Umbria dimenticata: miracoli e draghi a Todi

  • Letto 568
  • Santa Maria della Conciliazione custode eterna di due leggende cinquecentesche

    (DMN) Todi – Umbria dimenticata vi porta oggi alla scoperta di una delle più belle chiese regionali, il Tempio di Santa Maria della Consolazione a Todi.
    Questa basilica, di rilevanza internazionale, è uno dei simboli dell’architettura rinascimentale, realizzata in cento anni a partire dai primi del 1500 su progetto architettonico del Bramante.
    Costruita con una pianta centrale a forma di croce greca, presenta in corrispondenza di ogni braccio della croce, un abside, sormontato da una semicupola. Al centro una grande terrazza quadrata, sopra la quale si erge maestosa una cupola a tamburo che eleva l’edificio a circa 72 metri di altezza.
    Ben visibili all’esterno le aquile scolpite, antico simbolo della città tuderte.
    Dalla maestosità architettonica alla leggenda il passo è breve.
    Si narra che pochi anni prima dell’inizio dei lavori della basilica, si trovasse nel luogo un’edicola religiosa raffigurante la Madonna col Bambino che offriva l’anello a Santa Caterina di Alessandria. Un operaio addetto alla pulizia dell’affresco, quasi completamente cieco in un occhio, pulì il dipinto con un fazzoletto che usò poi sulla parte malata, venendo miracolosamente guarito. La voce del miracolo si sparse rapidamente, ben oltre i confini regionali, e spinse la città e le autorità ecclesiastiche alla costruzione di questo luogo di culto per rendere omaggio alla Vergine e al prodigio compiuto.
    Il dipinto originale è in parte visibile ancora dietro l’altare, mentre nei pressi dell’ingresso, troviamo una perfetta copia dell’opera.

    I misteri di Santa Maria della Consolazione non finiscono con il miracolo. In fondo alla chiesa, custodito in una teca, troviamo un gigantesco osso, appartenuto a qualche animale preistorico. Questo reperto, considerato una costola di drago, è conservato da tempo immemore nella chiesa come ringraziamento alla Vergine per aver concesso ai soldati di Todi di sconfiggere il terribile rettile che devastava la zona, proveniente dalle gole del Forello.
    Il mostro alato altro non era che il simbolo allegorico della lotta continua tra bene e male, alla fine della quale, grazie all’intervento divino, la luce ha sempre la meglio.

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    Commentiultimi pubblicati

    Maria Grazia PROIETTI 2020-07-01 16:06:49
    Io non ho capito: tre preti fra S. Giacomo e Cortaccione e uno solo per Sacro Cuore e S. Sabino?.....
    Paolo 2020-06-30 22:54:58
    Buonasera, sono un appartenente della parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata di Cortaccione, vorrei fare delle esternazioni in merito ai frequenti.....
    Moreno angeli 2020-06-29 11:02:45
    Carlo Alberto, perlomeno è rimasto il ricordo. Il ricordo di noi amici di una volta. Quello dei ragazzi di oggi,.....
    Carlo Alberto Bussoni 2020-06-29 06:56:21
    Speranze di gioventù andate tutte deluse grazie al tradimento dei sindacati, dei partiti sedicenti di sinistra. e del menefreghismo generale......
    Alexandra Almon 2020-06-26 22:57:11
    Carissimo Gianni Burli, la tua situazione sembra la fotocopia di quanto vissuto da noi negli ultimi due anni. Grazie a.....