Sanità e ospedale, importante dibattito alla Festa dell’Unità

 “L’ospedale di Spoleto deve mantenere il ruolo di DEA di primo livello nel prossimo Piano sanitario regionale”. Lo hanno affermato all’unisono i rappresentanti istituzionali nazionali, regionali e comunali che hanno dato vita all’incontro sul tema, “Sanità umbra: quale futuro per i territori?”.  Sull’argomento si è infatti incentrata la seconda giornata della Festa dell’Unità del Pd di Spoleto in corso nell’area di comunità di Baiano. E’ stato il consigliere regionale Stefano Lisci, Presidente della Commissione PNR Regione Umbria, nonché segretario del Pd di Spoleto a introdurre il tema dal forte impatto sociale. “Spoleto – dichiara – è finalmente uscita da un isolamento politico che durava da anni.

E’ motivo di grande soddisfazione non solo per il Pd, ma per la città aver visto nei due giorni iniziali partecipare alla nostra Festa esponenti di spicco del nostro partito e di altre forze del centrosinistra come il capogruppo del Comune di Terni Spinelli, il vicesindaco di Cascia Emili, il consigliere comunale Sellano Casiccio, di Castel Ritaldi Ugolini ed Erbaioli, l’assessore di Campello Bravi, i sindaci di Vallo di Nera Agnese Benetti e di Sant’Anatolia Tullio Fibraroli. Una testimonianza di attenzione è arrivata dai 5 Stelle da Ora Spoleto e Spoleto 2030 che hanno preso parte numerosi dell’iniziativa”.
Entrando nel tema sanità, Lisci evidenzia i lavori quasi ultimati al pronto soccorso del San Matteo degli Infermi che “diventerà un fiore all’occhiello con due nuove postazioni di terapia intensiva e sei di subintensiva”. Lisci inoltre annuncia che “grazie al lavoro della III Commissione regionale sarà portata all’attenzione dell’Assemblea legislativa umbra una risoluzione votata all’unanimità che prende spunto dalle istanze presentate dai comitati spoletini rispetto al ripristino e alla funzionalità dei reparti dell’ospedale antecedenti alla chiusura per Covid”.
Protagonisti del tavolo dei relatori, davanti a circa 200 partecipanti in rappresentanza di Comitati, sindacati, associazioni,  rappresentanti istituzionali e semplici cittadini,  sono stati l’on. Marina Sereni (Responsabile Salute e Sanità nella Segreteria nazionale del Pd), Luca Simonetti, rappresentante di spicco del Movimento 5 Stelle (Presidente della III Commissione sanità, sociale e cultura della Regione), Maria Grazia Proietti, medico, consiglier regionale e membro della stessa III Commissione, Marco Trippetti, Presidente del Consiglio Comunale di Spoleto, Guerrino Lucentini, Presidente della Commissione sanità del Comune di Spoleto, il dott. Elio Giannetti Presidente dell’Associazione AMATI e l’ing. Paolo Di Loreto già Direttore della sanità Regione Umbria
L’on. Marina Sereni ha aperto i lavori disegnando un quadro nazionale desolante. “A dispetto degli slogan propinati da questo Governo di centrodestra – ha chiarito Sereni – l’Italia investe il 6,1% del Pil per la sanità quando la media europea è del 7%. Il Covid ha scoperchiato un problema: abbiamo impoverito la sanità per risparmiare. Questo Governo sta smantellando il servizio sanitario nazionale universalistico a favore di un sistema dove il privato sta sempre più mettendo mano alle tasche degli italiani. I dati parlano chiaro, attraverso le convenzioni, lo Stato eroga 41 miliardi l’anno ai privati. Siamo ad un crinale – ha ammonito -: salvare il sistema nazionale o abbandonarlo a favore del ricorso alle assicurazioni, avvicinandoci sempre più al modello americano o di altri Paesi i cui cittadini non hanno la garanzia della salute come patrimonio collettivo. Dobbiamo come Pd riconnetterci con il nostro popolo. Il punto politico è proprio questo: stare dalla parte dei più deboli affrontando i temi concreti. Dobbiamo invertire la rotta rispetto alla crescita delle disuguaglianze sociali e territoriali.”
“Risulta chiaro che la sanità è centrale per i cittadini – ha detto Maria Grazia Proietti – Per vincere le elezioni si devono dare risposte concrete. Spoleto è una realtà che deve trovare risposte nel Piano sanitario regionale. Non mi sfugge la mobilitazione di migliaia di cittadini di Spoleto, del comprensorio e della Valnerina per il mantenimento dello status di Dipartimento di emergenza-urgenza, fondamentale per garantire il diritto alla salute e pari dignità a un territorio fortemente penalizzato da eventi sismici, orografia e invecchiamento della popolazione. L’ospedale di Spoleto ha avuto grandi professionisti e una storia che non si può ignorare. La struttura sanitaria di Spoleto va garantita – ha detto ancora Proietti – non solo per il bene di questo territorio, ma per tutta l’Umbria”.
“Abbiamo sperimentato sulla nostra pelle quello che era il programma elettorale del centrodestra – ha incalzato Di Loreto – trasferire risorse ai privati a discapito della sanità pubblica. Occorreva trovare i fondi necessari e la soluzione è stata quella di depotenziare l’ospedale di Spoleto. Oggi assistiamo a 10mila e 500 pazienti umbri che non si sono potuti ricoverare nei nostri ospedali della nostra regione rivolgendosi ad altre realtà. Una mobilità passiva da 40 milioni. Un tracollo economico dal quale possiamo lentamente riprenderci ripristinando la rete ospedaliera e dei servizi come era prima”.
Luca Simonetti è stato chiaro: “Siamo consapevoli del diritto alla salute di questa città che insieme alla Valnerina fa parte del cratere, motivo in più per avere la massima attenzione. E’ una questione che sta a cuore a tutti e sulla quale c’è il massimo impegno da parte nostra anche per i dati che ci giungono proprio da questo territorio dove il disagio giovanile sta aumentando in maniera preoccupante sia sul fronte delle dipendenze che del disagio psicologico e delle malattie mentali. Occorrono scelte coraggiose a difesa della sanità pubblica”.
Trippetti ha ribadito con forza il principio del diritto alla salute ricordando la scomparsa di Emma Bonino paladina della difesa dei diritti fino all’ultimo giorno della sua vita. “Un territorio – ha dichiarato Trippetti – si regge su tutti i servizi, se ne crolla uno a cascata cadono anche gli altri. Se arretriamo sul sociosanitario arretriamo nello sviluppo e nella crescita. L’ospedale deve rimanere assolutamente DEA di primo livello”. Lucentini ha sottolineato come a minare le certezze sul futuro dell’ospedale di Spoleto è stata la precedente giunta di centrodestra guidata dalla Tesei che nell’ottica della privatizzazione della sanità decise di chiudere il San Matteo degli Infermi destinandolo a ospedale Covid. “Oggi – ha concluso – alcune delle nostre richieste hanno trovato una risposta, ma non basta dobbiamo rivendicare ancora il nostro sacrosanto diritto alla salute”.
Infine il dottor Giannetti ha presentato un progetto sulla prevenzione dalle malattie sottolineando che la salute è uno stato di benessere che dobbiamo conservare prima che si rompa.  Tale scopo insieme ad un team di professionisti, il primo in Umbria, ha elaborato un protocollo multimodale che rappresenta un modello avanzato ed efficace nella prevenzione di malattie sempre più diffuse e penalizzanti sia per i bambini e i giovani che per gli anziani.
A chiusura dell’incontro il sindaco di Spoleto,  Andrea Sisti ha portato i saluti istituzionali.

Comunicato stampa del Partito Democratico