L’ampliamento degli scavi effettuato attorno alla famosa biga di Monteleone di Spoleto ha delineato una necropoli ben più ricca e vasta di quanto si pensasse. Su questo verte l’ultima attesa conferenza del ciclo 2025 Vecchi Segni, Nuove Storie, dal titolo ‘La necropoli di Colle del Capitano: incinerati ed inumati. Una rilettura’, in programma venerdì 12 dicembre (ore 16,30) presso la chiesa di Sant’Agata (Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto – Mantr). Al termine dell’incontro, inoltre, i partecipanti verranno guidati al terzo piano per una visita ai tesori della sezione Valnerina, in particolare a quelli provenienti dalla necropoli in oggetto.
L’area funeraria venne casualmente scoperta nella località ora nota come Colle del Capitano nei primi anni del 1900. L’occasione fu data dalla costruzione di un casale da parte della famiglia Vannozzi e dalla contestuale sistemazione dell’area antistante da destinare ad aja: l’area era occupata, da quanto noto, da una sorta di “collinetta”, in realtà una tomba a tumulo contenente un ricchissimo corredo tra cui un carro in lamina di bronzo. L’intervento della Soprintendenza fiorentina negli anni successivi portò allo scavo sia del tumulo che dell’area circostante, con il ritrovamento di tombe a fossa (prive di corredo) definite “barbariche” e di urne di incinerati. A dirigere lo scavo fu Angelo Pasqui, noto in Umbria per aver scavato anche tombe nella necropoli delle Acciaierie di Terni. Dopo questi primi interventi, nella certezza che tutta l’area fosse stata indagata, fu sospesa ogni ricerca. Fu così che solo nel 1978 Giorgio Filippi e Francesco di Gennaro individuarono alcuni nuovi frammenti di fittili presenti nella zona dove, pertanto, furono riprese le operazioni di scavo che portarono a indagini approfondite a cura della Soprintendenza Archeologica dell’Umbria. Vennero così alla luce altre 25 tombe di varia età e struttura che hanno notevolmente ampliato il quadro conoscitivo della necropoli.
A mettere insieme tutte le tessere del mosaico al fine di giungere a un’efficace e quanto mai interessante rilettura complessiva del contesto sarà la Dottoressa Maria Cristina De Angelis, ex direttrice del museo di Spoleto e Ispettrice dell’allora Soprintendenza Archeologica dell’Umbria con delega alla preistoria e protostoria, la quale, tra le altre cose, si è occupata proprio dello scavo della necropoli di Colle del Capitano a Monteleone alla fine degli anni ’70.
L’ingresso all’evento è gratuito e consentito fino ad esaurimento posti. L’invito a partecipare è esteso a tutta la cittadinanza che avrà l’opportunità di conoscere più a fondo la storia di una delle zone più importanti del comprensorio Spoleto-Valnerina.
Con quest’ultima conferenza si chiude il ciclo Vecchi Segni, Nuove Storie, promosso direttamente dal Mantr. I quattro precedenti incontri hanno approfondito aspetti legati a vari temi del passato: ‘L’Apicoltura nel Mediterraneo antico. Archeologia del rapporto tra uomo e api dalla preistoria alla tarda antichità’, ‘Annibale a Spoleto, riscoperta di un’epigrafe’, ‘Scavi e ricerche a Villa San Silvestro di Cascia: le nuove scoperte’, ‘Il teatro romano di Spoleto: apparato decorativo e committenza’. L’appuntamento, ora, è per il 2026 con un calendario ancora più ricco nel quale verranno presentate nuove affascinanti scoperte, ricerche e rivelazioni storiche.










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