Riceviamo e pubblichiamo integralmente:
Il Consiglio comunale di ieri ha confermato, ancora una volta, come una parte della minoranza
continui a utilizzare il tema della sanità e dell’ospedale “San Matteo degli Infermi” come terreno di
pura propaganda politica, ignorando volutamente il lavoro serio e responsabile avviato negli ultimi
mesi a livello comunale e regionale.
Una mozione riproposta in modo strumentale, già superata dai fatti e dagli atti, che ha avuto
come unico obiettivo quello della provocazione politica, come peraltro ammesso dagli stessi
firmatari, producendo solo confusione e divisioni all’interno della minoranza stessa.
Nel corso del dibattito, il Partito Democratico ha riportato la discussione sul terreno della verità e
dei risultati concreti.
La consigliera Arianna Panetti ha ricordato come la salute rappresenti il presupposto
fondamentale della libertà dei cittadini e un diritto costituzionale che, durante l’emergenza Covid,
la comunità spoletina ha difeso pagando un prezzo altissimo. La temporanea riconversione
dell’ospedale, avvenuta in nome della solidarietà nazionale, è stata seguita però da anni di
immobilismo e di scelte penalizzanti da parte della precedente giunta regionale di centrodestra
guidata da Tesei, che ha mancato le promesse di pieno ripristino dei servizi, mortificando il ruolo
strategico del San Matteo degli Infermi in un territorio complesso, montano e segnato dal sisma.
Panetti ha sottolineato come, grazie all’impegno della nuova giunta regionale guidata da Stefania
Proietti e al lavoro del consigliere regionale Stefano Lisci, presidente della Commissione speciale
PNRR Missione 6 Salute, nell’ultimo anno sia finalmente iniziata una vera inversione di rotta, con
investimenti infrastrutturali, riaperture, potenziamenti e nuove assunzioni.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla nuova Casa della Comunità di via Manna, inaugurata il 9
gennaio scorso, fulcro della riforma della sanità territoriale prevista dal PNRR. Un presidio di
prossimità che rafforza la presa in carico dei cittadini, in particolare delle persone fragili e dei loro
familiari, e che rappresenta un salto di qualità concreto nei servizi socio-sanitari del territorio, reso
possibile grazie a un finanziamento complessivo di 330 mila euro di fondi PNRR.
Nel corso del dibattito è intervenuta anche la consigliera Lleshay, che ha ripercorso con chiarezza
l’intera vicenda dell’ospedale di Spoleto: dalla chiusura durante l’emergenza Covid, alle promesse
mai mantenute dalla giunta regionale Tesei sul pieno ripristino dei servizi, fino al netto cambio di
passo avviato con l’insediamento della giunta Proietti. Un intervento che ha riportato la
discussione sui fatti e sulle responsabilità politiche, smontando il tentativo della destra di
riscrivere la propria storia.
Il presidente Trippetti ha inoltre informato il Consiglio comunale dell’attività del Comitato Percorso
Nascita regionale, nel quale è presente in qualità di tecnico, che sta attualmente esaminando la
relazione del Direttore Generale Noto relativa alla richiesta di deroga per la riapertura del punto
nascita di Spoleto. La relazione – ha spiegato – è estremamente dettagliata e ben articolata e
pone con particolare attenzione il tema del disagio orogeografico e delle distanze che separano
alcuni comuni della Valnerina dai presidi ospedalieri di riferimento. Aspetti che, questa volta, sono
evidenziati in maniera puntuale e precisa, a differenza della precedente richiesta di deroga, nella
quale mancavano addirittura comuni importanti come Norcia.
Il consigliere Lucentini, forte della sua esperienza diretta come infermiere all’interno del San
Matteo degli Infermi, ha offerto una testimonianza concreta e non ideologica del cambiamento in
atto. Oggi l’ospedale è nuovamente frequentato, i medici si trovano, i servizi tornano a funzionare.
Lucentini ha inoltre sottolineato l’importanza del lavoro in corso sul nuovo Piano Sanitario
Regionale, che per la prima volta restituisce una visione chiara e una prospettiva strutturata per il
futuro dell’ospedale di Spoleto all’interno della rete sanitaria umbra.
Nel suo intervento conclusivo, la consigliera Vania Buffatello, nella dichiarazione di voto, ha
ribadito con chiarezza le ragioni del voto contrario del Partito Democratico alle mozioni della
minoranza: documenti che partono da premesse sbagliate, ignorano deliberatamente il lavoro già
avviato e rimuovono le gravi responsabilità delle scelte passate della giunta Tesei. Buffatello ha
ricordato, tra l’altro, gli interventi in corso al pronto soccorso, con un investimento complessivo di
1,3 milioni di euro, e le azioni messe in campo per rendere nuovamente attrattivo l’ospedale per le
professionalità sanitarie. Un voto contrario che non significa chiusura, ma disponibilità a una
programmazione seria, sostenibile e realmente vicina ai bisogni dei cittadini, nel segno di una
sanità pubblica, universale e di prossimità.
Sul punto nascita, la posizione del Partito Democratico è sempre la stessa: bene alla riattivazione,
come promesso dalla presidente Proietti, purché siano presenti tutte le condizioni di sicurezza
esistenti prima della scellerata chiusura operata dalla giunta regionale Tesei.
Il Partito Democratico di Spoleto respinge con forza le polemiche e le sceneggiate di chi oggi
tenta di riscrivere la storia. I fatti parlano chiaro: mentre la destra chiudeva, prometteva e non
manteneva, oggi si riapre, si investe e si ricostruisce. La salute non è una bandierina elettorale,
ma una responsabilità collettiva verso i cittadini. Su questo terreno il Partito Democratico
continuerà a lavorare, con serietà e concretezza.









Lascia un commento