La standing ovation di Piazza Duomo per il Maestro dei Due Mondi

È calato ieri sera il sipario sul palinsesto della 69° edizione del Festival dei Due Mondi. La programmazione si è conclusa, come di consueto, con il concerto finale in Piazza Duomo, affidato per l’occasione alla bacchetta del Maestro Gianandrea Noseda. In prima fila, un parterre istituzionale: il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, il Segretario Generale del Senato della Repubblica Federico Silvio Toniato, la Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il Senatore Zaffini. Nelle prime file, oltre al regista Gabriele Muccino e all’attore Massimo Ghini, anche Maria Teresa Fendi, Presidente della Fondazione Carla Fendi – main sponsor del Festival, che prima del concerto ha consegnato con Isabella Rossellini il Premio Carla Fendi Steam 2026 al Direttore Artistico di The Watermill Center Charles Chemin.
Sul palco il Maestro di Europa e America – Direttore Musicale della National Symphony Orchestra di Washington, Principal Guest Conductor della London Symphony Orchestra e General Musik Direktor dell’Opernhaus di Zurigo, “Miglior Direttore d’Orchestra” con il Ring di Wagner agli Oper! Awards – è salito sul podio per guidare l’eccellenza italiana che lui stesso ha diretto per più di 10 anni: la Filarmonica Teatro Regio Torino ha ritrovato a Spoleto il suo Maestro, per emozionare il pubblico con un programma musicale capace di sintetizzare al meglio lo spirito dell’intera kermesse. I pentagrammi si sono fatti ponte artistico tra i Due Mondi, tra cultura europea e americana, nel 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti: l’Ouverture da Amelia al ballo di Gian Carlo Menotti, le Danze sinfoniche da West Side Story di Leonard Bernstein, la Sinfonia n. 9 “Dal nuovo mondo” Antonín Dvořák. Le esecuzioni, di straordinario livello artistico e di fortissimo impatto emotivo, hanno conquistato il cuore di Spoleto, che ha ringraziato il Maestro e l’Orchestra con calorosissimi applausi.
Dopo essere stato richiamato sul palco ben 4 volte dagli applausi incessanti del pubblico, Noseda – annunciando il bis – ha detto: “Con questo programma musicale abbiamo idealmente voluto costruire un ponte capace di unire davvero. Perciò adesso è il momento di Giuseppe Verdi, l’uomo dei due mondi, amato tanto in Italia quanto in America: la Sinfonia dai Vespri siciliani è una storia di liberazione dall’oppressione, una ricerca di collaborazione tra culture”.

 

 Piazza Duomo ha salutato il Maestro e la 69° edizione del Festival con una pioggia di applausi fragorosi e una standing ovation dalle prime alle ultime file.