La nota del Partito Democratico di Spoleto
L’8 settembre del 1988 Pietro Conti avrebbe compiuto 60 anni se la morte improvvisa non lo avesse colto il giorno prima nella sua casa di Perugia. Conti in quel tempo era sindaco di Spoleto, città dove era nato. La sua scomparsa improvvisa sconvolse la città e l’Umbria intera. Da allora sono trascorsi 33 anni e il suo ricordo è ancora intatto nel cuore e nella mente di chi ha avuto l’onore di conoscerlo e di quanti attraverso racconti e testimonianze ne comprendono lo spessore politico e umano. Conti, primo presidente della Regione Umbria, pur sapendo di avere problemi di salute molto seri legati a una cardiopatia cronica, accettò di assumersi l’onere di guidare l’Amministrazione comunale spoletina conoscendone le difficoltà in cui si trovava. Da subito impresse un segno di modernizzazione e di impulso verso nuovi orizzonti.
Tanti gli esempi che si potrebbero fare per spiegare la sua lungimiranza e l’enorme perdita subita da Spoleto con la sua morte prematura. Un ricordo su tutti. Nell’estate precedente alla sua scomparsa introdusse la zona Ztl. Ci fu una sorta di ribellione popolare. La novità sconvolgeva abitudini centenarie e ci fu la corsa da parte di politici e dipendenti comunali ad “accaparrarsi” il permesso auto per superare la “barriera” dei divieti di accesso. Pietro Conti invece dava il buon esempio. Nonostante le sue condizioni di salute veramente precarie, parcheggiava l’auto alla base di via Monterone e a piedi, sotto la calura estiva, arrivava al palazzo comunale. In molti lo ricordano incedere con la sua innata eleganza lungo l’erta salita con la giacca in spalla. Pietro Conti, il compagno Conti, era così: coerente, leale, preparatissimo, vicino alla gente. Oggi il Partito Democratico di Spoleto ne piange la perdita nella consapevolezza che se un destino crudele non lo avesse strappato alla vita e al suo impegno per la città, oggi saremmo più uniti, più forti e consapevoli che quei valori e quell’esempio non appartengono soltanto ai ricordi.









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