La nuova era del Perugia è ufficialmente iniziata. Nella conferenza stampa andata in scena questa mattina, mercoledì 5 agosto, al Sangallo Palace Hotel, coordinata dal responabile dell’ufficio stampa del club, Massimo Sbardella, è stato presentato il passaggio societario del Perugia Calcio ad ArenaCuri Srl, sancito dal contratto preliminare firmato lunedì tra le parti. Un cambio di proprietà che segna l’inizio di un nuovo progetto sportivo, con un obiettivo dichiarato: riportare il Grifo ai livelli che la sua storia merita.
Ad aprire gli interventi è stato il presidente di ArenaCuri, Francesco Maria Lana, che ha indicato la direzione: far compiere al Perugia un salto di qualità, recuperando l’identità di una società capace di scrivere pagine indelebili del calcio italiano, dalla storica Serie A senza sconfitte fino al trionfo in Intertoto.
Successivamente ha preso la parola Hernan Garcia Borras. Visibilmente emozionato, il direttore generale ha ripercorso gli ultimi mesi, spiegando come i problemi di salute di Javier Faroni abbiano portato alla decisione di cedere il club. Poi le scuse: ai tifosi per i risultati mancati nonostante gli investimenti, alla stampa, ai dipendenti, ai collaboratori e alla propria famiglia, pagando il prezzo di un impegno totale. Infine il ringraziamento a chi ha contribuito a tenere in piedi il Perugia e la promessa di restare a disposizione della nuova proprietà, indipendentemente dal ruolo.
Mauro Ricci ha raccontato il lavoro dietro l’operazione, definendo ArenaCuri il veicolo ideale per costruire il rilancio del club. Ha confermato l’arrivo di investitori solidi, che saranno presentati tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, sottolineando come la forza economica sarà uno dei pilastri del progetto.
Sulla stessa linea Gianfranco Licomati, che ha parlato di un piano a lungo termine capace di unire finanza, management e competenze sportive, con l’obiettivo di dare stabilità e prospettiva alla società.
Ma il protagonista assoluto è stato Alessandro Gaucci, tornato a Perugia dopo 21 anni. Il suo intervento è stato diretto e senza alibi. Ha descritto una situazione complicata, con il mercato iniziato in ritardo, molti obiettivi già sfumati, una preparazione da ricostruire e una squadra da rifare praticamente in dieci giorni. Eppure il messaggio è stato chiaro: nessuna scusa.
Gaucci ha spiegato di non essere tornato per una rivincita personale, ma per riprendere un percorso interrotto e costruire qualcosa di importante. Ha annunciato una squadra competitiva, con altri tre o quattro acquisti in arrivo entro il weekend e l’organico praticamente completato entro martedì, lasciando aperta la porta a uno o due ulteriori innesti nelle ultime battute di mercato.
Il dirigente ha ribadito la propria filosofia: scegliere i calciatori per qualità, senza pregiudizi di categoria o provenienza. Ha ricordato i successi della precedente gestione della famiglia Gaucci, dai tanti nazionali scoperti ai campioni del mondo passati da Perugia, fino ai trofei conquistati con risorse inferiori rispetto ai grandi club. Un modello che punta ancora una volta sulle idee, sullo scouting internazionale e sulla capacità di individuare talenti ovunque.
Nel progetto avrà un ruolo centrale anche il settore giovanile, con l’obiettivo di riportare la Primavera in Primavera 1 e trasformarla nel principale serbatoio della prima squadra. E se il Perugia sarà nelle zone alte della classifica a gennaio, la proprietà è pronta a investire ulteriormente per rafforzare l’organico.
Il messaggio finale è quello che i tifosi aspettavano: ricostruire una squadra capace di emozionare, riportare entusiasmo sugli spalti e tornare a lottare per vincere. La nuova era del Perugia è partita. Adesso, dalle parole, il Grifo dovrà passare ai fatti.































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