Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò scappare

Riflessioni di una lettrice spoletina al tempo del Coronavirus 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera di una lettrice:

Incontro un 35enne, mi chiede ‘dove è la Caritas?’ Allungo la passeggiata col cane fino al panificio e compro qualcosa anche per lui. Mi dice che dorme per strada e non ha più lavoro, casa, soldi e cibo esattamente dallo scoppio dell’epidemia e dall’entrata in vigore degli obblighi e sanzioni ad essa connesse. Lo accompagno davanti alla Caritas. Nonostante abbia sollecitato gli organi che potevano aiutarlo, nulla…ha lasciato Spoleto dopo un paio di giorni. Anche io, anche altri avremmo potuto essere al suo posto, dormendo, in queste notti gelide, su una panchina o in un androne.
Non riesco a darmi pace. Questa cosa ha aggiunto, alla frustrazione della segregazione, anche la preoccupazione e rabbia per il futuro prossimo e le seguenti considerazioni.
In Italia – anche a Spoleto – il virus era già presente a Novembre, quindi si presuppone che gran parte della popolazione abbia già avuto e superato la malattia, senza ricorrere ai ricoveri ospedalieri e che il virus abbia diminuito, nel frattempo, la sua capacità di contagio.
Il virus Covid19 sembra essere un virus influenzale pericoloso perché incide sulle vie respiratorie e rapido nel contagio, ma con solo 17 casi finora in tutta Italia, di morti PER coronavirus.
I soggetti più a rischio sono quelli che soffrono o hanno sofferto già di problemi respiratori, così anche obesi, diabetici, cardiopatici, immunodepressi e tutti gli anziani, cioè persone che hanno 3 o 4 patologie pregresse importanti.
L’epidemia è concentrata nelle zone industrializzate ed a più alto tasso di inquinamento di aria, acqua e suolo – compreso l’inquinamento elettromagnetico – come la Pianura Padana per l’Europa e Wuhan per la Cina.

 

Pare sia inutile aspettare e creare un vaccino perché, da alcuni casi, si può evincere che non ci si immunizzi né con il primo contagio – lo si può riprendere anche più volte, come capita con un raffreddore – né con l’eventuale vaccinazione.
Le continue direttive, restrizioni, adempimenti burocratici imposti da Conte (es. il carosello dei modelli di moduli) giorno dopo giorno, a braccio, seguendo un ‘consiglio di esperti’ ( tra i quali non figura, guarda caso, il maggiore esperto in emergenze sanitarie, Gino Strada, il fondatore di Emergency) non possono che minare la fiducia nel Governo. Perché non esiste un solo modo di affrontare l’emergenza e, il ‘modello italiano’ tanto elogiato dai media, in realtà è uno dei peggiori.
Italia, Umbria e Spoleto sono sempre più depresse economicamente e non si possono permettere il ‘lusso’ di misure tanto drastiche e prolungate nel tempo per esercizi commerciali, produzioni e servizi.
E’ ben noto che la reclusione forzata di tutti, indistintamente, porta ad uno stress psico-fisico che mina le difese immunitarie facendo di un soggetto sano un soggetto malato.

Chiedo che i cittadini non siano sanzionati ma piuttosto informati correttamente, in modo capillare, sui comportamenti di prevenzione, con indicazioni cautelative sul contatto, le norme igieniche e la distanza di sicurezza, e confidando nel senso di responsabilità individuale. Se è il caso con prescrizione di isolamento solo per i soggetti a rischio e malati.
Da parte mia, dopo il 3 Aprile, non riterrò più validi i provvedimenti restrittivi in vigore, perché dannosi per l’economia e la democrazia e incostituzionali pèrchè i DPCM non hanno avuto discussione in Parlamento e trasformazione in relativa legge.
La tutela di un diritto fondamentale della Costituzione non può annullare la tutela degli altri diritti, altrettanto importanti. Inizierò dal 4 Aprile uno sciopero della fame ad oltranza per testimoniare con i fatti il mio personale impegno civile.
Art. 16. Ogni cittadino puo` circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanita` o di sicurezza. Nessuna restrizione puo` essere determinata da ragioni politiche [1201 , XIII2 ]. Ogni cittadino e` libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge [354 ].
Art. 32. La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettivita`, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno puo` essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non puo` in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana

Roberta Privitera

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