Umbria dimenticata: Casa del Diavolo, storie e leggende del paese frequentato dal demonio

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  • Le tenebrose origini del nome di questo borgo umbro legate a strane presenze del passato

    di Alessio Cao

    (DMN) Perugia – Casa del Diavolo. Un toponimo sicuramente evocativo, intriso di mistero, che solletica la curiosità di ogni visitatore che si imbatta in questo paese umbro nella provincia di Perugia.
    La piccola frazione conta poco più di mille abitanti e si trova collocata a 237 metri sul livello del mare, subito dopo il capoluogo regionale, sulla strada che porta ad Umbertide.
    Le origini del nome sono celate nelle nebbie del tempo e probabilmente devono la loro oscura origine ad una serie di cause concatenate, alcune con fondamento storico ben delineato, altre più fumose ed incerte, ma comunque molto affascinanti.
    Secondo alcuni storici l’origine del nome è legato al passaggio delle truppe cartaginesi di Annibale nel 216 a.c. che causò una tale distruzione nella zona e una tale moria negli scontri contro i romani, da far valere al luogo la fama di maledetto e quindi, successivamente, di identificarlo come la dimora del male.

    Secondo altre fonti il paese era rifugio, in un passato non ben precisato, di banditi, briganti delle montagne e malfattori di vario tipo. Queste pessime frequentazioni rendevano il territorio molto pericoloso e contribuirono probabilmente a legarne il nome con il diavolo stesso. Si narra che il demonio, attirato dalla malvagità del posto, iniziò a frequentarlo e a stringere patti con gli abitanti del paese, guadagnando molte anime agli inferi. Al termine delle sue scorribande il diavolo lasciò l’abitato, gettandosi in una voragine del terreno da cui gli antichi abitanti del paese giuravano sentir venire urla terrificanti e voci soprannaturali.
    Un’altra tesi, avvalorata da reperti archeologici trovati nei pressi di Casa del Diavolo, ne fanno risalire il nome al rinvenimento di numerose urne funerarie di bambini, nati morti o defunti rapidamente, sepolti in epoca medievale, che non avendo potuto ricevere il battesimo, secondo le credenze religiose, non avevano accesso al Paradiso. Questo riconduce per molti il nome a qualche sinistro presagio, forse all’opera stessa del Diavolo che ostacola il cammino delle anime verso il Paradiso.
    Molti i misteri e le leggende legate a questo piccolo borgo umbro i cui boschi e il cui torrente si dice siano ancora frequentati da oscure, terrificanti presenze.

    Immagine da internet 

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    Carlo Alberto Bussoni 2020-04-02 17:42:47
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    Sono della Valnerina e precisamente di Sant'anatolia di Narco Perugia penso che ancora qui non ci sia nessun contagiato però.....
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    Sarebbe opportuno disinfettare le zone delle farmacie e dei supermercati,in quanto c'è sempre un grande afflusso di persone a tutte.....
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