Il comunicato stampa del portavoce Leonello Spitella
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:
Dopo l’allucinante “sospensione” del Punto Nascita, nell’ottobre 2020, per la “covidizzazione” dell’Ospedale, a Spoleto fu detto che la prima difficoltà per la riattivazione era la non reperibilità di pediatri. Ma adesso si apprende che per il “San Giovanni” di Foligno è aperto il concorso per il primario di pediatria, con cinque concorrenti. Intanto si completa l’organico dei pediatri e quel reparto è servito anche dalle ostetriche e personale delocalizzatovi da Spoleto. Si specifica che l’incarico primariale, quinquennale, è destinato ad un Reparto di Ostetricia vero e proprio (Foligno) con pediatria e tutti i servizi 24h connessi, mentre (con la solita equivoca dicitura Foligno-Spoleto) a Spoleto opererà soltanto un’OBI, Osservazione Breve pediatrica ambulatoriale, senza degenza.
Quindi, mentre il Sindaco di Spoleto Sisti continua ad affermare che “il terzo polo non c’è più”, Regione ed ASL imperterrite continuano a concretizzarlo: cioè l’Ospedale DEA a Foligno e Spoleto succursale geriatrico-ambulatoriale, in cui non si può né nascere né essere curati per acuzie. Senza neanche aver ottenuto il parere, sebbene solo consultivo e richiesto con dati completamente fuorvianti, del Ministero! L’Associazionismo spoletino non intende tollerare passivamente questa prepotenza. E’ semplicemente assurdo ed insultante per una delle principali città dell’Umbria essere trattata in questo modo sul versante più delicato, quello che compromette la sanità delle persone. La Regione deve rendere conto del perché dei sette Ospedali DEA dell’Umbria, il “San Matteo” deve essere l’unico ad essere smantellato e apparentemente ridotto a una specie di…..Ospedale di Comunità! E il Sindaco Sisti, che ha sfilato con la città per fermare questa destrutturazione e chiedere il ripristino di tutti i reparti precedenti alla “covidizzazione”, dica se intende intervenire immediatamente sulla Regione e sulla ASL, o se ha deciso, con l’ennesimo trasformismo, di esonerarsi dalle proprie funzioni.









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