Riceviamo e pubblichiamo integralmente:
Difatti, la compagine spoletina di centrodestra ha presentato in discussione un documento che non solo si è rivelato poco utile e privo di contenuti concreti, dato che si limita a richiamare quanto già previsto nelle linee di mandato regionali, ma che è anche stato definito dagli stessi consiglieri firmatari un atto provocatorio. Una scelta che ha trasformato la massima assise cittadina in un luogo di scontro politico sterile, anziché in uno spazio di confronto serio e responsabile.
Dopo oltre tre ore di dibattito, l’unico risultato è stato la totale disgregazione dell’intera minoranza consiliare, con esiti di voto tra loro incoerenti: contrari, astenuti e persino l’abbandono dell’aula. Un epilogo che rappresenta una brutta pagina per il Consiglio Comunale e che smaschera la mera intenzione di creare clamore attraverso una goffa e debole propaganda.
Tutto ciò, tra l’altro, avviene in un momento particolarmente delicato: la fase di elaborazione il nuovo Piano Regionale Socio-Sanitario, che la giunta regionale di Stefania Proietti si è posto come primissimo obiettivo di governo e nel quale Spoleto dovrebbe presentarsi unita e determinata nel rivendicare il ruolo e le funzioni del proprio ospedale.
Invece, il centrodestra spoletino ha confermato ancora una volta il proprio approccio ambiguo sul tema del San Matteo degli Infermi, mostrando difficoltà nel prendere realmente le distanze dalle pessime scelte dell’ex Giunta regionale Tesei e tentando, senza successo, di recuperare una presunta “verginità politica” attraverso operazioni di facciata. Un tentativo che riteniamo totalmente fallito.









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