La presidente del Tribunale di Spoleto, Dott.ssa Claudia Matteini, e il presidente dell’Ordine degli Avvocati, Avv. Pietro Morichelli, intervengono con un comunicato congiunto per replicare alle recenti valutazioni emerse sul futuro dell’ufficio giudiziario. Nel documento rivendicano l’efficienza organizzativa, i risultati conseguiti e il ruolo strategico del Tribunale per l’intera fascia centrale dell’Umbria, chiedendo al Ministero un adeguamento dell’organico proporzionato ai carichi di lavoro. Di seguito il testo integrale:
SPOLETO NON E’ UN CASO, E’ UN TRIBUNALE DELLA REPUBBLICA
Spoleto non è un caso, è un Tribunale, è il Tribunale della fascia centrale dell’Umbria, che garantisce la funzionalità e l’esistenza della Corte d’Appello e della Procura Generale di Perugia.
Il comunicato stampa diffuso qualche giorno fa dal Procuratore Generale, dopo l’audizione alla Commissione della Camera dei Deputati, merita alcune precisazioni e manca di una considerazione finale, essenziale per chiudere il quadro relativo al nostro Ufficio Giudiziario.
Premessa
L’esperienza maturata negli ultimi anni consente di affermare che il Tribunale di Spoleto, pur operando in un contesto caratterizzato da un fisiologico turnover del personale di magistratura, ha sviluppato un modello organizzativo stabile, flessibile ed efficace, capace di assicurare continuità nell’esercizio della funzione giurisdizionale e il raggiungimento di risultati pienamente soddisfacenti.
1. La specializzazione dei magistrati
Uno degli indicatori maggiormente significativi della capacità organizzativa di un ufficio giudiziario è rappresentato dal livello di specializzazione dei magistrati.
Sotto tale profilo il Tribunale di Spoleto presenta un’organizzazione ormai consolidata, che consente una netta distinzione delle competenze e una distribuzione razionale delle funzioni.
La pianta organica dell’Ufficio è composta da quindici magistrati, oltre al Presidente del Tribunale; sono inoltre previsti sei giudici onorari di tribunale.
Sebbene il Tribunale sia formalmente articolato in un’unica Sezione, tale configurazione riveste esclusivamente rilievo ordinamentale e non corrisponde all’effettiva organizzazione dell’Ufficio. Da molti anni, infatti, non esistono più ruoli promiscui.
I magistrati sono stabilmente ripartiti tra settore civile e settore penale. Quest’ultimo è composto da due magistrati addetti all’Ufficio G.I.P./G.U.P. e cinque magistrati al dibattimento, mentre il settore civile è organizzato con tre magistrati assegnati ai ruoli di civile contenzioso ordinario e cinque magistrati titolari di funzioni specialistiche nelle materie del lavoro, delle esecuzioni mobiliari e immobiliari, della famiglia e stato della persona e delle procedure concorsuali e della crisi d’impresa.
Tale modello organizzativo trova puntuale riscontro nelle Tabelle di organizzazione dell’Ufficio per il quadriennio 2026-2029, che prevedono il mantenimento delle predette specializzazioni e un’ulteriore articolazione dei ruoli del contenzioso civile ordinario mediante l’individuazione di specifiche aree di trattazione per materia.
Tali Tabelle risultano parzialmente approvate dal Consiglio Superiore della Magistratura con delibera n. 2792/2026, relativa alla pratica n. CSM-FT-VII-2025-02880, con la quale sono state approvate le Tabelle di organizzazione degli uffici giudicanti per il quadriennio 2026/2029, fatta eccezione per alcune specifiche parti per le quali è stata richiesta un’integrazione e una modifica della proposta tabellare. Le richieste formulate dal Consiglio Superiore della Magistratura, tuttavia, attengono esclusivamente a chiarimenti e precisazioni di carattere organizzativo e applicativo, non incidendo in alcun modo sull’impianto complessivo delle Tabelle, né sulla ripartizione delle competenze e sulle specializzazioni previste per i magistrati dell’Ufficio, che rimangono confermate nei termini già deliberati.
La struttura organizzativa del Tribunale consente, pertanto, un livello di specializzazione pienamente comparabile con quello di altri uffici giudiziari di analoghe dimensioni.
Con riguardo, infine, alla disciplina della composizione collegiale dell’Ufficio G.I.P., deve osservarsi come le relative problematiche non siano riconducibili alla specifica organizzazione del Tribunale di Spoleto, ma costituiscono un effetto della disciplina normativa introdotta dalla recente riforma processuale, destinato ad interessare tutti gli uffici aventi una pianta organica di analoghe dimensioni, pari a circa trenta tribunali sul territorio nazionale.
2. La consistenza dell’organico
La valutazione dell’efficienza di un ufficio giudiziario non può prescindere dall’analisi della situazione dell’organico e delle modalità con cui vengono affrontati i fisiologici avvicendamenti del personale.
Sotto tale profilo occorre evidenziare che, allo stato attuale, tutti i posti previsti dalla pianta organica del Tribunale di Spoleto risultano coperti, sia mediante assegnazione di magistrati ordinari di nuova nomina, sia attraverso le ordinarie procedure di trasferimento.
È indubbio che l’Ufficio sia stato interessato, negli ultimi anni, da un elevato turnover dei magistrati, fenomeno che accomuna numerosi tribunali di medie dimensioni. Tuttavia, tale circostanza non ha mai determinato situazioni di paralisi organizzativa né compromesso la continuità dell’attività giurisdizionale.
Le scoperture temporanee sono state costantemente fronteggiate mediante tempestive variazioni tabellari, redistribuzione dei ruoli e rimodulazione delle competenze, assicurando la trattazione delle urgenze, la continuità dei processi e la definizione dei procedimenti più risalenti.
L’impegno richiesto ai magistrati in servizio è stato certamente significativo, ma ha consentito all’Ufficio di garantire il regolare esercizio della funzione giurisdizionale senza pregiudicare l’efficienza complessiva dell’organizzazione.
A fronte di flussi di lavoro in ingresso almeno pari, se non superiori in alcuni settori, a quelli del vicino Tribunale di Terni, la dotazione organica prevista dal Ministero si rivela assai sottodimensionata quanto ai magistrati assegnati (16 giudici contro 20, 6 Pubblici Ministeri contro 8) edaltrettanto può dirsi quanto al personale amministrativo.
3. L’autonomia organizzativa dell’Ufficio
Particolare rilievo assume anche la capacità dell’Ufficio di far fronte alle proprie esigenze organizzative mediante un’efficace gestione delle risorse interne.
Sotto tale profilo il Tribunale di Spoleto ha sempre operato in condizioni di piena autonomia organizzativa, affrontando le criticità derivanti dal turnover del personale attraverso strumenti ordinari di organizzazione dell’attività giudiziaria.
Nel corso degli ultimi anni non sono mai state richieste applicazioni ordinarie di magistrati provenienti da altri uffici del distretto, né integrazioni di personale amministrativo finalizzate a sopperire a carenze strutturali dell’Ufficio.
L’unica applicazione di un magistrato della pianta organica flessibile distrettuale ha riguardato la sostituzione nei casi di assenza per maternità, situazione, questa, tutelata a vari livelli.
L’esperienza dell’Ufficio dimostra, al contrario, che le esigenze organizzative sono state costantemente affrontate mediante una razionale redistribuzione delle risorse disponibili, senza determinare ricadute sull’organizzazione degli altri uffici del distretto.
4. L’assetto territoriale del circondario
L’attuale configurazione territoriale del circondario del Tribunale di Spoleto discende dalle scelte operate dal legislatore nell’ambito della riforma della geografia giudiziaria introdotta con il decreto legislativo n. 155 del 2012 e costituisce, pertanto, un dato ordinamentale che prescinde dall’organizzazione del singolo Ufficio.
Nel corso degli anni il Tribunale ha operato assicurando uniformità di trattamento dell’utenza sull’intero territorio di competenza, in un contesto regionale caratterizzato da un tessuto economico, sociale, produttivo e istituzionale sostanzialmente omogeneo, senza che emergano significative disomogeneità tali da incidere sull’amministrazione della giustizia.
Parallelamente, l’Ufficio ha promosso ogni iniziativa idonea ad avvicinare il servizio giustizia ai cittadini, aderendo al progetto degli Uffici di Prossimità, volto a facilitare l’accesso ai servizi giudiziari, con particolare riguardo ai soggetti fragili e alle categorie maggiormente esposte a situazioni di vulnerabilità; con il risultato di aver recentemente contribuito all’apertura dell’unico di tali Uffici nella Regione, a Todi, mentre sono di prossima apertura quelli di Deruta, dell’Unione delle Terre dell’Olio e del Sagrantino e di Cannara. L’esperienza maturata in altri distretti dimostra come tali strumenti possano efficacemente integrare l’organizzazione dell’Ufficio, consentendo di mantenere elevati livelli di accessibilità del servizio anche nell’ambito dell’attuale configurazione territoriale.
E’ inoltre assai attiva la collaborazione del Tribunale e dell’Ordine con tutti i territori del Circondario, con i professionisti, le amministrazioni locali, i servizi sociali e le forze di polizia.
Infine l’attuale assetto territoriale del Tribunale di Spoleto ha consentito tanto di sgravare gli uffici giudiziari di Perugia, assai appesantiti da un rilevante volume di affari, di un importante carico di lavoro, quanto di alleviare il problema del traffico viario verso il capoluogo di Regione, che costituisce uno dei problemi che affliggono tale città, in tal modo facilitando l’utenza in termini di tempi di accesso e di costi del servizio.
5. Le performance dell’Ufficio
L’indicatore più significativo dell’efficienza di un ufficio giudiziario resta rappresentato dai risultati concretamente conseguiti.
Sotto tale profilo il Tribunale di Spoleto ha costantemente fatto registrare risultati pienamente soddisfacenti, nonostante il frequente turnover dei magistrati e le inevitabili difficoltà organizzative che ne sono derivate.
I dati statistici, sia quelli ordinariamente rilevati dal Ministero della Giustizia sia quelli elaborati nell’ambito del monitoraggio degli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, evidenziano risultati positivi sia nella progressiva riduzione dell’arretrato civile sia nel costante miglioramento dell’indicatore relativo al Disposition Time del settore penale.
Anche i dati relativi alla produttività individuale dei magistrati confermano l’efficienza dell’organizzazione dell’Ufficio, attestandosi su valori medi di circa 150 sentenze annue per magistrato, sostanzialmente in linea, e in taluni casi superiori, a quelli registrati negli altri Tribunali del distretto.
I risultati conseguiti testimoniano come il Tribunale di Spoleto abbia saputo coniugare la continuità dell’attività giurisdizionale con un’elevata produttività, perseguendo con costanza gli obiettivi di riduzione dei tempi di definizione dei procedimenti e di smaltimento dell’arretrato.
Conclusioni
L’analisi dei principali indicatori organizzativi evidenzia un quadro complessivamente positivo.
Il Tribunale di Spoleto dispone di un’organizzazione fondata sulla stabile specializzazione delle funzioni, su un’efficace gestione delle risorse umane, su una piena autonomia organizzativa e su un modello di lavoro che ha consentito di conseguire risultati di rilievo sotto il profilo della produttività e dell’efficienza.
Le criticità che nel tempo hanno interessato l’Ufficio, riconducibili principalmente al frequente turnover dei magistrati, sono state affrontate attraverso strumenti organizzativi idonei ad assicurare la continuità del servizio, senza incidere sulla qualità della risposta giudiziaria né sul conseguimento degli obiettivi istituzionali.
I risultati conseguiti negli ultimi anni confermano che l’Ufficio è stato in grado di assicurare elevati livelli di efficienza, continuità del servizio e qualità della risposta giudiziaria, valorizzando al massimo le risorse disponibili e perseguendo con efficacia gli obiettivi istituzionali affidati all’amministrazione della giustizia.
Dalle considerazioni sopra svolte deriva che il Tribunale di Spoleto diventa un “caso” da attenzionare solo nella misura in cui rimane l’unico Tribunale sul territorio nazionale ad avere in organico 15 magistrati ed un Presidente ed essere ancora privo del Presidente di sezione e del Dirigente amministrativo.
Per questo il lavoro svolto nel tempo dai Capi dell’Ufficio e dall’ Ordine degli Avvocati è stato costantemente rivolto a richiedere al Ministero di riconoscere, sulla base dei dati numerici, la reale importanza del Tribunale di Spoleto e conseguentemente di dotarlo di un organico adeguato e proporzionato alle sue esigenze, pari a quello degli altri uffici di analoghe dimensioni territoriali, di popolazione e di carichi di lavoro, come ad esempio il Tribunale di Terni.
Dott.ssa Claudia Matteini, Presidente del Tribunale di Spoleto
Avv. Pietro Morichelli, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Spoleto





























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