziali.
    Ora ,da pochi anni, i ragazzi stanno riscoprendo la bellezza del centro storico. La sera le vie si riempiono e sembra di tornare negli anni in cui questa zona era il fulcro della vita mondana .

    Avendo vissuto gli anni d’oro del Festival dei Due Mondi e dei flussi turistici importanti dall’Italia e dall’estero, sarete sicuramente in possesso di qualche storia curiosa da raccontare. Quali vip avete avuto modo di conoscere nel vostro salone?

    Il Festival di Spoleto non portava solo bellezza e arte nella città, ma anche tantissimo fermento. Oltre agli spettacoli ufficiali c’erano delle iniziative e delle mostre di artisti emergenti, tutta una serie di eventi e idee che nascevano al di fuori della manifestazione. Il Festival era inoltre un trampolino di lancio per gli artisti a livello mondiale, che presentavano qui la loro “prima”, riempiendo la città di personalità di spicco. Nel nostro negozio abbiamo avuto modo di conoscere varie cantanti liriche di fama mondiale e altre personalità importanti, come la signora Swarovski di cui ricordiamo con affetto la sua semplicità e i modi gentili, rimasta colpita dal nostro negozio sempre molto estroso e particolare. Fece tantissime foto e ci ringraziò per l’esperienza. In tempi più recenti abbiamo avuto di modo di lavorare con i protagonisti della serie tv Don Matteo.

    Riccardo lei è il giovane erede di una lunga tradizione familiare. Perché ha deciso di intraprendere questa carriera?

    Sono cresciuto in negozio e spesso, anche durante la scuola, passavo i pomeriggi ad aiutare. In un primo momento non sapevo quale fosse la mia strada, quindi ho deciso dopo la scuola di approfondire il lavoro e di iniziare un’ Accademia a Bologna, che ho frequentato per un anno.
    I dubbi iniziavano a svanire quando, piano piano, capivo che quella era la mia passione. La creatività e la manualità mi hanno sempre contraddistinto e nel lavoro riesco a dare pieno sfogo a questi talenti. La nostra è inoltre una professione sempre in movimento ed in costante innovazione, nella quale è impossibile annoiarsi. Il cambiamento mi piace e ci piace! Non bisogna mai accontentarsi, ma porre l’obbiettivo sempre un gradino più avanti.

    Qual è il percorso formativo più utile per un giovane che decide di esercitare questa antichissima professione?

    Ci sono delle scuole oggi giorno che formano molto bene i giovani, dalle basi al livello più avanzato. Le regole e i limiti del lavoro vanno conosciute poiché si ha a che fare con prodotti chimici e bisogna padroneggiarli bene per evitare errori. E’ un lavoro che va appreso a fondo perché si ha a che fare con la bellezza delle persone. La migliore scuola rimane comunque lo stare in salone: è importante vivere la vita del negozio, stare a contatto con la gente. Quindi si è importante la formazione, ma deve andare di pari passo con l’esperienza che si fa sul “campo”.

    Veniamo al vostro curioso ed interessante mezzo denominato “capelli on the road”, una novità nel settore. Come nasce l’idea del salone su quattro ruote? Quali zone servite?

    L’idea di “Capelli on the road” nasce come modo per evadere dal negozio e arrivare più vicino alle persone, attraverso una trovata molto innovativa che nel nostro lavoro non si era mai vista. Purtroppo la legge che regola il settore non ci consente di lavorare in modo ambulante, quindi il nostro è più un mezzo pubblicitario, che può essere usato per matrimoni o eventi privati.
    La risposta è stata comunque molto positiva e il riscontro in negozio è stato evidente. Chi ha avuto modo di vederci all’opera “on the road” ne è rimasto estasiato e ne parla con molto interesse.

    Siete sempre una fucina di idee, lo dimostra anche il vostro salone, eclettico e pieno di opere artigianali di pregio. Quali sono i vostri progetti per il futuro?

    Con il nostro salone, a mio avviso, abbiamo raggiunto una giusta dimensione, familiare, estrosa e sempre in movimento. Quello che ci piacerebbe fare un giorno è, passato questo periodo particolare, un tour dell’Australia con il furgone, cercando di portare la nostre idea “on the road” fuori dal paese !

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    Zorro 2020-07-23 19:20:34
    In genere ci sono due gatti un cane ed un cavallo agli eventi compresi il direttore di palazzo collicola ma.....
    Maria Grazia PROIETTI 2020-07-01 16:06:49
    Io non ho capito: tre preti fra S. Giacomo e Cortaccione e uno solo per Sacro Cuore e S. Sabino?.....
    Paolo 2020-06-30 22:54:58
    Buonasera, sono un appartenente della parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata di Cortaccione, vorrei fare delle esternazioni in merito ai frequenti.....
    Moreno angeli 2020-06-29 11:02:45
    Carlo Alberto, perlomeno è rimasto il ricordo. Il ricordo di noi amici di una volta. Quello dei ragazzi di oggi,.....
    Carlo Alberto Bussoni 2020-06-29 06:56:21
    Speranze di gioventù andate tutte deluse grazie al tradimento dei sindacati, dei partiti sedicenti di sinistra. e del menefreghismo generale......