Difesa dei Tribunali di Spoleto e Terni, tutela della Corte d’Appello di Perugia e salvaguardia dell’intero assetto giudiziario umbro. L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità la proposta di risoluzione “Tutela della geografia giudiziaria umbra e salvaguardia dei Tribunali di Terni e Spoleto”, elaborata dalla Prima commissione di Palazzo Cesaroni.
L’atto impegna la Giunta regionale a rappresentare nelle sedi istituzionali competenti “la necessità di salvaguardare l’attuale assetto della geografia giudiziaria umbra”, garantendo la permanenza e il pieno funzionamento dei tribunali di Spoleto e Terni, oltre alla Corte d’Appello di Perugia, con particolare attenzione anche al potenziamento degli organici per assicurare continuità ed efficienza dei servizi giudiziari.
Al centro del dibattito politico e istituzionale c’è soprattutto il futuro del Tribunale di Spoleto, considerato presidio strategico per un vasto territorio e per un bacino di circa 220mila abitanti. Durante la discussione in Aula, il relatore di maggioranza Francesco Filipponi (Pd) ha sottolineato come il documento nasca dalla necessità di difendere un sistema giudiziario “vicino, efficiente e adeguato alle esigenze delle comunità umbre”.
Filipponi ha ricordato che alcune ipotesi di riorganizzazione avanzate a livello nazionale, basate su criteri numerici relativi agli organici, potrebbero coinvolgere anche il Tribunale di Spoleto, evidenziando il ruolo fondamentale svolto dal presidio spoletino, anche attraverso l’attività dell’Ufficio di sorveglianza su istituti penitenziari particolarmente complessi.
“La proposta nasce dalla considerazione della centralità dei presidi giudiziari locali: i Tribunali di Terni e Spoleto rappresentano un presidio essenziale di legalità, sicurezza e accesso alla giustizia per cittadini, imprese e territori”, ha dichiarato Filipponi, ricordando inoltre gli effetti della riforma del 2012 che aveva già ridotto la presenza degli uffici giudiziari in Umbria.
Il consigliere ha evidenziato anche il principio di prossimità della giustizia, sottolineando che la distanza dagli uffici giudiziari comporta “maggiori costi, tempi più lunghi e difficoltà concrete per cittadini e operatori”, ribadendo che la geografia giudiziaria non può essere valutata esclusivamente attraverso parametri numerici, ma deve tenere conto delle caratteristiche territoriali e sociali dell’Umbria.
Di particolare rilievo l’intervento della relatrice di minoranza Donatella Tesei (Lega), che ha richiamato la storica battaglia istituzionale del 2012 per mantenere operativo il presidio spoletino.
“Avevo chiesto al consigliere Filipponi di riportare in commissione la sua mozione che riguardava solo il tribunale di Terni perché volevo ragionare sul sistema generale umbro. La riforma del 2012 ci ha visti protagonisti di una battaglia per salvare il tribunale di Spoleto, che è propedeutico all’autonomia della Corte di appello di Perugia. Quindi il discorso riguarda tutta l’Umbria. A quella mozione si era aggiunta la mozione del consigliere Lisci proprio sul tribunale di Spoleto. Credo che siamo riusciti a fare un buon lavoro in commissione. Oggi però non possiamo dimenticare che la proposta viene dall’Associazione nazionale dei magistrati e non ha coinvolto per nulla il governo nazionale. Nel 2012 c’era una proposta di legge del governo. La proposta dell’Anm va respinta con forza. Anche perché nel governo non c’è alcuna intenzione di andare in questa direzione. Pensare ad altre riduzioni significherebbe svuotare di contenuti l’amministrazione della giustizia in questa Regione. Il governo ci ha offerto ampie rassicurazioni che non intende toccare le circoscrizioni, e in particolare quella dell’Umbria. Il passo successivo è assecondare le richieste dei tribunali sulla carenza di personale. Ringrazio il presidente Filipponi per la disponibilità”.
Nel dibattito è intervenuta anche Laura Pernazza (FI), che ha sottolineato il lavoro condiviso svolto in Commissione per arrivare a un testo unitario.
“Abbiamo lavorato unitariamente e convintamente ad un atto che ha posto rimedio ad una mozione che era parziale e si esprimeva solo sul tribunale di Terni. Abbiamo dato un’ulteriore apertura inserendo una mozione che era stata protocollata ma non calendarizzata. Quando ci saranno casi analoghi mi auguro che troveremo la stessa apertura. La mozione era parziale perché si era dimenticata di Spoleto. Non si citava la posizione del governo con le prese di posizione del sottosegretario Prisco e dell’onorevole Nevi. Vorrei sottolineare la differenza tra l’apertura della minoranza nel lavorare ad un testo condiviso e chi invece porta avanti posizioni unilaterali e punta a prendersi il protagonismo su cose che non c’erano”.
Nel corso del confronto è intervenuto anche Stefano Lisci (Pd), che ha ribadito il valore della battaglia portata avanti negli anni per il mantenimento del Tribunale di Spoleto.
“Il motivo per cui non abbiamo presentato la mozione insieme è che volevo dare merito al grande lavoro svolto nel 2012 dall’avvocato Domenico Benedetti Valentini per salvare il tribunale di Spoleto. L’intenzione era collaborare insieme per portare in Aula una mozione unitaria. Non ho posto alcun problema ad accorparle. A me interessa solo che le cose vadano bene e che venga dato il giusto riconoscimento a chi fece un ottimo lavoro per salvare il tribunale di Spoleto”.
L’approvazione unanime della risoluzione rappresenta dunque un segnale politico forte e condiviso da tutte le forze presenti in Consiglio regionale: il Tribunale di Spoleto viene considerato un presidio indispensabile per il territorio, per l’accesso alla giustizia e per l’equilibrio dell’intero sistema giudiziario umbro.


























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