Le Fonti del Clitunno, un viaggio tra storia, natura e poesia

Il piccolo bacino lacustre, meraviglia naturale dell’Umbria, meta ideale per una fuga “green” dal caos delle città.

 di Alessio Cao 

Frequentate fin dai tempi di Roma antica, cantate da poeti e scrittori in ogni epoca, le Fonti del Clitunno sono un parco naturalistico, un’oasi di pace e di verde collocata lungo la strada statale Flaminia, all’altezza di Campello sul Clitunno, tra Spoleto e Foligno.
Al centro del piccolo parco si trova il lago, le cui acque cristalline, con toni che vanno dal verde smeraldo al turchese, sono incastonate in una cornice naturale di alberi tra cui querce, pioppi e salici piangenti, alcuni dei quali centenari.
Le acque che alimentano il bacino sgorgano da fonti sotterranee e con un misto di cascatelle e piccoli rigagnoli creano questa magica atmosfera lacustre, che si presta ad una passeggiata rilassante ed introspettiva lungo le sue sponde e sui ponticelli in legno che lo attraversano. Numerose le specie animali che popolano il laghetto, tra cui trote, tinche, cigni e altri uccelli acquatici.

La fama di questo luogo magico risale all’antica Roma, quando il fiume Citunno era interamente navigabile, la portata d’acqua era enorme rispetto a quella attuale, tanto da consentire il transito di due chiatte contemporaneamente in senso opposto. Molte ville patrizie sorgevano lungo le sue sponde incantate. Le acque del Clitunno e le fonti in particolare erano considerate sacre, dimora sotterranea dell’omonimo dio Clitunno. Numerose erano le feste e le celebrazioni in suo onore svolte lungo le rive del fiume.
La bellezza delle fonti viene citata da Plinio il Giovane, in una lettera ad un amico romano con le seguenti parole: “Hai mai visto la fonte del Clitunno? Se non l’hai ancora vista e credo tu non l’abbia ancora vista, altrimenti me ne avresti parlato, vai a vederla! Io l’ho vista solo da pochissimo, e mi pento di questo ritardo. C’è una collinetta che si innalza dolcemente, fitta di annosi cipressi e d’ombra. Dalle sue pendici esce una fonte, scaturendo in diversi ruscelli, tutti ineguali, e dopo aver superato faticosamente il gorgo che produce all’uscita, si allarga in un ampio golfo, pura e cristallina, a tal punto che potresti contare le monetine e i sassolini che scintillano sul fondo”.

Altre citazioni la troviamo nelle Georgiche di Virgilio, in Giovenale e Properzio.
In tempi più recenti le fonti sono state oggetto di meraviglia e descrizione anche da parte di Lord Byron e di Giosuè Carducci che le rende protagoniste di una sua poesia dopo la visita nel 1876.
All’interno del parco è stata realizzata anche una stele commemorativa del poeta e della sua ode per le Fonti.
Nei pressi troviamo anche il Tempietto, assolutamente da visitare, costruito in epoca longobarda su una probabile preesistenza romana, patrimonio dell’umanità dal 2011.
Le fonti del Clitunno, il loro fiume e tutta la lussureggiante natura che le circonda sono la meta ideale per una fuga dalla quotidianità e dai ritmi serrati delle nostre città. Una fuga nel silenzio, nella pace, nella serenità, che aiutano l’anima a riconciliarsi con se stessa.

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