Siamo in piena era social. Ormai dall’avvento di internet (nato per scopi militari in piena guerra fredda) sono passati più di 50 anni. Il 29 ottobre 1969 è considerata la data di nascita ufficiale di Internet. Quel giorno, presso l’Università della California di Los Angeles (UCLA), venne stabilita la prima connessione tra due computer attraverso ARPANET (Advanced Research Projects Agency Network). Il secondo computer si trovava allo Stanford Research Institute, a circa 500 km di distanza.
Solo nel 1989 Berners-Lee pubblicò il primo sito web della storia, spiegando il progetto World Wide Web e rendendo pubblicamente disponibile il codice necessario per creare siti web e visualizzarli. Questa decisione di rendere la tecnologia libera e gratuita si rivelò fondamentale per la sua rapida diffusione.
Da allora ad oggi i passi sono stati rapidi e con l’avvento di Facebook , la rete è ormai diventata una piazza virtuale. Affinando ancora di più ciò che la Sociologia aveva già intuito, la piazza virtuale diventa un Social. Tra le varie piattaforme (esistono quelle di messaggistica istantanea) troviamo Facebook, la piazza virtuale della generazione Boomer (i nati tra il 1950-1965) e Generazione X (nati tra il 1965-1980). I più giovani preferiscono piattaforme più visive (instagram- tik tok). All’interno di Fb , negli ultimi anni è prassi discutere e dibattere in GRUPPI , spesso tematici, ancor più spesso della propria città. A Spoleto siamo diventati estremamente bravi a fondare questi gruppi che parlano della qualunque , che danno informazioni, che esprimono idee, che aiutano i cittadini a districarsi nella burocrazia italiana. Sempre più spesso questi gruppi si usano e ancor più spesso si abusano! Negli ultimi tempi, le discussioni (spesso nei commenti) degenerano in conversazioni aggressive e violente, che vanno dall’aggredire allo screditare, dall’offendere all’ infamare e umiliare. E sembra che il motivo si nasconda nel poter commentare in anonimato e comunque a livello virtuale si ha un concetto diverso dell’IO. Si chiama de-personalizzazione o de-individuazione, avere cioè l’idea che non ci sia una responsabilità reale in ciò che si scrive. In psicologia, questo fenomeno è noto come “effetto di disinibizione online”, descritto per la prima volta da John Suler nel 2004, e che nella vulgata comune si riflette in termini come “leoni da tastiera”.
Negli ultimi anni questa aggressività si riscontra sempre più spesso in alcuni gruppi cittadini. Si chiede un consiglio e c’è chi deride o reputa la richiesta “banale”, si mette in risalto una mancanza? E via con le polemiche di chi attacca e chi difende.
E la caratteristica che ho notato solo nella nostra città è che si guarda A CHI fa il commento e non A COSA dice!
La constattazione lampante e che manchi proprio il senso di Comunità , un concetto che a Spoleto farebbe tanto bene e che andrebbe ritrovato (se mai sia esistito) il prima possibile!





























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