(Re.Ber.) – Come un rito. Per trovare l’elisir di lunga vita. Anche quest’anno, quei ragazzi del 1969 si sono ritrovati nel “buen retiro” di Mario Modesti e della splendida moglie Celina, a La Spina di Campello sul Clitunno. La canicola non ha seccato le lingue dei più loquaci che hanno intrattenuto gli ospiti con tanti aneddoti di un calcio romantico e spettacolare. Che sapeva appassionare quei tifosi biancorossi, che partivano per le trasferte sin ai confini della Liguria, a bordo di Fiat 600 che erano abituate, al massimo, ai tornanti del Monteluco o ai pellegrinaggi a Cascia. Ma c’era anche chi poteva permetterselo e seguiva lo Spoleto in aereo, sino in Sardegna. A quei racconti sono mancate solo le immagini per documentare le imprese di quello Spoleto, che nel 1970 conquistò la serie D dopo una inarrestabile cavalcata nel massimo campionato regionale. Ma soccorrono le foto conservate con una cura certosina dal bomber Modesti, uno che in area non risparmiava colpi proibiti ai francobollatori più spietati. Ed allora, eccoli schierati nel patio di casa di uno tra i più forti attaccanti biancorossi di tutti i tempi. In piedi, da sinistra, si stagliano le figure di Enzo Nardi, centrocampista dai piedi buoni al quale il severo papà Arturo negò il sogno di vestire la maglia della Roma, come fu per l’amico fraterno Angelo Orazi. Poi, il medico sociale Mario Mancini; Renzo Restani, una carriera tra Brescia, Foligno, Viterbese e Taranto; Francesco Ministrini, fedelissimo dirigente del presidente Giancarlo Mercatelli; Carlo Restani, anche lui portiere di belle speranze; il “mastino” Antonio Bocchini, papà dell’attuale vice allenatore del Sud Tirol, Riccardo; Pietro Goretti, colonna di quello Spoleto 1969-’70; Alessandro Picotti, difensore elegantissimo e primo capitano della serie D; Giorgio Bacchi,un difensore che prese il volo per la serie C. Per continuare con il citato Mario Modesti, che arrivò in semifinale al Campionato italiano universitari; Ugo Taraddei, il centravanti che esplose nel Foligno 1972-’73; Giorgio Serafini, motorino del centrocampo spoletino nel campionato 1971-’72; Liseo Filadi, che dopo Spoleto si esibì nelle più “calde” piazze di serie C, tra Barletta, Salernitana e Cavese. Per continuare con Claudio Farroni, campione italiano della Roma Juniores con De Sisti e un peregrinare tra Palmi,dove trovò l’amore, Lecce e Bisceglie. Per finire con Enzo Rambotti, uno tra i centrocampisti più dotati usciti dalla “cantera” biancorossa che fece le fortune di Siena e Salernitana. A chiudere la fila dei seduti, il difensore Gabriele Montioni. Ospite della reunion, l’assessore allo sport del Comune di Spoleto, Federico Cesaretti, che ha annunciato due iniziative da cerchiare in rosso sul calendario: un “Angelo Orazi day”, in concomitanza con il suo settantacinquesimo compleanno, ed una giornata della “memoria biancorossa” con le vecchie glorie protagoniste per un giorno. “E’un tributo – ha detto l’infortunato Cesaretti -, che dobbiamo doverosamente a questi uomini che hanno portato in giro per l’Italia il nome di Spoleto con onore e spirito di sacrificio”.








































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