Spoleto si ferma per l’ultimo saluto al Magistrato Gianfranco Riggio

Commozione e profondo rispetto nell’Aula della Corte d’Assise di Spoleto, dove Tribunale, Procura della Repubblica e foro locale hanno reso un solenne omaggio alla memoria del dottor Gianfranco Riggio, già Procuratore Capo, scomparso nei giorni scorsi all’età di 85 anni. Una figura di altissimo profilo istituzionale, ricordata unanimemente per il rigore morale, il prestigio professionale e l’impegno instancabile nella lotta agli illeciti e alla criminalità organizzata.

Nel corso della commemorazione, il Presidente dell’Ordine degli Avvocati, Pietro Morichelli, ha tracciato un ricordo intenso, sottolineando non solo la caratura giuridica del magistrato, ma anche lo stile sempre equilibrato e rispettoso che ha contraddistinto la sua azione. Particolare rilievo è stato dato al rapporto con l’avvocatura, definito esemplare per correttezza, dialogo e collaborazione, elementi che hanno contribuito a rafforzare il sistema giustizia nel territorio spoletino.

Parole di grande stima anche da parte dell’avvocato Domenico Benedetti Valentini, che ha espresso il cordoglio del Consiglio Giudiziario Distrettuale, evidenziando come la memoria di Riggio debba restare viva e riconoscente. Un magistrato di alto merito, capace di distinguersi nella difesa della legalità, ma anche un uomo profondamente umano, segnato da una vita intensa, fatta di successi e difficoltà affrontate con straordinaria forza d’animo.

Alla commemorazione si è unita con sincera partecipazione anche la Presidente del Tribunale, Claudia Matteini, che ha ricordato il collega come una figura benemerita delle istituzioni. Nel suo intervento ha voluto sottolineare un dettaglio particolarmente significativo: la scelta di Riggio di essere sepolto nelle colline di Todi, luogo al quale era profondamente legato e dove aveva vissuto a lungo durante gli anni alla guida della Procura di Spoleto.

La cerimonia si è conclusa con un minuto di silenzio osservato all’apertura dell’udienza collegiale penale, un momento di raccoglimento che ha unito magistrati, avvocati e presenti nel ricordo di un uomo che ha lasciato un segno indelebile nella storia giudiziaria e civile del territorio. Un’eredità fatta di valori, dedizione e senso dello Stato che continuerà a rappresentare un punto di riferimento per le future generazioni.