Ponte Sanguinario, Ora Spoleto risponde a Sergio Grifoni

  • Letto 427
  • “Ecco perché non condividiamo il suo appello”

    Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

    LA DISTANZA TRA IL GUARDARE E IL VEDERE (E IL COMPRENDERE LA NATURA DEI LUOGHI) È UN FATTO CULTURALE CHE COINVOLGE MOLTEPLICI ASPETTI.


    Perché non condividiamo l’appello a rivedere il progetto di piazza della Vittoria rivolto dal Consigliere Grifoni al Sindaco.

    La lettera aperta del Consigliere Grifoni, che lancia un accorato appello al Sindaco invitandolo a riconsiderare il progetto di sistemazione di piazza della Vittoria riportando alla luce il Ponte sanguinario, merita alcune riflessioni. La proposta di riportare alla luce l’antico Ponte romano non è né nuova né originale. Ha una sua forza seduttoria ma è oggettivamente una operazione discutibile sul piano delle idee e tecnicamente assai complessa, onerosissima in termini di costi ma, soprattutto, comporta uno sconvolgimento dell’assetto viario esistente, della micro rete commerciale e della fisiologia umana e sociale di piazza della Vittoria.
    Quando fu ricostruita nel secondo dopoguerra la porta Leonina distrutta dai bombardamenti, il progetto degli architetti Zonca e Milani prevedeva effettivamente la scopritura del ponte, ma la proposta fu abbandonata per la sua collocazione che avrebbe comportato una forte limitazione alla fruizione pedonale e carrabile dello spazio antistante la nuova Porta. La recente proposta del Rotary club presentata dal geometra Rodolfo Valentini riprende l’idea di Zonca e Milani ma ripropone tutti i problemi che portarono alla non realizzazione del progetto dei due architetti milanesi con l’aggravante dell’accresciuto aumento dei flussi di traffico in entrata e in uscita.
    Riscoprire il Ponte la cui posizione traslata verso la piazza in corrispondenza dell’arco di sinistra (per chi la sottopassa per entrare nella parte più antica della città venendo dalla via Flaminia) costituirebbe dunque un intralcio non solo per la fruibilità e vivibilità della piazza, ma creerebbe inoltre problemi notevoli a seguito della sconnessione e della riconnessione delle reti infrastrutturali che la attraversano ( rete idrica, rete fognaria , rete del metano, etc…) e produrrebbe uno sconvolgimento del micro tessuto economico esistente (bar, negozi, edicola, spazi verdi) .
    Non è un caso che tutti i progetti del concorso svoltosi una decina di anni fa (quando era assessore il Consigliere Cintioli), che era finalizzato alla riqualificazione architettonica di una decina di piazze del centro antico tra cui piazza della Vittoria, prevedevano la valorizzazione del Ponte puntando sulla visibilità e sulla sua scopritura parziale ma lasciando inalterato il piano stradale e puntando molto sul ridisegno degli spazi disposti in superficie sul margine est del bordo stradale consistenti per lo più nella demolizione dei vecchi bagni pubblici e nella estensione, nella rifunzionalizzazione e nel ridisegno e degli attuali spazi verdi residuali. È di fatto quello che viene riproposto dai progettisti della sistemazione della piazza presentata pubblicamente al cantiere Oberdan il mese scorso, che è stata approntata nell’ambito di Agenda Urbana e che verrà cantierizzata a breve.
    In sostanza l’appello del Consigliere Grifoni a rivedere il progetto non tiene in nessun conto dei problemi di natura topografica, dell’assetto viario assai poco modificabile e della attuale vivibilità/fruibilità del luogo, e riteniamo che sia basato su un rapporto con l’antico che evidenzia un approccio “antiquario” ed una visione astratta e lacunosa della memoria storica della città, contraddetta dalla fisicità dei luoghi nonché dalla concretezza della loro funzione urbana attuale.
    Il progetto di sistemazione della piazza che verrà realizzato ha il pregio di ridefinire l’assetto del luogo separando e riqualificando le parti pedonali da quelle carrabili, di introdurre una rotatoria che favorisce lo scorrimento veicolare ma che conferisce con la sua impronta ellittica una figura architettonica degna di una piazza pubblica senza operare sconvolgimenti nel sottosuolo e infine di valorizzare la presenza del Ponte migliorando e rendendo più visibile l’accesso sottostante, mantenendo la sua collocazione ipogea.
    Su questioni così delicate non servono altisonanti esortazioni che assegnano alla memoria dell’antico un ruolo decisivo per il futuro della città. Lo scoprimento del Ponte sanguinario richiama alla memoria quello effettivamente avvenuto del Teatro romano. Quest’ultimo insisteva su un isolato urbano confinato e pertanto l’averlo riportato alla luce non ha interferito minimamente con la struttura viaria e, così, ha costituito un elemento di forte valorizzazione in quanto la sua scopertura ha dotato la città di una ulteriore infrastruttura culturale. Il riportare alla luce il Ponte sanguinario, nel contesto attuale di piazza della Vittoria, rappresenterebbe un frammento avulso completamente dal resto, una interferenza rispetto alla funzione fondamentale di snodo viario e di attraversamento pedonale. Bastava per rendersene conto che il Consigliere Grifoni ascoltasse le considerazioni e i timori dei commercianti alla presentazione del progetto presso il Cantiere Oberdan per capire quanto già l’intervento soft previsto a livello del piano stradale li preoccupasse sia in termini funzionali che in termini temporali.
    Un’ultima annotazione: quanto ai valori e all’importanza delle varie componenti materiali che compongono la complessa stratificazione storica della città antica non vi è un primato della romanità su tutte le altre componenti. E’ la complessità del tessuto storico che va preservata, restituita, e mostrata nel suo insieme.
    Così, un luogo dove si conserva più di ogni altra parte la memoria del tessuto medioevale minore dell’insediamento urbano è quella della Madonna degli orti, poco nota e visitata, che potrebbe essere reinserita nel circuito turistico attraverso la costruzione di eventi culturali che favoriscano la sua riscoperta.
    Occorre elaborare una diversa narrazione del contesto urbano e dei suoi valori. Sono le componenti di memoria insite nelle architetture e la loro posizione nel contesto urbano che occorre portare alla luce per comprenderne pienamente il loro significato ed i mutamenti che subiscono nel tempo, e non il puro mostrali come preziose reliquie. Esistono strumenti digitali efficacissimi come la tecnologia della realtà aumentata o, come è già avvenuto a Spoleto nel recente passato, eventi artistici o forme di teatralizzazione che hanno per protagonisti i luoghi e i monumenti. In questo senso la distanza tra il guardare e il vedere (e il comprendere la natura dei luoghi) è un fatto decisamente culturale che coinvolge molteplici aspetti.

    Ora Spoleto 

    Share

    Related Post

    Related Blogpost

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Commentiultimi pubblicati

    Adolfo Sandri Poli 2022-06-11 01:36:02
    Mi congratulo co rinnovata speranza con i Consiglieri Grifoni, Dottarelli, Cretini, Imbriani, Profili, (l'ordine dei nomi è casuale) per le.....
    Francesco 2022-05-23 08:10:44
    Questa proposta "futurista" della mototerapia la trovo alquanto singolare anche per il fatto che, pur essendo, le moto, dei mezzi.....
    Francesco 2022-05-18 23:11:12
    Si, è una bella iniziativa, ma mi chiedo se convegni come questo serviranno a far si che la Spoleto-Norcia possa.....
    Giorgio proietti 2022-05-06 07:44:20
    Pover fratello mio
    fabien 2022-04-09 10:16:14
    Ma guarda un po', per il Mattatoio, i soldi ci sono grazie all interessamento della silente Agabiti(sulla vicenda dell'ospedale di.....