“Progetti come ‘Energia Montebibico’ e ‘Energia della Valnerina’, che prevedono la realizzazione in totale di 16 pale eoliche alte oltre 200 metri tra Spoleto, Vallo di Nera e Sant’Anatolia di Narco (coinvolgendo anche i territori di Scheggino e Ferentillo), per i quali è in corso la Valutazione di impatto ambientale presso il Ministero dell’Ambiente, sono delle vere e proprie mostruosità”. Lo evidenzia il consigliere regionale Stefano Lisci (Pd) che mercoledì ha partecipato ad un incontro pubblico a Sant’Anatolia di Narco. Oltre al sindaco del comune ospitante, Tullio Fibraroli, erano presenti quelli di Vallo di Nera Agnese Benedetti (con la vice Simona Laureti), di Ferentillo Elisabetta Cascelli, di Scheggino Fabio Dottori (con l’assessore Stefania Mercantini), il consigliere comunale di Spoleto Enrico Morganti, mentre il sindaco Andrea Sisti era in videocollegamento. Tra il folto pubblico c’erano rappresentanti dei comitati locali, professionisti e singoli cittadini.
“All’unanimità – aggiunge Lisci – è emersa la forte contrarietà a questi impattanti progetti che non servono al territorio, ma lo devasterebbero soltanto. Quello che stiamo facendo in Seconda commissione regionale, su input dell’assessore Thomas De Luca, è approvare nel più breve tempo possibile la legge regionale sulle aree idonee, che ha l’obiettivo di raggiungere l’autonomia energetica dell’Umbria tutelando il territorio e conservando l’identità culturale locale. Siamo assolutamente a favore delle energie rinnovabili, ma vogliamo che vengano sviluppate in primis in aree compromesse e senza distruggere il paesaggio come avverrebbe invece con questi progetti devastanti”.
“Dopo l’avvio dell’iter, nel mese di luglio, per il progetto del parco eolico nell’area di Montebibico, con la realizzazione di 8 aerogeneratori nel territorio comunale di Spoleto, che ha visto circa 40 osservazioni contrarie ad esso, con l’obiettivo di ottenere un esito negativo della valutazione di impatto ambientale, – ripercorre il consigliere regionale Stefano Lisci – entro il 20 agosto sarà possibile presentare le osservazioni contro il secondo progetto (che come il primo prevede una centrale di trasformazione a Ferentillo) quello denominato “Energia della Valnerina”, che interessa il monte Galenne e il monte Pianciano, tra Bazzano di Spoleto, Vallo e Sant’Anatolia”.
“Al di là dell’impatto paesaggistico di pale eoliche alte circa 200 metri sui nostri monti, – spiega Lisci – vanno ricordate anche le conseguenze negative e permanenti per l’ambiente: gli aerogeneratori hanno bisogno di scavi imponenti, di basamenti in cemento armato e ferro, di piazzole di stoccaggio grandi come campi da calcio. Per non parlare della loro dismissione, che prevede solo la rimozione della parte sommitale dei plinti di fondazione. Non da meno è la distruzione che comporterebbe alle attività agricole e zootecniche presenti nelle aree interessate. Nello specifico, ben 5 delle 8 pale eoliche del progetto ‘Energia della Valnerina’ ricadono nel territorio di un’azienda agricola spoletina con 40 anni di storia e che conta 400 capi di bestiame, che sarebbe destinata a chiudere”.
“Nell’incontro di ieri – conclude il consigliere regionale del Pd – sono emersi diversi elementi che potrebbero contrastare la realizzazione delle pale eoliche: il progetto non prende in considerazione aree storiche ed archeologiche, come il castelliere di monte Pianciano; gli usi civici esistenti su molti terreni; l’area del parco fluviale del Nera; non dimenticando che si tratta di area sismica e che potrebbe essere interessata da vincoli idrogeologici. Soprattutto non tiene conto realisticamente del trasporto al sito degli aerogeneratori e delle curve di livello esistenti. Su questi fatti e su altri su cui sono al lavoro i tecnici dei Comuni e dei comitati verranno nei prossimi giorni presentate le osservazioni alla procedura di impatto ambientale”.





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