Umbria dimenticata incontra “Art Rider”

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  • L’archeologo Andrea Angelucci, conduttore di “Art Rider”, il programma di Rai 5 sulle bellezze archeologiche ed artistiche italiane meno note e da riscoprire, ci racconta il suo legame con l’Umbria

    di Alessio Cao 

    (DMN) – Umbria dimenticata incontra Andrea Angelucci conduttore della trasmissione “Art Rider” in onda su Rai 5. Il giovane archeologo e divulgatore è da sempre legato alla nostra regione, spesso meta dei suoi viaggi. In una puntata del programma ha raccontato la Scarzuola, il museo delle mummie di Ferentillo ed incontrato l’eremita che vive in quella zona montuosa. Molti altri luoghi umbri sono oggetto di narrazione nei suoi profili social, sempre attivi e dinamici. Angelucci, con il suo linguaggio fresco, diretto e ricco di contenuti culturali, si rivolge ad un vasto pubblico con una grande presa sui giovani. Esploratore di luoghi dimenticati e dell’arte meno conosciuta, è un punto di riferimento per gli appassionati del settore.

    Buongiorno Andrea, raccontaci come e quando nasce la tua passione per l’archeologia.
    Nasce a tenerissima età, sono immerso in una famiglia da sempre appassionata di storia e archeologia. Penso già prima di saper leggere, sfogliando i libri di archeologia di mio padre e rimanendo catturato dalle foto in bianco e nero e dai disegni che una volta abbondavano in questi libri. Poi ho iniziato a divorarmeli, passando un’infanzia e un’adolescenza “particolare”, dove i familiari mi prendevano in giro perché, come un prete con il breviario, ovunque andassi portavo uno o più libri. Oggi credo che il termine adatto a descrivere tutto ciò sia “nerd”. Poi con la famiglia eravamo sempre in giro per lo stivale, quindi ho sviluppato anche l’amore per il viaggio e l’esplorazione.

    Si è appena conclusa la prima stagione di “Art Rider” il tuo programma di sei puntate, in onda su Rai 5, nel quale racconti le bellezze artistiche ed archeologiche meno conosciute d’Italia. Uno stupendo mix di arte, storia e viaggio che invoglia lo spettatore, prima a conoscere e poi a visitare questi luoghi magici del nostro territorio. Quali emozioni si provano a realizzare un programma del genere? Seguirà una seconda serie nel 2021?

    Decisamente emozionante, stare per la prima volta davanti alle telecamere e raccontare quello che di solito condivido con clienti o amici. Ma anche un profondo senso di responsabilità poiché non è facile fare divulgazione con chiarezza, puntualità e rigore scientifico senza risultare pedante. L’obiettivo è quello di arrivare a tutti, e di incuriosire tutti spronandoli ad esplorare il nostro bel paese. Abbiamo superato mille difficoltà e stiamo pensando di realizzare la seconda stagione, lottando contro tutte le incertezze che questa strana fase storica porta con sé.

    Veniamo all’Umbria, di cui sei un ottimo conoscitore ed un assiduo frequentatore. Cosa ti lega al “cuore verde d’Italia”? Quali luoghi ti hanno colpito maggiormente nella nostra regione?
    È appunto una regione straordinaria poiché, immerso in una natura splendida, c’è un patrimonio incredibilmente ricco e variegato che non ti aspetti. Ovunque trovi uno splendido borgo medievale, una pieve, un castello o un sito archeologico, il tutto così straordinariamente fuso insieme al paesaggio strepitoso di cui dicevo. Ho una casa sul confine tra Toscana ed Umbria, il paese di mia nonna, e quella è sempre la base delle mie esplorazioni nella regione. Ecco, poi una cosa che mi colpisce tantissimo è proprio il patrimonio abbandonato, da riscoprire e da salvare. In Umbria questo patrimonio è presente in concentrazione altissima, testimonianza di quanto la regione sia sempre stata importante e di quanto abbiamo da lavorare in termini di recupero e valorizzazione.

    Puoi suggerire in anteprima, ai lettori di Umbria dimenticata, qualche perla nascosta del nostro territorio da visitare?
    Assolutamente in primis la Valnerina nella sua interezza. Una valle che custodisce una quantità immensa di tesori. Ogni paese è un gioiello, ogni chiesetta un capolavoro, e si godono dei paesaggi che sembrano alpini, si incontrano luoghi dalla fortissima carica mistica. Non è un caso che custodisca ancora eremiti. Adoro poi tutta la zona intorno al Trasimeno, tra borghi e castelli, e per vicinanza alla mia base operativa la zona di Città della Pieve che custodisce anche lo straordinario borgo abbandonato di Salci, antico ducato indipendente dove ora regna il silenzio. Il mio invito è sempre lo stesso: uscire fuori dai classici percorsi turistici, scoprire anche il resto. Ogni contado, valle o montagna nasconde una perla che merita attenzione, in Umbria soprattutto. E si incontra così anche una natura generosa e rilassante.

    In questa serie hai mostrato la Scarzuola, un posto magico, onirico. In breve le tue impressioni sull’opera di Buzzi.
    Si tratta di una versione moderna dei giardini esoterici del ‘500 come quello di Bomarzo. Per molti solo un luogo eclettico da visitare per farsi magari un selfie particolare, è in realtà un viaggio dentro se stessi, una macchina per viaggiare dentro il nostro io ed evolvere interiormente. Ma è un luogo complicato, che impone una preparazione in materia esoterica per essere decriptato e Marco Solari tenta di fare, con il suo stile unico, proprio questo. Ma molti non ne afferrano il vero significato, e ne rimangono affascinati solo dall’aspetto estetico che si è straordinario, ma rappresenta davvero la punta di un iceberg fatto invece di conoscenza e significati più profondi.

    Di Ferentillo invece hai fatto conoscere al grande pubblico televisivo il museo delle mummie. Qual è il mistero di questo luogo fuori dal comune?
    Il mistero che avvolge il museo di Ferentillo è incarnato dalla domanda “perché qui tutti quei corpi così straordinariamente conservati?”. Nel nostro paese ce ne sono centinaia di antiche cripte, se non migliaia, ma davvero poche e forse nessuna è stata interessata da un fenomeno così vasto di conservazione spontanea e naturale dei cadaveri. Un luogo che va esplorato, secondo me, con il giusto approccio, considerando quei resti non come un’attrazione ma come l’opportunità di riscoprire le storie di quelle persone e per gettare luce su un passato neanche troppo lontano, con curiosità e rispetto.

    Sappiamo che tornerai prossimamente in Umbria, probabilmente organizzando delle visite guidate nella zona di Ferentillo, ricca di storia, luoghi di culto, paesi abbandonati e tracce templari. Covid 19 permettendo, in quale periodo ci saranno le visite? Come ci si può iscrivere ai tour o seguirti per avere aggiornamenti?
    Come già ho fatto in passato l’intenzione è quella di far scoprire queste meraviglie ad un pubblico attento, consapevole ed appassionato, poiché ogni volta che un cliente durante una mia visita turistica viene invaso dal mio stesso senso di stupore e meraviglia, sento di aver fatto il mio dovere. Dovere nei confronti di un patrimonio che ci è stato lasciato in eredità e che dobbiamo conservare e consegnare alle generazioni future.
    I social hanno semplificato enormemente il lavoro di organizzazione di eventi e visite culturali: chiunque quindi può partecipare alle mie iniziative trovandole pubblicizzate sui social, su Facebook e Instagram. Chi mi segue ha l’opportunità di non perdersi nulla!

     

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    carlo Bussoni 2020-11-23 07:16:54
    In effetti si tratta di via esterna delle mura. Anche io faccio sempre confusione...interna...esterna.....
    Max 2020-11-22 18:39:24
    Via Interna delle Mura si trova in un'altra parte di Spoleto, è la parallela del tratto in piano di viale.....
    Carlo Neri 2020-11-05 18:14:10
    Per 150 euro al mese, ci vada il sindaco a pulire i cessi!
    Aurelio Fabiani 2020-10-29 09:13:13
    SENZA VERGOGNA. La Destra si "intorcina" tra facce impresentabili e ipocrisie sconfinate. I due signori rappresentanti dell'estrema Destra umbra che.....
    Paolo 2020-10-25 10:49:21
    Non dimentichiamoci che oltre la casa di reclusione ci sono 2 stabilimenti a rischio e cioè lo Stabilimento Militare dove.....