Ospedale, le richieste del Consiglio Comunale di Spoleto alla Regione Umbria

  • Letto 562
  • Ecco il documento stilato questa mattina dalla Conferenza dei Capigruppo e approvato all’unanimità in rappresentanza dell’intero Consiglio comunale

    Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

    Il Consiglio comunale della Città di Spoleto,
    p r e m e s s o
    che in data 31 gennaio 2020 è stato dichiarato lo stato di emergenza sul territorio
    nazionale a causa dell’infezione da COVID 19;
    che, da ultimo in data 7 ottobre 2020, è stato prorogato tale stato di emergenza fino al 31
    gennaio 2021 a causa della recrudescenza dei contagi;
    che, a seguito della citata emergenza, la legge ha previsto la necessità di individuare
    appositi ospedali dedicati (ospedali COVID), che sono strutture sanitarie indicata dal piano
    sanitario regionale per l’emergenza COVID come centri di accoglimento dei pazienti
    COVID-positivi con vari gradi di sintomatologia;
    che la struttura sanitaria adatta ad essere convertita in Ospedale COVID deve possedere
    dei requisiti di spazi e impiantistica tali da consentire la definizione di aree e percorsi
    dedicati, dove i pazienti possono essere curati adeguatamente garantendo la sicurezza
    per loro e per gli operatori sanitari;
    che l’isolamento delle aree di degenza deve essere perfettamente garantito ed è
    necessario delimitare i percorsi dei pazienti in arrivo col contemporaneo allestimento di
    apposite zone filtro per l’accesso e la vestizione degli operatori con i dispositivi di
    protezione individuale (DPI) e la zona di svestizione dai DPI contaminati;
    che, all’interno di un ospedale COVID può accedere esclusivamente il personale sanitario
    e tecnico appositamente addestrato necessario al funzionamento della struttura in base
    alle raccomandazioni e linee guida OMS;
    che i pazienti già ricoverati per altre patologie presso una struttura che deve essere
    riconvertita in Ospedale COVID o sono collocati in un’ala isolata ed indipendente della
    struttura stessa oppure trasferiti presso altre strutture;
    che la Regione Umbria nel periodo emergenziale ha dovuto riconfigurare la rete
    ospedaliera regionale a temporanea e parziale deroga della propria programmazione e gli
    ospedali umbri sono stati suddivisi in Dea (Dipartimento emergenza e accettazione) di I
    livello come punti di riferimento per la gestione dell’emergenza finalizzata al ricovero dei
    casi gravi nelle malattie infettive e in terapia intensiva e ospedali Dea di II livello, distinti in
    due tipologie, nel primo caso riconfigurati per l’emergenza coronavirus e nell’altro per la
    gestione della patologia acuta e sub acuta medica e chirurgica ordinaria;
    che gli ospedali di base sono stati distinti in due tipologie: quelli destinati all’emergenza
    Covid, e quelli di supporto, che accolgono le patologie mediche di media intensità
    assistenziale in trasferimento dalle aziende ospedaliere e dai reparti di pronto soccorso;
    che la Regione, in ossequio alle disposizioni emergenziali vigenti aveva individuato come
    ospedali covid quello di Pantalla, quelli di Perugia e Terni e quelli di Città di Castello e
    Foligno, al fine di raggiungere il numero di posti letto in terapia intensiva richiesto dal
    Ministero e l’ampliamento dei reparti di pronto soccorso degli ospedali umbri, comprensivo
    della riorganizzazione degli accessi;

    che l’attribuzione all’ospedale di Spoleto della qualità di ospedale COVID non poteva non
    essere preceduta da un confronto sul tema con l’Amministrazione comunale e la
    cittadinanza considerato che la Città di Spoleto è il centro più popolato tra quelli umbri
    colpiti dal sisma del 2016 e all’ospedale di Spoleto fanno altresì capo i comuni della
    Valnerina per tutte le esigenze sanitarie ivi comprese quelle collegate alle recenti
    emergenze post sisma del 2016;
    che l’ospedale di Spoleto è anche in stretta connessione con la funzionalità sanitaria della
    Casa di reclusione di massima sicurezza di Maiano di Spoleto;
    che attribuire la qualifica di ospedale COVID al nosocomio della Città di Spoleto, comporta
    lo spostamento della quasi totalità dei servizi previsti, compreso il punto nascite e servizi
    essenziali ed urgenti in altre strutture regionali;
    p r e s o a t t o
    che l’incremento esponenziale dei contagi sul territorio regionale, richiede l’individuazione
    di ulteriori strutture sanitarie per la gestione dei pazienti COVID e che l’autorità regionale
    ha deciso di attribuire la qualifica di ospedale COVID al nosocomio della Città di Spoleto;
    che la pandemia sta vivendo una recrudescenza, con una seconda fase di contagi che
    appare nei numeri addirittura maggiore della precedente;
    che la Regione ha deciso di implementare le strutture adibite alla gestione del Covid 19
    implementando il nosocomio spoletino alla gestione dei casi Covid tra i DEA di primo
    livello, decisione che non è mai stata ufficialmente comunicata né tantomeno condivisa col
    Sindaco, e questo non può che essere stigmatizzato;
    che pesano in questo momento le gravi decisioni del passato come quella di non
    realizzare un unico ospedale tra i territori afferenti al folignate e allo spoletino, oppure
    ancora quella delle continue spoliazioni dell’ospedale di Spoleto;
    che anche nell’attuale “consigliatura”, su proposta della IV commissione consiliare
    permanente presieduta dalla consigliera Morelli, documento condiviso con
    l’associazionismo cittadino, nel giugno del 2019 è stata approvata all’unanimità una
    mozione che impegnava il sindaco a seguire tutte le vicende che interessavano la
    valorizzazione del presidio ospedaliero cittadino;
    c o n s i d e r a t o c h e
    gli effetti della pandemia, che si sta di nuovo abbattendo sulla nostra comunità va
    affrontata con il giusto spirito di sussidiarietà tra i territori al quale la città di Spoleto non
    intende sottrarsi ma questo non può prescindere dal coinvolgimento degli attori locali e
    non può prescindere dal dare garanzie per il presente e per il futuro
    la destinazione del Nosocomio di Spoleto ad Ospedale Covid non può essere accettata,
    poiché per come disposta rappresenta la chiusura di tutti i suoi reparti, cosa diversa
    sarebbe invece destinare ad utilizzo dei pazienti Covid 19 esclusivamente un’ala del
    nosocomio (da individuare di comune accordo con l’amministrazione comunale);

    è imprescindibile che dei tali reparti utilizzati al trattamento della patologia Covid 19 dovrà
    seguire comunque il ripristino totale della situazione antecedente la riconversione
    comprensiva del personale medico-infermieristico. ;
    c h i e d e
    che la Regione
    • riapra il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Spoleto, che oltre a servire alla cittadinanza
    del nostro territorio è essenziale anche per gli abitanti di tutta la Valnerina e la Zona
    Sociale coinvolgendo oltre 60000 utenti, territori già duramente provati dal sisma del
    2016, garantendo anche un servizio di elisoccorso considerato il vasto bacino di utenti
    afferenti al servizio di emergenza;
    • mantenga in funzione tutta quella strumentazione medico-sanitaria che è stata donata
    dalle Associazioni/Fondazioni presso il Nosocomio San Matteo degli Infermi, e
    garantisca che tali strumentazioni non vengano destinate altrove;
    • mantenga dunque operativi i reparti essenziali al fabbisogno sanitario dell’intero
    comprensorio (comprendente dunque tutta la Valnerina etc.);
    • che oltre al Pronto Soccorso e ai reparti collegati rimanga attiva la Robotica (non si
    muore solo di Covid ma anche di tumore!);
    • invii immediatamente medici pneumologi, infettivologi, più intensivisti, più internisti e
    cardiologi e personale infermieristico e paramedico per il corretto trattamento dei
    pazienti Covid e di dirci perché non è avvenuta nessuna nuova assunzione di nuovo
    personale medico in questi quattro mesi;
    • organizzi idonee procedure per l’esecuzione di tamponi rapidi, sia per il personale che
    per l’utenza, e procedure che garantiscano le necessarie condizioni di tutela della
    salute del personale medico ed infermieristico;
    • valuti la ripartizione del peso in termini di personale, mezzi, posti letto tra tutte le
    strutture sanitarie del territorio umbro secondo le rispettive caratteristiche, così da
    garantire una corretta gestione dell’emergenza e al contempo assicurare un livello
    minimo dei servizi per i cittadini in tutti i territori;
    • informi l’Amministrazione sul motivo per il quale durante il sopralluogo nel nostro
    reparto di Terapia Intensiva, effettuato a marzo scorso, il Comitato Tecnico Scientifico
    regionale aveva dato un parere non favorevole e, infatti, il nostro ospedale è rimasto
    ‘Covid free’ e a servizio delle rianimazioni umbre per gli interventi chirurgici maggiori e
    cosa è cambiato da marzo ad oggi;
    • al ripristino del nosocomio di Spoleto allo stato pre-Covid, si adoperi con sollecitudine
    per potenziare ed efficientare i reparti sanitari presenti, con particolare riferimento a
    quelli in maggiore sofferenza di mezzi e personale come tra l’altro dichiarato
    nell’Ordinanza regionale di chiusura temporanea dello stesso;
    • una volta terminata l’emergenza COVID, ripristini il punto nascite, e alla luce di quello
    che sta accadendo, preveda una moratoria per almeno cinque anni, che permetta di
    sforare i limiti previsti dalle disposizioni di legge, e questo anche per eventuali limiti
    imposti per altri reparti, qualora esistenti;
    • i macchinari che saranno inviati, restino in buona parte presso il nostro ospedale al fine
    di potenziare i reparti che saranno ripristinati;
    • gli eventuali reparti smantellati inoltre dovranno essere completamente ripristinati a fine
    periodo transitorio andando ad eliminare gli eventuali vincoli numerici per il
    mantenimento degli stessi (vedi 500 nascite per il punto nascite che deve essere
    eliminato a causa di questa pandemia);
    • assicuri anche in questo momento di emergenza il continuo e proficuo confronto con
    l’Amministrazione comunale al quale si è ispirata sin dall’inizio della legislatura.

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    carlo Bussoni 2020-11-23 07:16:54
    In effetti si tratta di via esterna delle mura. Anche io faccio sempre confusione...interna...esterna.....
    Max 2020-11-22 18:39:24
    Via Interna delle Mura si trova in un'altra parte di Spoleto, è la parallela del tratto in piano di viale.....
    Carlo Neri 2020-11-05 18:14:10
    Per 150 euro al mese, ci vada il sindaco a pulire i cessi!
    Aurelio Fabiani 2020-10-29 09:13:13
    SENZA VERGOGNA. La Destra si "intorcina" tra facce impresentabili e ipocrisie sconfinate. I due signori rappresentanti dell'estrema Destra umbra che.....
    Paolo 2020-10-25 10:49:21
    Non dimentichiamoci che oltre la casa di reclusione ci sono 2 stabilimenti a rischio e cioè lo Stabilimento Militare dove.....