Venerdì Santo, mons. Boccardo: «il Crocifisso, che contempliamo questa sera, ci rivela il volto di Dio»

  • Letto 451
  • Questo pomeriggio, in Cattedrale, l’Arcivescovo ha presieduto la Celebrazione della Passione del Signore

    Il Venerdì Santo e il giorno seguente la Chiesa, per antichissima tradizione, non celebra l’Eucaristia. Nelle ore pomeridiane ha luogo la celebrazione della Passione del Signore. L’arcivescovo Renato Boccardo l’ha presieduta nella Basilica Cattedrale di Spoleto insieme ai parroci e ai fedeli delle parrocchie della Pievania di Santa Maria: Cattedrale, S. Gregorio, Santi Pietro e Paolo, Santa Rita. Si sono commemorati insieme i due aspetti del mistero della croce: la sofferenza che prepara la gioia di Pasqua, l’umiliazione e la vergogna di Gesù da cui sorge la sua glorificazione. Il Venerdì Santo è già Pasqua: Cristo che muore sulla croce passa da questo mondo al Padre; dal suo costato sgorga per noi la vita divina: noi passiamo dalla morte del peccato alla vita in Dio.

    La solenne azione liturgica è iniziata con la processione, in silenzio, di Vescovo, sacerdoti, diaconi, seminaristi e ministranti: giunti dinanzi all’altare si sono prostrati a terra e tutti hanno pregato per breve tempo. «Il Crocifisso, che contempliamo questa sera, ci rivela il volto di Dio», ha detto mons. Boccardo nell’omelia. «La conoscenza del vero Dio – ha proseguito -, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, misericordioso e pieno di amore e di bontà, passa per la conoscenza del volto del Crocifisso. Se pensiamo Dio soltanto con i nostri concetti umani, se lo immaginiamo come colui che detiene al massimo grado tutta la potenza, tutto l’onore, tutta la gloria, tutto il diritto, come colui che potrebbe rivendicare la signoria di tutta la terra, siamo come la gente comune e i capi del racconto evangelico, che dicono: Dio non può rivelarsi nella morte di croce. Invece, Dio amore, bontà, misericordia, si rivela proprio nel linguaggio della croce. La vera onnipotenza è quella capace di annullarsi per amore, di accettare la morte per amore. Perciò noi chiediamo questa sera che attraverso l’adorazione della croce ci sia dato di giungere alla conoscenza di Dio. La croce – ha detto ancora il Presule – ci invita allora ad esaminare con coraggio la qualità della nostra fede: la fede che salva è conoscere Cristo crocifisso, l’amore di Dio per me e per il mondo, più grande di ogni male, della stessa morte mia e di tutti; ci invita a rivedere con lealtà i criteri che ispirano i nostri rapporti con gli altri, la nostra dedizione, la nostra capacità di perdono, il nostro modo di intercedere». Dopo l’omelia, c’è stata la preghiera universale per la Chiesa, il Papa, il Vescovo e tutti i ministri ordinati, i catecumeni, l’unità dei cristiani, gli ebrei, i non cristiani, coloro che non credono in Dio, i governanti, i tribolati. Poi, ha avuto luogo la solenne adorazione della croce. Don Edoardo Rossi ha portato all’altare la croce velata, accompagnato da due ministranti con le candele accese. All’apparire della croce tutti si sono alzati in piedi. L’Arcivescovo si è recato dinanzi la croce e in tre volte l’ha scoperta: prima la parte superiore, poi il braccio destro, infine interamente. Ogni volta ha detto: “Ecco il legno della croce”. E i presenti hanno risposto: “Venite adoriamo”. Mons. Boccardo, i presbiteri e i fedeli si sono recati processionalmente all’adorazione della croce, facendo davanti ad essa una semplice genuflessione, oppure baciandola o toccandola.  Dopo la distribuzione della comunione, c’è stato un breve momento di silenzio. Dopo il congedo, Vescovo, presbiteri, diaconi, seminaristi e ministranti sono tornati ordinatamente in sacrestia. L’assemblea si è sciolta in silenzio.

    Fonte: www.spoletonorcia.it

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    Enrico 2020-02-14 22:44:56
    Se non sta bene questa nomina ( preoccupati perché di sinistra) trovatene una voi nel vostro ambito... Per il respiro.....
    marco morichini 2020-02-13 16:17:53
    ottimo
    il cospaiese 2020-02-12 22:57:02
    Missing. Stamattina purtroppo non c'era nessuno dell'Amministrazione Comunale a rendere onore ad uno dei pochi campioni sportivi che negli anni.....
    Sergio Caporicci 2020-02-12 15:03:10
    Meglio tardi che mai porgere le condoglianze alla famiglia senza polemizzare ci mancherebbe altro!