Arcivescovo e preti, religiosi e religiose, amministratori e forze dell’ordine, giovani e anziani, famiglie e bambini hanno percorso il centro storico della Città (dalla chiesa di S. Gregorio al Duomo) implorando su di essa e sulla Diocesi intera il sorriso materno e la tenera benedizione di colei che è ammirata come Madre di Dio e Madre della Chiesa. Il pensiero e la preghiera dei presenti sono andati a quanti sono segnati dalla malattia e dalla sofferenza, alle famiglie lacerate da discordia e violenza, agli anziani soli, a quanti sono segnati dalla piaga della povertà. Ma soprattutto la preghiera si è fatta implorazione di pace. Spoleto non è estranea al grido di sofferenza che sala dai bambini di Gaza e di Kiev, all’attesa di cibo che umilia le popolazioni vittime della guerra, allo strazio di chi vede perire mariti e figli sui campi di battaglia, all’anelito di dignità e libertà che abita il cuore degli oppressi, alla ricerca di giustizia e di pace che spinge a lasciare la propria terra e attraversare il mare, alla grave responsabilità dei capi delle Nazioni chiamati a costruire ponti di dialogo e riconciliazione, al bisogno irrinunciabile di speranza che abita e tormenta il cuore dell’uomo. Alla processione, scandita dalle decine del rosario e da canti mariani, hanno preso parte anche numerose associazioni di volontariato con i loro stendardi; c’era il Gonfalone della Città e l’amministrazione comunale era rappresentata dal vice sindaco Danilo Chiodetti e dall’assessore Federico Cesaretti.
Di seguito, alcune immagini della processione con la Santissima Icone, dalla Basilica di San Gregorio Maggiore fino alla Cattedrale di Santa Maria Assunta, presieduta dall’Arcivescovo di Spoleto-Norcia, Mons. Renato Boccardo








































































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